#RomaFF10 – Il colore dei soldi: Alaska, di Claudio Cupellini

Ci sono tracce noir di Una vita tranquilla e la serie tv Gomorra ma il film è poco sporco. Forse si guarda verso James Gray. Ma negli Usa abbiamo I padroni della notte, in Italia Alaska

Si chiama Alaska ma non è un Everest all’Italiana. Anche se si respira un’aria da ‘grande freddo’. Tra Parigi e Milano. La ricerca del sole sulla terrazza di un lussuoso hotel. Ma anche la nebbia, la notte. E anche il continuo slittamento sentimentale, la ricerca e anche la negazione di una sintonia con dialoghi che s’infrangono sul vetro o in Capodanno affollato nel locale.

---------------------------------------------------------------
BANDO N. 5 POSTI GRATUITI PER CORSO DI CRITICA DIGITALE

---------------------------------------------------------------

Fausto (Elio Germano) lavora come cameriere in un grande albergo parigino. Lì conosce Nadine (Astrig Bergès-Frisbey), di 20 anni che sta facendo un provino come modella. Lui gli fa vedere la stanza puiù lussuosa dell’hotel. Il cliente però si accorge della loro presenza. Stacco. I due si ritrovano a Milano. Lei si sta affermando, lui sta cercando qualche lavoro. Sono felici e vivono insieme. Una sera a un party Fausto conosce Sandro (Valerio Binasco) che cerca un socio per aprire il locale dei sogni, l’Alaska appunto. Stacco. I due protagonisti si lasciano e si ritrovano. Succede sempre qualcosa che gli impedisce di stare insieme.

valerio binasco ed elio germano in alaskaAlla ricerca di un nuovo ‘profeta’ dopo quello di Jacques Audiard. Da Tahar Rahim ad Elio Germano che ha il merito di trascinarsi spesso il film sulle spalle tanto da rischiare di diventare a tratti ingombrante. La partenza di Alaska è promettente. Dall’uscita del carcere, a un rapporto che sembra già finito prima di cominciare, poi un intenso abbraccio. Una fisicità, con la macchina da presa che sta addosso ai personaggi, che sovrasta gli abbracci (di Fausto col compagno di cella o con Sandro) ma dove non se ne sente la spinta, l’immediatezza. Il cinema di Cupellini si porta dietro i residui noir di Una vita tranquilla e degli episodi che ha diretto per la serie tv Gomorra. Ma il film è poco sporco, anzi sembra che il sangue (pur mostrato) e il veleno siano entità astratte per non inquinare lo sguardo sugli scarti tra classi sociale e la sete di denaro che sembra caratterizzare le esistenze de protagonisti. Forse da una parte si guarda a James Gray. Ma al momento negli Stati Uniti abbiamo I padroni della notte e in Italia Alaska.

---------------------------------------------------------------
Ecco il nuovo Sentieriselvaggi21st #10: CYBERPUNK 2021, il futuro è arrivato

---------------------------------------------------------------

    ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SENTIERI SELVAGGI

    Le news, le recensioni, i corsi di cinema, la riviste, i libri, gli eventi e tutte le nostre iniziative



    Un commento

    • Ma cosa dovrebbe essere quest’aborto, una recensione? Dieci righe di trama, i soliti cliché sui quali questo sito sembra perennemente incartato (“non si sente l’immediatezza”, e sticazzi), due nomi buttati lì a casaccio sperando di azzeccare (cosa c’entra Audiard lo sai solo tu), e via. Dura la vita del critico, eh.