Il nostro bilancio finale della 10° edizione della Festa del Cinema di Roma. Dove si sente tanta tanta tanta nostalgia per le tre edizioni dirette da Marco Müller
Il film di Pan Nalin, che ha vinto la 10° edizione dell'evento capitolino, si fa voce di una generazione sospesa tra il peso della tradizione e necessità di cambiamento
Un'occasione per parlare col regista dello sconvolgente El Club: il rapporto con gli interpreti Antonia Zegers e Alfredo Castro, e il dop Sergio Armstrong, i luoghi del potere, un cinema dell'ombra
Caloroso il pubblico venuto ad assistere all'Auditorium, durante il quale i due hanno parlato della loro prima collaborazione in Sotto una buona stella, e ripercorso le reciproche carriere
E' arrivato il giorno de Il piccolo principe. Apprezzatissimo anche qui a Roma (dopo il passaggio a Cannes), il film di Mark Osborne ha calamitato l'attenzione nell'ultimo giorno di Festa del Cinema
Discontinuo, indeciso tra un racconto più classico e tentazioni di forme frammentarie contemporanee, rimane però forse la performance più divertente e irresistibile della carriera di Tom Hardy
Si è tenuta oggi alla Casa Alice la masterclass del regista di Grandma, in concorso nella sezione Alice nella Città. Tra gli argomenti trattati, anche il suo rapporto con gli attori e con De Niro.
Storia di formazione e ricerca della propria identità sessuale, Girls Lost è incapace di offrire un tracciato solido necessario per guidare le sue smarrite protagoniste. In selezione ufficiale
A colloquio con un cineasta che amiamo e seguiamo da sempre, che ha portato nella sezione Alice nella città il suo ultimo GRANDMA, una delle visioni più clamorose delle giornate dell'Auditorium 2015
Come già in "L’épine dans le coeur" e in "The We and the I", Gondry persegue il suo sogno di annullare il set, di dissolverlo per le strade, tra le cose stesse del mondo
Per questo film il regista basco si è aggiudicato il Premio Irizar del Cinema Basco e la Menzione speciale del Premio Signis all’ultima edizione del Festival di San Sebastian
Ci sono tracce noir di Una vita tranquilla e la serie tv Gomorra ma il film è poco sporco. Forse si guarda verso James Gray. Ma negli Usa abbiamo I padroni della notte, in Italia Alaska
Almereyda traccia un biopic molto fedele, attento alla vita privata del personaggio quanto basta per dargli qualche sfumatura intimista ma concentratissimo sulla questione scientifica
Per Hosoda il fantastico non è la via che schiude le porte ad altri mondi. Ma è sempre un modo diverso di declinare il reale e "animarlo", di renderne evidente il suo strato più interno
In Alice nella città un film bellissimo e importante, fragilissimo e straziante, che dimostra la maturità di un autore cruciale per questa generazione di cineasti. Una definizione di indipendenza
Una conferenza stampa condita da molte domande e lunghe (interessanti) risposte quella che ha visto Todd Haynes protagonista. Molto apprezzato il suo Carol anche qui a Roma
Il discorso di Good Kill sul corpo separato dalla fisicità dell'azione è il punto di partenza per discendere nell'instabilità di un paesaggio interiore che proietta un'allucinazione dentro l'altra
Haynes ritorna agli anni '50, coniugando l'eleganza delle forme all'emozione più autentica. Con due interpreti in stato di grazia. Il film perfetto, probabilmente. Fin troppo
D’Angelo sceglie la formula del racconto in prima persona, con la sua voce narrante a inseguire un percorso interiore che diventa viaggio sentimentale all’interno dei mille umori della città di R
I registi hanno la capacità di aprirci, in ogni istante, la via di fuga, il varco dello slancio fantastico, che rimodella la realtà, la sostanza stessa dei disegni e la superficie delle immagini
Prosegue il ciclo di visitazioni di Rubini all’interno di una forma di cinema ZTL, da attico al centro dell’urbe, da raccordo anulare del cinema italiano. Isabella Ragonese riesce a smarcarsi
Come per La Stazione, Rubini ha deciso di mettere in scena lo script in sei "prove aperte" a teatro prima di girare, per testare la reazione del pubblico in diretta. Lo racconta in conferenza stampa
The End of The Tour è un film paradossale. Pur essendo incentrato su due personaggi e sui dialoghi, deve la sua forza magnetica al di fuori delle parole, che restano appese allo sguardo
Game Therapy di Ryan Travis con i quattro youturbers del momento è un film sull'adolescenza e su come la realtà virtuale venga vista come panacea dei mali della vita vera.
Favij, Zoda, Federico Clapis e Lorenzo Decarli presentano il film di Ryan Travis Game Therapy che vuole essere anche un monito contro il cyber bullismo
C'è solo voglia di documentare senza sovrastrutture questi personaggi “terra terra”, grotteschi e malconci che portano avanti con un’ostinazione l’illusione di far parte de La Grande Bellezza
Dramma polifonico che vede proragonista Monica Bellucci che resta sospeso a differenza di Crash dove gli incontri/scontri dei personaggi erano calibrati su un equilibrio perfetto
Il giornalista e documentarista ci mostra in Showbiz il sottobosco della vita notturna romana, tramite i personaggi di Massimo Marino, Riccardo Modesti, Shultz e Stefano Natale
Non si tratta della ricostruzione di un evento storico né di un trattato politico, ma piuttosto il tentativo di rileggere degli eventi incredibili attraverso l’esplorazione del loro senso ulteriore
Angry Indian Goddesses insegue le traiettorie un discorso intimo capace di allargarsi fino a farsi voce di una generazione sospesa tra il peso della tradizione e necessità di cambiamento