Indovina chi viene a Natale?, di Fausto Brizzi

indovina chi viene a natale?Evidentemente, versione moderna di (Neri) Parenti Serpenti, per il primo film natalizio di Fausto Brizzi. Girato in estate (Diego Abatantuono abbronzatissimo lo dimostra…), con il fumo in bocca agli attori per simulare il vapore del freddo glaciale. La cornamusa di Avellino, i bambini che almeno fino alla quinta elementare hanno ancora il senso della giustizia, l’ennesimo fidanzato della sorella sbandata che è riuscito a cancellare una “tetta” dalla storia dell’arte del Parmigianino. Ma il Natale si riconosce dalla neve, dai regali? Probabilmente semplicemente dal profumo, dal gusto, o da un orso bruno sotto l’albero che promuove telefonia di ultima generazione. Indovina chi viene a cena? Non il fidanzato di colore, ma Raoul Bova senza braccia e Claudio Bisio maestro maldestro vittima dei dispetti dei figli di Claudia Gerini. Nella villa paterna “c’è la neve nei miei ricordi, c’è sempre la neve e mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare…Tanto qua sotto nulla è peccato… Nulla. Neppure il mio amore”.

 

indovina chi viene a natale?Figli di un cantautore deceduto qualche mese prima, tre fratelli (il “postdatato” squattrinato Carlo Buccirosso, l’agiato “panettonaio” Diego Abatantuono e Claudia Gerini dalla vita amorosa travagliata ), si ritrovano come ogni anno per festeggiare il Natale e decidere se firmare la delibera per girare una fiction sul famoso padre, che ha perso tutte le sue ricchezze a poker. Tra pezzi di bravura teatranti (su tutti Angela Finocchiaro) e quell’atmosfera da Vacanze di Natale con improbabili parenti acquisiti: “Anche questo Natale se lo semo levato dalle palle”. Appunto, Brizzi scorpora il grottesco, segue l’agrodolce stilnovo, intercetta la trasversalità della nuova commedia all’italiana. E non tralascia i siparietti surreali: Gigi Proietti, nel finale, da uno schermo trasparente, quasi inesistente, registra il suo discorso prima di morire, dialogando con i suoi familiari, come Eduardo De Filippo sul balcone di Questi Fantasmi. La dolcezza, la dolcezza di suono, da ottenere mediante la scelta accurata di battute, la loro semplice collocazione, il ripudio di suoni duri, di forme artificiose e aggrovigliate. Meno chiaro oggi il suo cinema però è in che cosa consista propriamente la novità contenutistica.

 

indovina chi viene a natale?Sembra in tal senso, citarsi addosso, in qualche modo. Sembra non voler più aggredire l’immaginario popolare, deponendo almeno stavolta il forcone della rivoluzione, quella portata avanti in punta di piedi, ma pur sempre efficacemente aggressiva verso il cinema italiano o ancor meglio verso i condizionamenti espressivi provenienti dagli anni sessanta. Ma Fausto Brizzi non è neppure il jukebox di questi anni, resta piuttosto sperimentatore di ambienti. Il Natale è una sospensione, così come il cinema che prova a raccontarlo, come in una bolla di sapone. Allora Brizzi, grande esperto a sceneggiare feste con l’amico Martani, gira stavolta senza preoccuparsi di rielaborare il genere, di riconquistare territori battuti, di descrivere implicitamente il presente social-politico del Paese, ma si lascia andare (neanche troppo) ad una paradossale impalcatura fittizia, digitalizzata, sparata fuori stagione. Vedi il volo dell’auto in un burrone innevato, la notte della vigilia, o il presunto incidente in cui avrebbe perso gli arti superiori Francesco. Tentare di liberarsi da una certa cattiveria di fondo (quella importata in passato dalla scrittura di Massimiliano Bruno), a volte creativamente eccessiva, nelle sue opere precedenti, rendendo la narrazione più fluida, decimando i contrappunti musicali o le sincopi clip, è oggi la cifra stilistica più evidente di Fausto Brizzi, sobriamente indirizzata ancor di più verso la commedia sentimentale di estrazione statunitense, che forse in Italia trova come riferimento un inaspettato Carlo Verdone. Il Natale è una parentesi, un effetto collaterale dell’idea compulsiva a cui Brizzi paga il suo tributo, dando vita a qualcosa di diverso e imprevedibile: un autoritratto per frammenti d’occasione.  

 
Regia: Fausto Brizzi
Interpreti:  Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Raoul Bova, Carlo Buccirosso, Cristiana Capotondi, Angela Finocchiaro, Claudia Gerini, Rosalia Porcaro, Isa Barzizza
Distribuzione: Medusa
Durata: 94’
Origine: Italia 2013