La moglie del Presidente, di Léa Domenach

Della commedia ha più i toni che i contenuti, che sono invece a tratti drammatici e amari e il film è sorretto dalla prova di Catherine Deneuve che lo tieni in piedi quasi da sola.

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La moglie del Presidente è l’opera prima di Léa Domenach, dedicata alla rivincita di una donna vissuta per troppo tempo all’ombra del marito, la premiere dame Bernadette Chirac. Il film, pur essendo incentrato su un personaggio reale e non di finzione non è un biopic, o più precisamente è un “falso biopic” perché pur partendo da dati di cronaca,  si prende delle libertà mescolando, nel puro intento di divertire lo spettatore, vero e falso. Per esempio, Bernadette e Nicolas Sarkozy si sono certamente incontrati nel 2007 in segreto, prima delle elezioni, ma non nel confessionale di una chiesa; e ancora il suo stilista Karl Lagerfeld certamente le diede preziosi consigli sul look ma non le consegnò la sua più recente collezione per timore di essere considerato vintage.
Catherine Deneuve è impeccabile nell’interpretare una premiere dame le cui origini nobiliari e il cui status di moglie del Presidente di Francia non le impediscono di esser leggera, ironica, divertente, popolare, di rispettare i tempi comici e soprattutto di far sorridere, con le battute, con una mirabile espressività ma anche con i suoi silenzi. Perché in questa commedia non si ride a crepapelle ma piuttosto si sorride e ci si compiace della lotta silenziosa e diplomatica di una donna che, nonostante sia stata lasciata sempre in secondo piano da un marito che “affettuosamente” la soprannominava la tortue (la tartaruga), diventerà per lui, e contro ogni suo volere e previsione, un formidabile risorsa. Sarkozy infatti le dirà che la vera politica del clan Chirac è proprio lei.

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La storia ha inizio nel 1995 con i festeggiamenti all’Eliseo per la vittoria di Chirac e si conclude con il termine del suo mandato nel 2007: in questo arco di tempo Bernadette, già politicamente (consigliere regionale del dipartimento Corrèze, nonché vicesindaco del comune di Sarran) e socialmente (fondatrice dell’associazione culturale Le Pont Neu) impegnata, grazie alla sua sincera vicinanza e partecipazione ai concittadini delle periferie, all’operazione “Pierces Jaunes”, ovvero la raccolta di spiccioli da devolvere agli ospedali pediatrici, alla conversazione con il giornalista Patrick De Carolis, sfociata in un libro di successo che ha amplificato la sua notorietà, e alla complicità di un ingombrante addetto stampa con cui riuscirà a costruire una bellissima amicizia, ribalta completamente lo stereotipo della first lady “d’accompagnamento”.
La moglie del Presidente della commedia ha più i toni che i contenuti, che sono invece a tratti drammatici e amari, quando si assiste allo sforzo dignitoso di Bernadette nel superare l’ennesimo tradimento mediatico a cui il marito l’ha esposta o al suo tentativo di farsi ascoltare sui pronostici elettorali (che puntualmente azzecca) dal consorte e dai suoi collaboratori chiusi nei loro palazzi con i loro inverosimili sondaggi. Bernadette dà prova di empatia quando va a conoscere i suoi elettori, dimostra senso materno quando cerca di colmare l’anaffettività del marito nel rapporto con la figlia secondogenita affetta da bulimia e quando lascia che la primogenita abbia una privilegiata complicità con il padre, del quale cura le relazioni e i rapporti con la stampa, sebbene quella complicità l’abbia sempre fatta sentire esclusa. La protagonista  così con coraggio, astuzia e dignità a ribaltare la sua immagine di donna rigida e antiquata.

 

Titolo originale: Bernadette
Regia: Léa Domenach
Interpreti: Catherine Deneuve, Denis Podalydès, Michel Vuillermoz, Sara Giraudeau, Laurent Stocker, François Vincentelli, Lionel Abelanski, Artus, Maud Wyler
Distribuzione: Europictures
Durata: 92′
Origine: Francia, 2023

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
Sending
Il voto dei lettori
4.67 (3 voti)
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