John Wick, di David Leitch e Chad Stahelski

john wick
John Wick
stringe ancora di più il legame tra l'action e le storie di vendetta. La sua simultaneità con The Equalizer di Antoine Fuqua non è solo una coincidenza temporale. Il genere sta abbandonando la confusione tra il bene e il male e gli eroi indefiniti. Il confine è talmente netto che le loro imprese sembrano quelle di implacabili angeli sterminatori.

La simultaneità tra il successo di The Equalizer di Antoine Fuqua e il buon rendimento di John Wick di David Leitch e di Chad Stahelski non si limita soltanto ad una questione temporale. La causa di questo brillante riscontro del pubblico deve essere rintracciata in uno dei più vistosi elementi in comune dei due film. I protagonisti condividono un passato misterioso ma soprattutto devono fronteggiare dei nemici che hanno la stessa nazionalità.

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Il politically correct e la fine della guerra fredda avevano dato un colpo apparentemente mortale all'action perchè avevano privato gli antagonisti di un'identità precisa. Le cronache della politica estera hanno restituito una definizione ai villain e hanno riconsegnato una forte personalità ad un genere che per due decenni aveva provato a reinventarsi con fortune alterne. Il tentativo di rimodulare la figura dell'eroe aveva dato risultati altalenanti e la complessità degli effetti speciali era l'unico traino su cui fare affidamento.

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I russi sono tornati ad essere una minaccia e lo scenario non è più quello di un pericolo esterno ma quello di un male che ormai si è insinuato nella porta di casa. Bruce Willis era stato il primo a fare di nuovo i conti con loro ma in A Good Day to Die Hard doveva andare fino a Mosca per combattere i loro sordidi piani.

L'action ha abbandonato la prospettiva internazionale e ha riparato sulle atmosfere del noir e del crime-movie perchè i vory v zakone ormai sono dei ricchi imprenditori americani. John Wick è il film ideale per dimostrare come il permesso di forzare gli stereotipi abbia fondato un nuovo ritmo dell'action a partire dall'abolizione delle sfumature tra i buoni e i cattivi. La sete di vendetta del sicario in pensione è stata canonizzata da Taken di Luc Besson ma la messa in scena ha aumentato esponenzialmente la sua libertà di essere coreografica. John Wick offre un modello di identificazione ambivalente: le sue qualità di killer implacabile sono chiaramente fumettistiche ed esasperate ma si mettono in moto per un banale casus belli. Keanu Reeves scatena la sua furia su un esercito di mafiosi ma decide di dargli la caccia non tanto perchè gli hanno rubato la macchina ma soprattutto perchè gli hanno ucciso il beagle. Il regalo postumo di sua moglie viene brutalmente soppresso da un corpulento malavitoso perchè faceva rumore: un gesto di crudeltà gratuita che segna subito il confine tra il torto e la ragione.

John Wick non fa altro che sfogare un senso di giustizia che ormai è stato sempre represso dalla progressiva confusione che ha circondato la ricerca di un colpevole. L'eroe è più sofferto di quello di The Equalizer e il suo ideale di angelo sterminatore incorre in qualche intoppo lungo la sua missione rispetto al percorso netto del liquidatore. L'inesorabile determinazione con cui perseguono il loro scopo è la stessa e la loro inverosimile capacità di evitare le pallottole viene giustificata dal fatto che le loro armi e il loro addestramento sono soltanto lo strumento di una volontà superiore.
David Leitch e Chad Stahelski dirigono il film come se fosse tratto da un graphic-novel e riescono a non ripetersi nonostante le situazioni del film si ripetano ad intervalli con l'unica variante dello scenario. Il risultato è sempre quello di un numero imprecisato di corpi che finiscono a terra dopo che il protagonista ha emesso la sua rapida sentenza: la caccia al terribile erede al trono del crimine locale si conclude addirittura con un campo lungo.

Keanu Reeves è sufficientemente a suo agio nel compito che il film gli assegna: quello di uccidere centinaia di persone in un modo sempre diverso. La sceneggiatura segue tutte le tappe della storia di riparazione ma ha l'idea interessante di presentare una zona franca in cui il mondo dei sicari condivide le proprie informazioni e le proprie regole. Un ambiente che ha i suoi posti di ritrovo e dal quale è difficile allontanarsi: un peso del passato che aggiunge un tocco di noir al tenore generale della storia.
La sensazione è che il film regga soprattutto perchè i russi funzionano benissimo come macchiette: nessuno fa il cattivo da fumetto come lo fanno loro.

 

Titolo originale: id.

Regia: David Leitch e Chad Stahelski
Interpreti: Keanu Reeves, Adrianne Palicki, Willem Dafoe, Bridget Moynahan, Ian McShane, Jason Isaacs, Bridget Regan, Alfie Allen, Lance Reddick, Dean Winters, David Patrick Kelly, Michael Nyqvist, Kevin Nash, Daniel Bernhardt, Marija Skangale, Randall Duk Kim, Tait Fletcher, Roman Mitichyan 

Durata: 96'

Origine: Usa 2014

Distribuzione: M2 Pictures

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