L’assistente della star, di Nisha Ganatra

L’autrice di E poi c’è Katherine torna a parlare del ruolo delle donne nello showbusiness e lo fa a ritmo di musica con la commedia L’assistente della star, con Dakota Johnson e Tracee Ellis Ross

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Un anno dopo il successo di E poi c’è Katherine, Nisha Ganatra torna al cinema (e in streaming a noleggio) con una commedia musicale incentrata sul rapporto tra due donne.

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Maggie è da tre anni l’assistente personale della pluripremiata cantante Grace Davis. Benché svolga il suo lavoro con passione e dedizione, con un’attenzione sincera ai bisogni di Grace, Maggie aspira a diventare producer e passa le notti e ogni momento libero a lavorare nello studio di registrazione, mixando vecchi successi della cantante. Il perseguimento del proprio sogno e gli impegni sempre più pressanti del lavoro da assistente metteranno in crisi la giovane ragazza, rischiando di rovinare irreparabilmente il rapporto tra lei e la Davis.

Se inizialmente il film ricorda Il Diavolo veste Prada, per la dicotomia tra la donna affermata e in carriera e la sua assistente ancora agli inizi del proprio percorso lavorativo, ben presto se ne discosta grazie a una caratterizzazione nettamente diversa delle protagoniste e del loro rapporto.

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Infatti, a differenza del personaggio interpretato dalla Hathaway, la Maggie di Dakota Johnson non è un pesce fuor d’acqua nell’ambiente in cui lavora, ma anzi è ben preparata essendo cresciuta in mezzo alla musica (il padre è uno speaker radiofonico e la madre era una cantante), e dedita al mito del suo capo, la leggenda vivente Grace Davis, di cui è stata fan fin da bambina.

Anche la diva musicale, di cui veste i panni una brillante Tracee Ellis Ross (Black-ish), è molto diversa dalla algida e distaccata direttrice di Runway interpretata da Meryl Streep: Grace Davis non è solo una musicista vincitrice di 11 Grammy, ma è soprattutto un’artista nata dalla strada, che ha lottato per affermarsi nello showbusiness e che rimane spontanea e ‘umana’ quando non si trova sotto i riflettori, risultando estremamente buffa quando passa dal parlare del suo elicottero all’ordinare degli hamburger a un chiosco per strada come se nulla fosse.

Ed è proprio raccontando l’intreccio tra le vite di due donne così diverse, che Nisha Ganatra riesce a inserire un tono più drammatico e profondo, in quella che resta in ogni caso una commedia romantica ben riuscita, ponendo l’accento sulla difficoltà di affermarsi per una donna in una realtà lavorativa dominata dagli uomini.

Mentre ripercorre la storia delle grandi voci della musica americana dagli anni ’70 ad oggi, infatti, la regista fa emergere il lato più umano e realista che si nasconde dietro la facciata da diva eccentrica di Grace: il suo dover lottare fin dall’inizio da donna afroamericana in un mondo tutto al maschile (iconica la sequenza in cui è in riunione con la casa discografica ed è l’unica donna presente nella stanza).

Ma la critica non si ferma al sistema discografico in sé, facendo notare in più occasioni che la stessa opinione pubblica detta delle leggi di mercato che ancora oggi ostacolano le donne in quanto donne: se ad avere successo è un uomo, non importa che sia sposato, abbia figli o sia nel fiore degli anni, mentre, dopo trent’anni di carriera, tutti si chiedono se Grace si ‘deciderà a sposarsi’ o ‘perché’ non abbia mai avuto figli, invece di domandarsi se farà un nuovo album, dando per scontato che la sua carriera sia ormai finita.

 

 

Titolo Originale: High Note
Regia: Nisha Ganatra
Interpreti: Dakota Johnson, Tracee Ellis Ross, Kevin Harrison Jr., Ice Cube
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 114′
Origine: USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.83 (6 voti)
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