Festival dei Popoli 61: un atto di resistenza

Presentazione del Festival dei Popoli, giunto alla 61esima edizione, che, online dal 15 al 22 novembre, esplorerà i nuovi orizzonti del cinema documentario, sia internazionale che italiano.

“È stato un atto di resistenza”. Così Claudia Maci, co-direttrice del festival insieme ad Alessandro Stellino, ha definito l’organizzazione della 61° edizione del Festival dei Popoli. Questo perché questo doveva essere ibrido, diviso quindi tra sala e online. Purtroppo, però, l’evoluzione della pandemia ha costretto gli organizzatori, a sole tre settimane dall’inizio, a spostarsi in rete. Il Festival dei Popoli si svolgerà quindi dal 15 al 22 novembre sulla piattaforma del cinema La Compagnia di Firenze, in collaborazione con MyMovies. Ma non solo, visto che l’attività del festival non si concluderà alla fine di questa settimana e, soprattutto, non si limiterà al web.

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È, infatti, sempre la direttrice organizzativa Claudia Maci a ricordare come “il luogo nativo dei festival è la sala”. Secondo le parole del presidente Vittorio Iervese, il Festival dei Popoli si è sempre assunto l’onore e l’onere di costruire comunità, non solo di cinefili, ma anche di coloro che sono in cerca di alternative ad un mercato audiovisivo che definisce “asfittico”. Per questo, alcune sezioni, come Diamonds Are Forever, incentrata sullo sterminato archivio del festival, o come quella dedicata alle retrospettive, verranno proiettate nelle sale quando queste potranno riaprire. Così, anche se dilatata nel tempo, il Festival riuscirà a mantenere una forma ibrida, che verrà mantenuta anche nelle successive edizioni.

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Perché il mondo cambia e con esso anche il cinema, da sempre uno dei primi interpreti di questi cambiamenti. Ed è proprio l’attenzione all’evoluzione del linguaggio filmico e al dialogo culturale che ha guidato la selezione dei documentari del concorso internazionale da parte del direttore artistico Alessandro Stellino e dei suoi collaboratori. “È il meglio del cinema documentario del 2020”, ha dichiarato Stellino in riferimento ai 18 film, inediti in Italia, del concorso. Saranno in anteprima mondiale, invece, i 7 lungometraggi del concorso dedicato alle produzioni italiane. Ci sarà poi la sezione Habitat, le cui opere cercheranno di elaborare il rapporto tra uomo e ambiente. Un’elaborazione di tematiche ecologiche che passerà dalla riflessione sui suoi lati più oscuri, come il turismo nero di Icemeltland Park, legato allo scioglimento dei ghiacci, ma anche da prospettive di nuove comunità, come nel nuovo documentario di Claire Simon. La sezione Doc Explorer si concentrerà, invece, sul rapporto tra cinema e nuove tecnologie.

Stellino ricorda anche come sia necessario uno slancio, una positività per affrontare questi cambiamenti. Per questo sarà presente una sezione dedicata ai documentari musicali, chiamata Let the Music Play, che avrà al suo interno film come Sisters with Trasistors, incentrato sulle pioniere della musica elettronica, o Patti in Florence, sulla poetessa e rocker Patti Smith ed il suo rapporto con la città di Firenze. Proprio quest’ultimo sarà il film d’apertura del Festival dei Popoli, che come tutti gli altri documentari rimarrà disponibile sulla piattaforma per una settimana in modalità on demand. Sarà inoltre presente una sezione dedicata ai più giovani, chiamata Kids and Teens, e legata al progetto La scuola allo schermo. Questo progetto si protrarrà oltre la settimana di festival, come il Campus dedicato a giovani registi, che si svolgerà tramite incontri in remoto la settimana compresa tra il 23 ed il 29 novembre.

Il Festival dei Popoli si può seguire sul suo sito ufficiale e su Facebook.

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