L’Armée rouge, di Luca Ciriello

A Napoli Est, nel quartiere multiculturale del Vasto, c’è un gruppo di ragazzi della comunità ivoriana che organizza feste a ritmo di coupé-décalé. In Concorso al Festival dei Popoli in streaming

A Napoli Est, nel quartiere multiculturale del Vasto, c’è un gruppo di ragazzi della comunità ivoriana che organizza feste a ritmo di coupé-décalé. E’ il genere di musica popolare definitivo della Costa D’Avorio, ma nasce a Parigi verso gli inizi del 2000, in un famoso club africano. I creatori del coupé-décalé sono un gruppo di dj, che diventano famosi con il nome di Jet Set. Organizzano feste sfarzose, lanciano in pista montagne di soldi, cantano e ballano per celebrare chi “ce l’ha fatta” anche all’estero – non a caso in slang ivoriano coupé décalé significa barare e scappare – e di conseguenza creano un’estetica che diventa simbolo dello stesso genere musicale. L’Armée Rouge, di Luca Ciriello è uno dei documentari in concorso al 61° Festival dei Popoli. Racconta la storia di un ragazzo ivoriano, Birco, da quando inizia a progettare la sua dédicace, la festa dell’anno che ogni promotore di coupé-décalé organizza nella propria zona. Idrissa Konè, in arte Birco Clinton, lo chiamano anche le barouba di Napoli (il Re di Napoli) poiché lì già si è fatto un nome. Vive in un prefabbricato d’amianto a Ponticelli, in periferia, ma passa gran parte del tempo al Vasto, il quartiere multiculturale dove cerca di organizzare le sue feste.

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Le riprese ci rendono partecipi dei momenti di vita sociale e quotidiana, che si svolgono al Vasto, dove ogni giorno Birco si incontra con i suoi amici e con altri membri della comunità ivoriana. Oltre a questo, il film documenta una realtà diversa, che rimane nascosta nei quartieri multiculturali della Napoli contemporanea – e scopre ideali, meccanismi, comportamenti di questa comunità, dove si parlano quattro lingue (nouchi, djoula, francese, italiano).

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C’est la famille qui compte, c’est le travail qui paye (ciò che conta è la famiglia, ciò che ti dà da vivere è il lavoro). E’ la motivazione che spinge Birco ad inseguire il suo sogno: diventare famoso nel panorama musicale europeo della coupé-décalé. Per cominciare Idrissa pubblica videoclip su Youtube e organizza tramite i social una squadra di “guerrieri dello show” che chiama L’armée Rouge. Si tratta di un gruppo di appassionati di musica coupé-décalé che sponsorizzano, pubblicizzano e contribuiscono a finanziare le feste supportando anche la comunità ivoriana di Ponticelli. Siamo un’armata dello show, noi non sappiamo fare la guerra, noi ci vogliamo divertire. I “guerriglieri” collaborano tramite videochiamate. Utilizzano un’estetica tutta loro (ispirata a quella dei Jet Set) e un linguaggio fatto di slang, Instagram stories, video e selfie condivisi. L’obiettivo principale è quello di organizzare al meglio la festa di Natale, raccogliere tanti soldi, ospitare i personaggi più influenti della comunità ivoriana e farsi notare. Birco assume in questo senso un ruolo militare e spesso richiama l’attenzione dei suoi “soldati” spronandoli col suo fare esuberante a prepararsi per il “duello finale”. Dietro al divertimento e ai balli sfrenati c’è però una questione più scomoda. Le feste nel Vasto sono anche momenti di evasione, durante cui fingere di essere ricchi e famosi aiuta ad alleggerire una realtà più complessa.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3 (2 voti)
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