FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2015 – Incontro con Fiorella Infascelli ed il cast di Era d’estate

La regista Fiorella Infascelli, insieme al produttore Domenico Procacci ed agli attori Massimo Popolizio, Beppe Fiorello, Valeria Solarino e Claudia Potenza, hanno presentato questa mattina Era d’estate, che sarà proiettato questa sera all’Auditorium per la preapertura della Festa del Cinema di Roma. Sull’isola dell’Asinara nell’estate del 1985 sbarcano due particolari visitatori con le rispettive famiglie: Paolo Borsellino (Beppe Fiorello), con moglie (Claudia Potenza) e figli, Giovanni Falcone (Massimo Popolizio) con l’inseparabile fidanzata Francesca Morvillo (Valeria Solarino). Costretti ad un esilio-vacanza forzata per colpa di un minacciato attentato, Falcone e Borsellino attendono con ansia l’arrivo degli innumerevoli faldoni grazie ai quali daranno l’avvio, di lì in pochi mesi, al maxi processo contro Cosa Nostra. “Fiorella Infascelli ci ha subito specificato che non voleva ci fossero imitazioni fisiche” spiega Beppe Fiorello, “ed in tal modo la grande paura per la responsabilità nell’interpretare Borsellino si è leggermente sgonfiata”. “A me ha confortato il fatto che fosse un interludio, che quella dell’Asinara fosse una bolla nella loro vita, ed in tal modo il racconto potesse passare da macro a micro”, prosegue Popolizio: “ed inoltre il Falcone che ho avuto la possibilità di interpretare, come d’altronde lui era, è estremamente ironico, scanzonato. Si sente tutta la malinconia, ma c’è anche tanto humor”.

fiorella infascelliLa Infascelli sottolinea come la quinta protagonista del film, oltre ai due magistrati ed alle loro consorti, sia stata proprio l’isola dell’Asinara, che definisce “misteriosa, bellissima e inquietante. Volevo che si vedesse sempre il mare, quasi in ogni scena, e che cambiasse a seconda degli stati d’animo dei protagonisti. Il mio è un film semplice, fatto di umori e di presentimenti. Spesso i protagonisti osservano l’isola dalle finestre, come se fossero rinchiusi, ed il personaggio di Borsellino, anche se all’apparenza è più sereno di Falcone, sente già la propria morte. Lo si vede nelle scene in cui osserva i suoi figli nuotare…”. Sempre a proposito della responsabilità e difficoltà nei confronti del proprio personaggio, Valeria Solarino descrive Francesca Morvillo come “Una grandissima donna. Quando ha conosciuto Falcone, lui era già il giudice anti mafia scortato ed in perenne rischio. Quelle della Morvillo sono state scelte, sacrifici che già sapeva di dover fare”. “Quando Falcone e Borsellino vennero spostati all’Asinara, a Palermo c’era la guerra. Avevano appena ammazzato Cassarà e Montana, c’era un morto ogni giorno…volevo che questo clima si percepisse, ma al contempo ci tenevo che fosse un film intimo, non cupo”, conclude la Infascelli.