DOCUMENTARIO – Punto Doc (gennaio-febbraio)

Waiting for SupermanCritics’ Choice Movie Awards 2011 – Premio Migliore Documentario a Waiting for Superman di Davis Guggenheim (ogni mattina, nelle metropoli, nelle periferie e nelle piccole cittadine di tutta l’America, i genitori mandano i loro figli a scuola con le migliori aspettative. Ma malgrado decenni di riforme ed enormi quantità di denaro spese, le scuole pubbliche si sono rivelate fallimentari, con un grande abbandono scolastico. Dal regista di Una scomoda verità, un esame provocatorio e convincente della crisi dell’istruzione pubblica negli Stati Uniti)

 

 

 

 

Inside JobOSCAR come miglior documentario ad Inside Job di Charles Ferguson (un resoconto, spietato, di quanta avidità e mancanza di scrupoli ci siano dietro la crisi finanziaria che ha provocato, a partire dal 2008, la perdita di milioni di posti di lavoro e che ha messo in pericolo la stabilità economica di paesi industrializzati, dagli Stati Uniti all'Islanda, dalla Cina alla Grecia) e come miglior documentario breve a Strangers No More di Karen Goodman (nel cuore di Tel Aviv, sorge una scuola eccezionale in cui bambini dai quattro agli otto anni, provenienti da paesi diversi e situazioni differenti, vengono per imparare. Molti degli studenti arrivano dalla povertà, sono in fuga dai regimi e persino dai genocidi. Ma qui, nessun bambino è straniero). Tutti i documentari in lizza per il premio qui.

 

 

 

ArmadilloPREMI NAZIONALI


Nei primi mesi dell’anno si svolgono in quasi tutta Europa gli “oscar nazionali” (gli equivalenti del nostro David di Donatello, tanto per intenderci). Ecco l’elenco dei premi già assegnati:

 

FRANCIA (Cesar): Oceani di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud
SPAGNA (Goya): Bicicleta, cuchara, manzana di Carles Bosch
DANIMARCA (Robert): Armadillo di Janus Metz
ISLANDA (Edda): miglior documentario Feathered Cocaine di Örn Marinó Arnarson e Thorkell Hardarson e miglior documentario breve Clean di Ísold Uggadóttir
IRLANDA (Ifta): The Pipe di Risteard Ó'Domhnaill e Rachel Lysaght
FINLANDIA (Jussi): Steam of Life di Joonas Berghäll e Mika Hotakainen
BELGIO (Magritte): Les Chemins de la Mémoire di Jose Luis Penafuerte
SVEZIA (Guldbagge): Regretters di Marcus Lindeen
AUSTRIA (Österreichischer Filmpreis ): Bock for president di Houchang Allahyari, Tom-Dariusch Allahyari

 

 

louther than a bombFESTIVAL:

 

Il Palm Springs (6-17 gennaio) è uno dei festival cinematografici più grandi nel Nord America con i suoi 130.000 partecipanti. Louder Than a Bomb, diretto da Greg Jacobs e Jon Siskel, ha ricevuto il Premio del Pubblico per il Miglior Documentario. Il film racconta la preparazione di quattro squadre alla più imponente competizione di poesia giovanile “Louder Than a Bomb”, per l’appunto, a cui partecipano più di 600 ragazzi provenienti da 60 scuole intorno Chicago.

 

the other chelseaIl Festival Max Ophüls (17-23 gennaio) , che si è tenuto come ogni anno a Sarrebruck, ha fama di essere scopritore dei giovani talenti del cinema germanofono. Il documentario dell'anno è stato il tedesco The Other Chelsea – A Story from Donetsk di Jakob Preuss (Alexej e Kolja, due minatori ucraini di mezza età, cercano di tenere il passo dei cambiamenti politici ed economici che stanno investendo il loro paese. Mondi contrastanti, cultura sovietica e capitalismo oligarchico, si ritrovano in quello che è il luogo preferito da entrambi: lo stadio).

 

 

Cinema komunistoManifestazione espressamente dedicata alle cinematografie dell’Europa centro-orientale, il Trieste Film Festival (20-26 gennaio) ha assegnato il Premio Alpe Adria Cinema come Miglior Documentario a Cinema Komunisto di Mila Turajli? (un viaggio nel cinema ai tempi di Tito, attraverso il racconto del suo protezionista privato, per 31 anni al suo servizio. Pare che Tito vide una quantità di film impressionante: 8800). Nella sezione “Zone di cinema” (per produzioni realizzate nel Friuli Venezia Giulia o dirette da professionisti nati o residenti in regione) vince Sconfinato. Storia di Emilio di Ivan Bormann (Emilio è stato tante cose: italiano dell’Istria, esiliato, prete, operaio, paziente psichiatrico. Emilio non è un eroe, ma un uomo semplice e diretto, con un approccio evangelico alla vita ed al prossimo. Sconfinato racconta la sua storia, fatta di fede e ragione, follia, passione, amicizia, senza compromessi).

 

Hell and Back AgainFondamentale evento per conoscere i documentari che ci accompagneranno per tutto l’anno. Per questo al Sundance Film Festival (20-30 gennaio) abbiamo dedicato uno Speciale con la presentazione di tutti i documentari presenti alla manifestazione. Tantissimi i premi dedicati al documentario. Forse il festival non specializzato che ne assegna di più. Per i film made in U.S.A: How to Die in Oregon di Peter D. Richardson (Gran premio della giuria), Buck di Cindy Meehl (Premio del pubblico); Resurrect Dead: The Mystery of the Toynbee Tiles di Jon Foy (Miglior regia); If a Tree Falls: A Story of the Earth Liberation Front di Marshall Curry (Miglior Montaggio); The Redemption of General Butt Naked di Eric Strauss e Daniele Anastasion (Miglior fotografia).
Per i film internazionali: Hell and Back Again di Danfung Dennis (Premio della giuria e Fotografia); Senna di Asif Kapadia (Premio del pubblico); Project Nim di James Marsh (regia); The Black Power Mixtape 1967-1975 di Göran Hugo Olsson (Montaggio)

 

è stato morto un ragazzoAl Bari International Film&Tv Festival (22-29 gennaio) sono stati assegnati  2 premi (montaggio e produzione) a Le Quattro Volte  di Michelangelo Frammartino. Premio del pubblico per il miglior regista di documentario a Filippo Vendemmiati  per E’ stato morto un ragazzo (la notte del 25 settembre 2005 moriva a Ferrara un ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi. La verità su questa morte, avvenuta dopo il fermo da parte della polizia, è stata oggetto di processi, perizie, ammissioni negate e rimosse. Oggi è una battaglia di libertà e di informazione).

 

 

 

ward54Il Festival Internazionale dei Programmi Audiovisuali (Fipa) (24-30 gennaio), che si tiene a Biarritz (Francia), è dedicato a tutti i programmi pensati e realizzati per la televisione. Nella sezione “Creative Documentaries” Fipa d’oro a Dreaming Nicaragua di Marcelo Bukin (il ritratto di quattro bambini che vivono in condizioni di estrema povertà in Nicaragua.  Nonostante tutto, i bambini e le loro famiglie affrontano la loro realtà con grande forza d’animo); Fipa d’argento a Miehen Kuva di Visa Koiso-Kanttila (il rapporto d’amore tra un padre, con problemi di alcol, e suo figlio. E il desiderio di una vita migliore). A Ward 54 di Monica Maggioni va il premio come miglior opera prima (Kristofer Goldsmith è un soldato dell’esercito americano. Al suo ritorno dall’Iraq si scopre incapace di fare i conti con quello che ha vissuto. A Baghdad il suo compito è fotografare e classificare i cadaveri iracheni, ma di fronte all’orrore di una fossa comune in lui scatta qualcosa. Ha incubi, continui flash back. Al suo ritorno in America si ammala di PTSD – disturbo post-traumatico da stress – ma nessuno sembra riuscire ad intercettare la sua disperazione. I medici diagnosticano una profonda depressione, ma l'esercito gli ordina di ripartire per l'Iraq nonostante la sua richiesta di congedo. Durante la cerimonia del Memorial Day, Kristofer tenta il suicidio). Nella sezione “Reportage and current affair” la Fipa d’oro a Unforgotten Islands di Michel Daëron e d’argento a #Unibrennt – Bildungsprotest 2.0 di Antonin Svoboda
Presentato fuori concorso anche il documentario Roberto Saviano : un écrivain menacé de mort di Elisa Mantin

 

 

Il Goteborg film festival (28 gennaio-7 febbraio) è un importante manifestazione svedese con un occhio rivolto alle produzioni indipendenti. I suoi riconoscimenti sono un importante veicolo per la distribuzione di film e documentari nelle regioni scandinave. Premio del Pubblico a Vibeke Løkkeberg per il documentario Tears of Gaza (che mostra gli effetti devastanti dei bombardamenti sulla popolazione civile. E come la vita può continuare dopo l’apocalisse). Il miglior documentario svedese è stato I Was Worth 50 Sheep di Nima Sarvestani (la storia di una bambina afgana che sta per essere venduta ad un uomo per 50 pecore, e di sua sorella più grande che in passato ha avuto la stessa sorte)

 

 

 

Foreign partsAl Docs Barcelona (2 – 6 febbraio) il Miglior film è stato Foreign Parts di Verena Paravel e John Paul Sniadecki (New York, nel Queens, all’ombra del nuovo stadio di baseball dei Mets si nasconde l’enclave del Willets Point, una zona industriale destinata alla demolizione. L’area, che accoglie discariche e sfasciacarrozze, priva di marciapiedi e di fognature, sembra matura per una radicale riqualifica urbana. Qui, Foreign Parts scopre una strana comunità, dove rottami, rifiuti e materiali di riciclo sono oggetto di un florido commercio. Le automobili vengono smontate, i pezzi divisi, classificati per tipo e marca e rivenduti a un’interminabile parata di clienti di passaggio. Joe, l’ultimo dei residenti originari, impazza per le strade come un Re Lear perduto tentando di opporsi al suo sfratto imminente. Due innamorati, Sara e Luis, svernano in un furgone abbandonato e vivono alla giornata. Julia, regina della discarica senza fissa dimora, si eleva tra i dimenticati con le sue beatifiche visioni. Il film osserva e cattura la quotidiana lotta di un quartiere misconosciuto che presto scomparirà, fagocitato dalla logica urbana della grande metropoli). Premio del pubblico a El Ambulante di Eduardo de la Serna, Lucas Marcheggiano e Adriana Yurcovich (per Daniel Burmeister fare film non è un lavoro, è la vita stessa. Viaggiando di paese in paese con la sua vecchia auto traballante si offre di realizzare un film con la gente del luogo, in cambio di un mese di vitto e alloggio. Il documentario segue Daniel nel suo arrivo in un nuovo villaggio, in un nuovo film. La vita di un uomo, capace di far sognare un’intera comunità grazie alla magia del cinema).

 

Celebre vetrina per i cortometraggi il festival Clemont-ferrand (4-12 febbraio) presenta tre sezioni competitive. In quella internazionale il Primo premio va Kawalek lata di Marta Minorowicz (gli ultimi giorni di vacanze estive.  Un uomo che lavora nel Bieszczady, all'estremo sud-est della Polonia, al confine con l'Ucraina,  trascorre del tempo con suo figlio piccolo.  Circondato dal deserto, cercano di capirsi). In quella nazionale Menzione Speciale della giuria a Pandore di Virgil Vernier (Parigi di notte, l'ingresso di una discoteca.  Un buttafuori è al lavoro, decide chi può entrare e chi deve restare fuori. Criteri di selezione e rapporti di forza)
Nella sezione Labo (la più sperimentale) premio speciale della giuria a On the Way to the Sea  di Tao Gu  (una visione poetica che mescola fiction, genere documentaristico e astrazione per investigare i sogni, le memorie, e le sensazioni dei terremotati)

 

 

PinaImportanti documentari quest’anno alla Berlinale (10 – 20 febbraio). Su tutti spiccano due anteprime d’eccezione, due film in 3D, Cave of Forgotten dreams di Herzog (girato nelle grotte di Chauvet che custodiscono i disegni più antichi mai ritrovati al mondo) e Pina di Wenders (dedicato a Pina Bausch, una delle più importanti coreografe, che ha portato la danza nel futuro. Un film pensato e preparato dal regista insieme alla danzatrice tedesca, fino alla sua improvvisa scomparsa, il 30 giugno 2009, a pochi giorni dall‘inizio delle riprese in 3D, unico mezzo estetico secondo il regista in grado di portare sul grande schermo le mise en scene del Tanztheatre, il Teatro danza della Bausch).  Ed ancora la “prima” europea di Life in a day, il documentario esperimento di Ridley Scott e Kevin Macdonald (il primo lungometraggio creato interamente dagli utenti di Youtube) e i due documentari su Harry Belafonte e Miriam Makeba, cantanti impegnati per i diritti civili e la lotta al razzismo, Sing your song (già al Sundance) di Susanne Rostock e Mama Africa di Mika Kaurismaki (fratello maggiore del più noto Aki. Altro film degno di nota è stato Khodorkovskij di Cyril Tuschi, (che racconta le ambigue vicende giudiziarie dell’uomo più ricco di Russia e nemico numero uno di Putin, attualmente detenuto in una prigione siberiana dove dovrà scontare una pena di 14 anni). Il regista è stato vittima di un misterioso furto pochi giorni prima della sua partecipazione a Berlino.
The Ballad of Genesis and Lady JayeTuttavia, nonostante la presenza di film interessanti, per trovare riconoscimenti per i documentari dobbiamo andare a spulciare tra “i premi indipendenti” alla berlinale: Menzione Speciale della Giuria Ecumenica Sezione Panorama e Premio "Amnesty International" a Barzakh di Mantas Kvedaravicius (in una città cecena, un uomo scompare. Mentre la vita quotidiana va avanti, i suoi parenti non si arrendono di fronte alle comunicazioni ufficiali delle autorità e decidono di perseverare nella ricerca. Vengono così trascinati in un mondo dove gli incontri con indovini e consulenti legali, con i torturatori e torturati, con le prigioni segrete sono la normalità. Quando chi scompare fa ritorno nei sogni, si dice che proviene da Barzakh, una terra tra la vita e la morte); Menzione Speciale della Giuria Ecumenica Sezione Forum a De Engel van Doel (An Angel in Doel) di Tom Fassaert (il piccolo villaggio di Doel ostacola l'espansione del porto di Anversa.  Il permesso di demolizione è stato concesso – il passato deve far posto al futuro. Emilienne, una donna anziana ma vivace, la pensa diversamente.  Lei non vuole muoversi, lei è troppo felice in casa sua con il suo giardino.  I lavori proseguono e lentamente Doel diventa una città fantasma.  Solo pochi abitanti restano, tenacemente attaccati alle loro vite); Premio "Teddy Award" Migliore Documentario e Premio "Caligari" a The Ballad of Genesis and Lady Jaye di Marie Losier (ritratto di una storia d'amore che sceglie la decostruzione della singola identità, ma anche della coppia, e rifiuta di avere fine con la morte: quella di Genesis P-Orridge e Lady Jaye, e del "cut-up vivente" che la sintetizza, il sogno dell'integrazione di due corpi, due coscienze, due linguaggi artistici e due vite verso un'unione totale che trascenda i limiti della biologia); Premio del Pubblico Migliore Documentario Sezione Panorama a Im Himmel, Unter der Erde. Der Jüdische Friedhof Weißensee (In Heaven Underground – The Weissensee Jewish Cemetery) di Britta Wauer; Premio Tagesspiegel Readers a Nesvatbov (Matchmaking Mayor) di Erika Hníková; Premio Berlinale Talent Campus – Berlin Today Award a Kyoko Miyake per il documentario Hackney Lullabies

 

Sono 13 i documentari inseriti nella sezione Visioni Doc della 17° edizione di Visioni Italiane (23-27 febbraio), che assegna il premio Doc/it per la miglior opera documentaria, in collaborazione con l’Associazione Doc/it. La giuria composta da Antonio Martino (regista), Elfi Reiter (giornalista) e Stefano Savona (regista) ha deciso di assegnare una menzione speciale ai documentari: Senior di Laura Mergoni con la seguente motivazione: un ritratto “a taglio di diamante” di una donna anziana ripresa in primo piano in cui con ironia e leggerezza si rompe un argomento tabù: la sessualità femminile a settant'anni e a La sospensione di Matteo Musso perché nella sospensione, periodo apparentemente di 'non scuola', emergono attraverso uno sguardo presente e non presente tutte le contraddizioni tra l'istituzione-scuola in liquefazione, un corpo insegnante che ancora resiste e i ragazzi e le ragazze, stranieri e non, che lottano spaesati per una “resistenza nella differenza” per salvaguardare le proprie identità.

 

KINOALTRE NOTIZIE

 

E' stato eletto, nell'assemblea dei soci tenutasi a Roma il 12 Febbraio 2011, il nuovo Consiglio Direttivo dei Doc/it, l'Associazione Documentaristi Italiani:  Mariangela Barbanente, Enrica Capra, Diego D'Innocenzo, Gioia Avvantaggiato, Alessandro Rossi, Ilaria Sbarigia, Giovanni Donfrancesco, Emma Rossi Landi e Christian Carmosino.

 

Giovani registi, sceneggiatori, produttori, tecnici cinematograficihanno rilevato lo storico cineclub Grauco di Roma, chiuso ormai da anni, e lo hanno ritrasformato nel nuovo cinema Kino. Senza ricevere alcun aiuto finanziario né sostegno di altro tipo dalle istituzioni, 55 ragazzi si sono autotassati e si sono rimboccati le maniche. Cazzuola e cemento alla mano, hanno spalato calcinacci, dipinto pareti, attrezzato la saletta cinematografica con la tecnologia più aggiornata, arredato il piccolo caffè-birreria in stile retrò-berlinese. La programmazione comprenderà opere prime, documentari, anteprime e darà ampio spazio ai film che non hanno avuto giusta distribuzione in Italia. Al mattine il Kino sarà animato da seminari, laboratori, incontri con gli autori e sarà disponibile anche per proiezioni private. Il Kino è a Roma, in via Perugia 34 (quartiere Pigneto).

 

Alla Casa del Cinema di Roma è stata inaugurata una sala dedicata interamente ai documentari. Uno spazio permanente che mancava. E’ partita anche un primo ciclo di documentari con la rassegna dal titolo In questo paese, curata da Maurizio Di Rienzo.