"Kick-Ass 2", di Jeff Wadlow

L'interesse che era nato intorno a Kick-Ass era dovuto principalmente a due fattori che interagivano tra di loro: la suggestione pop della regia di Matthew Vaughn e la consapevolezza metalinguistica della miniserie a fumetti scritta da Mark Millar e disegnata da John Romita Jr. Il film non faceva altro che prendere in prestito l'abilità della scrittura e l'impianto grafico dell'illustratore: la somiglianza con la fotografia della trilogia di Spider-Man di Sam Raimi era rintracciabile nella comune ispirazione con i fumetti della Marvel degli anni sessanta e con i loro colori vivaci. Il punto di partenza era una parodia dei superhero-movies indiretta perchè gli spunti più originali si appoggiavano alla creatività del comic-book e al suo legame di appartenenza, di affetto e di ironia verso i fanatici avventori del Comic Con di San Diego.

Gli eroi di Kick-Ass sono degli appassionati lettori delle storie di Stan Lee e di Frank Miller e hanno visto tutti i film che hanno ispirato. Aaron Johnson ad un certo punto gira per casa con una t-shirt su cui è scritto I hate reboots ma le sue nuove avventure non aggiungono altro a quello che il primo capitolo aveva già detto. L'universo dei riferimenti è sterminato e la serie di Kick-Ass potrebbe proseguire all'infinito solamente sotto la spinta delle rielaborazioni dei luoghi comuni e degli episodi cruciali della vita di Spider-Man o di Batman. Il giovane protagonista fonda una banda di vigilantes di quartiere: uno di loro rielabora su sè stesso il mito della morte dei genitori di Bruce Wayne per raccontare le sue origini. L'odio che Christopher Mintz-Plasse nutre verso Kick-Ass è lo stesso desiderio di vendetta di Harry Osborn verso Peter Parker e la sua squadra di criminali e di sicari è molto simile ai Sinister Six del Dr. Octopus… Il suo desiderio di sovvertire l'ordine di New York con il raduno di tutti gli sbandati che può rimediare su Twitter lo avvicina ad una versione apatowiana di Bane. Il film vive di tappe preordinate e il suo punto di svolta narrativo dovrebbe basarsi sul desiderio di normalità che contrasta il richiamo verso il dovere e la responsabilità. L'interesse si sposta rapidamente su una violenza che non sempre è giustificata dalle necessità della credibilità e dalla sua bellezza grafica. Il mondo di Kick-Ass 2 è quello reale in cui la acrobazie fanno male e in cui la gente muore sul serio: quello che era una novità adesso si è appiattito su una formula eccessivamente compiaciuta. La conseguenza è che il giovane in costume e Hit-Girl assomigliano sempre di più a delle persone che hanno dei veri superpoteri e hanno perso molto del loro fascino iniziale.

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Regia: Jeff Widlow

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Titolo originale: id.

con Aaron Taylor-Johnson, Chloe Grace-Moretz, Christopher Mintz-Plasse, Jim Carrey, Donald Faison, Lyndsy Fonseca

Origine: USA/UK, 2013

Distribuzione: Universal

Durata: 113'