Il mio amico robot, di Pablo Berger

Basico e pedagogico, è destinato ad un pubblico dell’infanzia o della prima adolescenza, ma anche a quello più adulto per il coraggio del suo imprevedibile finale.

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Con Il mio amico robot lo spagnolo Pablo Berger, con all’attivo una non copiosa ma già consolidata filmografia, sperimenta per la prima volta l’animazione. È un prodotto destinato indubbiamente al pubblico dell’infanzia e della prima adolescenza per i sentimenti che ispira e che sa trattare nel finale con un certo coraggio e una buona dose di pedagogia dei rapporti.

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La storia è quella di una cane che abita in una città tutta popolata da altri animali, ma anti-disneyana per costituzione. La solitudine lo spinge a cercare un amico, che troverà in un robot con il quale condividerà molta parte della sua vita diventando innamorati più che amici. Per un incidente il robot resta immobile su una spiaggia nell’ultimo giorno d’estate. Il cane proverà in tutti i modi a recuperarlo, ma inutilmente. Il robot da parte sua sogna il ritorno a casa. Il tempo passa e il cane avrà l’occasione di trovare un altro robot con il quale condividere la vita. Il robot sarà rottamato dopo essere stato recuperato da un sinistro proprietario di una discarica di rottami. Ma grazie ad un nuovo compagno tornerà a nuova vita. Quando un giorno vedrà passare il cane con un altro suo simile capirà che la fedeltà e la gratitudine sono sentimenti da preservare, nonostante la nostalgia e il reciproco ricordo.

Film basico e per l’appunto pedagogico nel considerare il finale educativo che contiene nonostante l’amaro in bocca che lascia per una storia di amicizia/amore che finisce. Il coraggio di questo imprevedibile epilogo riscatta forse un andamento un po’ prevedibile della storia, ma bisogna pur sempre pensare che il film non possa avere un pubblico adulto vista la sua dichiarata natura e anche la semplicità del disegno, infantile sebbene efficace, per il fine al quale è destinato. Ma le prospettive della vita non fanno sconti e Il mio amico robot con la sua parabola animata è questo che insegna ai più giovani e ricorda ai più maturi: i temi dell’amore e dell’amicizia vanno considerati nel momento in cui vengono vissuti e il vero tradimento è quello che ne idealizza il loro rinnovarsi in un ritorno al passato che non sempre è fonte di appagamento. Il coraggio di sottolineare questa verità scomoda e poco romantica ci pare costituisca il pregio maggiore di questo film che solo sotto questo aspetto resta destinato ad un pubblico più adulto.

 

Titolo originale: Robot Dreams
Regia: Pablo Berger
Voci: Ivan Labanda, Albert Trifol Segarra, Rafa Calvo, José García Tos, José Luis Mediavilla, Graciela Molina, Esther Solans
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 101′
Origine: Spagna, Francia 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
4.25 (4 voti)
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