Fargo, di Joel ed Ethan Coen

Alla vigilia dell’uscita della 4° stagione dell’omonima serie culto, stanotte su Sky Collection alle 1.45 il film culto dei fratelli Coen. Miglior regia a Cannes e pluripremiato agli Oscar

La banalità sottile e quotidiana di un male diffuso come la stupidità umana, l’ipocrisia degli equilibri familiari precariamente retti sul denaro, le frustrazioni piccolo-borghesi di alcuni grotteschi abitanti delle province, con il loro portato di odio, rancore, violenza, (tragi)comicità, sono il rovescio della medaglia, il dark side dell’American dream. Lontano dalle metropoli californiane o dalle città universitarie e intellettuali dell’East Coast, nel centro o nel nord profondo degli States sembra che il sole del positivismo non sia arrivato; così nelle lande ghiacciate di Minnesota e North Dakota, in quel bianco tutt’altro che candido dove l’occhio si perde, l’uomo è lupo nei confronti degli uomini, ed il pesce grande mangia il pesce piccolo.

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È l’amara lezione di Fargo, sesto lungometraggio dei fratelli Coen, grande successo di critica, due Premi Oscar (sceneggiatura originale e Frances McDormand come miglior attrice protagonista) e miglior regia a Cannes, che inaugura una nuova stagione creativa per i due cineasti che attinge a piene mani dallo sguardo impietoso di Carver, in quel mondo dall’apparenza letteraria ma così vero, senza vincitori né vinti, perché non c’è nulla da vincere. Nel film, complice lo scenario affine – quelle northern lands del midwest ben conosciute dai fratelli di Saint Louis Park – gelido e freddo nel clima come nello spirito, riecheggia prepotentemente uno dei più intensi racconti di Carver, Con tanta di quell’acqua a portata di mano, e quella stessa, sorprendente indifferenza davanti al crimine, al dolore e alla morte.

Jerry Lundegaard (William H.Macy) è infatti un venditore di automobili che si trova in grosse difficoltà economiche in seguito a operazioni al limite del lecito. Per risollevare le proprie sorti ha un piano: inscenare il rapimento della propria moglie e farsi pagare il riscatto dal ricco e odiato suocero, che di lui non ha mai avuto stima, e l’ha sempre maltrattato. Per farlo assolda due criminali, i grandiosi Steve Buscemi e Peter Stormare, che, in accordo con Jerry, rapiscono la moglie. Ma qualcosa va subito storto e il primo sangue versato, chiamando così l’attenzione della detective capo della polizia Marge Gunderson, interpretata da Frances McDormand.

Tra road movie e teatro dell’assurdo, ma anche acuta black comedy in grado di saper fondere sapientemente commedia e tragedia in un continuo gioco riflettente tra letteratura, teatro e vita, Fargo è un grande esempio di fiction, eppure, sul nero dello schermo, un’epigrafe ci avverte: «quella che vedrete è una storia vera. I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti , sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato». 

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È tutto vero quello che vediamo? Forse sì e forse no. Lo sanno i Coen e lo sa lo spettatore. E se certo questo gioco riletto oggi in epoca di post-verità è più chiaro (e abusato) che mai, ha il pregio di portare il film nel terreno ultra-contemporaneo del mockumentary, in territori herzoghiani, e di fatto così è. D’altronde ammettendo le abissali distanze di provenienza culturale, di poetica, e l’oceano che divide i Coen dal grande cineasta tedesco, una certa umanità ed ironia li accomuna, e riesce a portare vivida luce anche tra le nevi del Midwest.

 

Titolo originale: id.
Regia: Joel & Ethan Coen
Interpreti: Frances McDormand, Steve Buscemi, William H.Macy, Peter Stormare
Durata: 98′
Origine: USA, 1996
Genere: black comedy, grottesco

 

 

 

 

 

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4.67 (3 voti)
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