FILM IN TV – Ritorno al futuro Parte III, di Robert Zemeckis

Allenta la dipendenza dal pubblico giovanile e scioglie tutti i nodi dello spazio-tempo che aveva accumulato. Bob Gale e Robert Zemeckis smontano il mito della frontiera dopo aver tolto la maschera a quello dei fifties. Beef Tannen è sempre in agguato e l'unica salvezza è rifugiarsi in Jules Verne. Il film abbandona Michael J. Fox per esaltare l'idealismo di Christopher Lloyd: la scelta è tra tornare ad un e vissero felici e contenti nei sobborghi oppure viaggiare per sempre in una locomotiva volante…Sabato 19 aprile, ore 21.20, Studio Universal

 

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Back to the Future Part III ripudia completamente la proliferazione delle complicazioni narrative del secondo capitolo. L'evoluzione dei viaggi nel tempo di Michael J. Fox e di Christopher Lloyd si era stratificata su dei piani narrativi paralleli che erano difficili da districare ed erano impossibili da gestire. La sceneggiatura di Bob Gale aveva anticipato i gimmick di Damon Lindelof ma l'episodio finale ha deciso di non proseguire la strada dei paradossi dello spazio-tempo. Il riassunto di tutte le coincidenze e di tutte le alterazioni viene riassunto e viene cancellato nei primi minuti del film: la missione del terzo film è molto più semplice e prevede un semplice ritorno al 1885. La data non è casuale ed è indicativa del progetto complessivo della saga di Robert Zemeckis: l'ambientazione western è speculare a quella dei fifties perchè le due epoche hanno sempre conservato una storia cinematografica che si è legata alla purezza perduta. Il 1985 è l'anno del mostro reaganiano del mito del successo e delle villette suburbane a schiera ma i tre film hanno sempre cercato di togliere il velo della nostalgia e di mostrare il passato per quello che realmente era. Il protagonista arriva nella frontiera nel bel mezzo della Monument Valley e si presenta vestito come in un film di cowboy: il suo abbigliamento tramandato dai film è incongruente proprio come il piumino smanicato con cui andava in giro nella Hill Valley del 1955.

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Back to the Future Part III mette in moto un significativo cambiamento di prospettiva e forse è questo il motivo che ha condizionato il minore successo rispetto agli altri due film. Michael J. Fox ha un ruolo secondario e Christopher Lloyd mette in ombra l'eroe designato. Bob Gale e Robert Zemeckis si sono resi conto che la formula degli equivoci tecnologici e delle anticipazioni del futuro non ha più lo stesso appeal che aveva all'inizio. Le invenzioni involontarie come quella del frisbee sono un ricordo sbiadito dei dialoghi e delle incomprensioni sulla Pepsi Free o sulle mutande firmate: la sceneggiatura non fa più affidamento su colpi di genio come la versione metal di Johnny B. Goode che terrorizza gli adolescenti abituati al doo-wop.

Il film non può più contare sull'approccio giovanile perchè lo skateboard non va più di moda: la trama abbandona il suo sentiero collaudato per scegliere la strada insolita della love-story tra Christopher Lloyd e Mary Steenburgen. Lo scrittore e il regista ritornano sui passi della loro infanzia e decidono di fare un film che smonta anche il mito del western per celebrare il suggestivo potere della fantascienza. La meschinità e la prepotenza di un villain come Biff Tannen vivono anche nel 1885 allo stesso modo in cui rovinavano la quiete alla Frank Capra di Hill Valley nel 1955: la sua esistenza è l'altro lato della medaglia della società americana. Il vero vincitore di Back to the Future Part III è Jules Verne e la sua fantasia è l'unico potere di evasione: l'unica salvezza è quella di non fermarsi mai troppo in un solo tempo e in un solo luogo. Le citazioni cinematografiche che percorrono la storia spaziano da Sergio Leone a Taxi Driver ma servono soprattutto per attribuire al film una forza idealizzante: è solo un altro modo per fuggire dalla realtà e cercare di correggerla. Non si può fare a meno di una DeLorean o di una locomotiva volante: è l'unico modo per scappare da un e vissero felici e contenti in una strada dei sobborghi.


Titolo originale: Back to the Future Part III

Regia: Robert Zemeckis

con: Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Mary Steenburgen, Lea Thompson, Thomas F. Wilson, Elizabeth Shue

Origine: USA, 1990

Durata: 118'

 

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