JR e La Ferita di Palazzo Strozzi – Resistenza alla cultura negata

L’opera di JR è un trompe-l’oeil dove si inverte il significato di dentro e fuori. Simbolo di un’arte pronta ad esplodere sempre di più ogni qual volta viene contratta e limitata

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Basterebbero i 14′ min di Ellis (2014), cortometraggio di JR con protagonista De Niro, per comprendere alla perfezione chi si nasconde, con cappello e occhiali scuri, dietro Jean René.
Girato dentro l’ospedale abbandonato dove venivano curati gli immigrati di Ellis Island, stimola una riflessione sull’immigrazione e già palesa tutti gli interessi e le modalità di lavoro dell’artista da sempre interessato agli ultimi, al ricordo e alla voglia di rendere personale e comunitario qualsiasi spazio chiuso della città. Lo abbiamo visto all’opera ultimamente anche in Visages Villages (2017), il documentario diretto insieme ad Agnès Varda, e nel cortometraggio Omelia Contadina (2020) di Alice Rohrwacher. L’ultimo progetto, svelato qualche giorno fa a Firenze, è La Ferita di Palazzo Strozzi, che vede il suo solito collage fotografico in bianco e nero affacciarsi sulla parete esterna del palazzo. Un progetto che vede l’artista parigino trasformarsi in un ibrido tra René Clair e Gordon Matta-Clarke, dove il simbolo del Rinascimento viene squarciato per far fuoriuscire quell’arte, che, anche per gli ovvi limiti imposti dalla pandemia, è ancora più inaccessibile al pubblico.

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Il gioco tridimensionale e illusionistico del collage, alto 28 metri e largo 33, serve da riflessione sull’accessibilità nell’epoca del Covid-19. Diventa possibilità per tutti di fruire degli spazi artistici e invito a ritrovare un rapporto diretto con la cultura, secondo prospettive forse impossibili, ma che grazie all’arte possono trovare la loro concretezza (appunto come le gonne svolazzanti di Clair e le case squarciate di Matta-Clarke). Con il più classico degli interventi da trompe-l’oeil, JR ha invertito il significato di dentro e fuori; facendo diventare la sua opera il simbolo di un’arte pronta sempre di più ad esplodere ogni qualvolta viene contenuta. Quella di JR è una delle primissime, lucide riflessioni sull’arte del domani, quella post pandemia, dove le modalità di fruizione si devono sempre più concentrare sul ricordo, la totale accessibilità e la diffusione a macchia d’olio su tutto il territorio circostante.

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L’installazione è inserita all’interno del progetto Palazzo Strozzi Future Art, nuovo programma della fondazione Palazzo Strozzi nato grazie all’organizzazione di Andy Bianchedi che ha come tema principale l’arte del presente. Un programma che si concentra su aspetti come: la creatività; il coinvolgimento del pubblico e il sostegno alle nuove generazioni.

 

 

 

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