LIBRI DI CINEMA – Le novità di Febbraio

Francis Ford Coppola – Il romanticismo predigitale

Fabio Zanello (a cura di)

 

Francis Ford Coppola frequenta la scuola di Roger Corman e dopo l'aiuto-regia di La vergine di cera" per Corman, matura l'idea di dirigere film in proprio sotto l'egida del mentore, debuttando con l'horror "Terrore alla tredicesima ora" contiguo ai film del maestro. Da allora lancia nel pantheon divistico mostri della recitazione statunitense dei Settanta-Ottanta, rivitalizza carriere attoriali un po' appannate, fa incetta di riconoscimenti, coltiva nella sua fucina di talenti futuri registi, dirige film manifesto e definitivi nei generi, anticipa dibattiti forti della società contemporanea come la liceità di certi metodi investigativi, racconta figure titaniche della Storia e della letteratura che metaforizzano il suo approccio interdisciplinare, impone uno slancio creativo nell'alta definizione e firma qualche lungometraggio sbagliato su cui ci soffermeremo solo in parte nel corso di questo volume.

[Historica Edizioni – pp. 212 € 18,00]



Visioni Proibite

Roberto Curti, Alessio di Rocco

 

Il ’68 e tutto ciò che da esso è nato – la controcultura, il pacifismo, la rivoluzione dei costumi, la sessualità libera – hanno cambiato profondamente il cinema. Il mondo aveva fame di emozioni forti, di dissacrazione, di trasgressione e il cinema, in un certo senso, si incaricò di soddisfare questa esigenza. Ma il ’68 non riuscì a cambiare la censura, almeno in Italia. Nonostante non potesse prescindere dall’aria nuova che si respirava, essa si mostrò falsamente liberale nelle decisioni e di fatto prigioniera di una normativa che, nonostante lunghe trattative con produttori o distributori, portò spesso al sequestro delle pellicole da parte della magistratura. Questo secondo volume riprende il discorso dove il primo – dedicato agli anni 1947-1968 – l’aveva interrotto, tra i venti di libertà e cambiamento del 1968. Insieme all’analisi dei motivi che hanno portato molte pellicole ad essere vietate nel nostro Paese, il saggio ripercorre anni decisivi nello sviluppo dell’Italia come la conosciamo oggi. Uno spaccato storico, politico e sociale che arriva fino ai giorni nostri e dimostra come la censura si sia modificata ma non sia mai scomparsa del tutto. Come il primo, anche questo volume è diviso in due sezioni, una di taglio storiografico, l’altra costituita dalle schede dettagliate di tutte le pellicole bocciate (con l’indicazione puntuale dei tagli effettuati e delle manipolazioni richieste dai censori). L’elenco è vario e sorprendente: documentari di propaganda, b-movies, insospettabili commedie musicali d’oltralpe, adattamenti letterari e drammi pseudoeducazionali, tra i quali spicca la ricchezza di materiali d’archivio, spesso inediti.

[Edizioni Lindau – pp. 592 € 38,00]



La dirompente illusione – Il cinema italiano e il Sessantotto 1965-1980

Alberto Tovaglieri

 

Pur sovrastata da ideologie e rituali politici ormai quasi incomprensibili, l’esigenza di creare un legame diretto tra lotta politica e realtà esistenziale è stata l’elemento davvero innovativo del Sessantotto. L’originalità del libro consiste nel ricostruire le vicende di quest’utopia mediante un nuovo modo d’utilizzare il cinema. Come appassionato di cinema, l’autore ha avvertito un’istintiva insofferenza per la tendenza a estrapolare dai film i riferimenti a fatti e modelli socioculturali d’immediata rilevanza storica, ignorando o trascurando gli aspetti più coinvolgenti ed emozionanti per lo spettatore. Attraverso l’analisi approfondita di sei film di forte valenza artistica, il libro vuole mostrare la straordinaria capacità del cinema di cogliere il duplice effetto della “irruzione della vita quotidiana nella lotta politica”: non solo il dirompente impulso conferito alla mobilitazione collettiva, ma anche la pericolosa illusione che la lotta politica possa risolvere i problemi esistenziali degli individui.

[Rubettino Editore – pp. 514 € 22,00]



Orson Welles. Quarto Potere

Nuccio Lodato, Francesca Brignoli

 

Dalla sua uscita nel 1941, questo film – il primo scritto, diretto e interpretato da Orson Welles – non ha smesso di appassionare e far discutere critici e cinefili di tutto il mondo. Una pellicola giudicata più volte dalla critica internazionale come la migliore mai realizzata e annualmente proposta come testo base agli studenti di tutte le università del mondo. Liberamente ispirato alla biografia del magnate dell’editoria e pioniere del giornalismo moderno, William Randolph Hearst, Quarto potere – così suona il titolo italiano, una definizione ormai entrata a pieno titolo nell’uso comune – dimostra di contenere l'intero mondo, complesso e ricchissimo, di un genio venticinquenne. Un risultato che come scrisse, tra gli altri, Simone de Beauvoir, «aveva rivoluzionato il cinema». Candidato a nove premi Oscar nel 1942 e vincitore del premio Migliore Sceneggiatura Originale, questo film rivela una forza profetica senza termini di confronto. Quarto Potere – analizzato qui alla luce di materiali nuovi e delle critiche più recenti – «intuisce l'invasività della nuova forma immaginaria del capitale, il suo incontenibile diffondersi e moltiplicarsi in infiniti rivoli e specchi, e la trasformazione epocale del denaro e dell'impresa in qualcosa di fluido e fittizio».

[Edizioni Lindau – pp. 592 € 38,00]



Orbite. Attorno al cinema di fantascienza cecoslovacco

Roberto Alquati

 

Un libro sul cinema cecoslovacco di fantascienza che ci accompagna dall'era del muto fino ai nostri giorni. Una compilazione con più di centocinquanta titoli, tutti corredati da dati tecnici, regia e con una breve sintesi del film. Un libro che non è solo compilativo, ma che ci suggerisce anche delle originali orbite di lettura attorno al pianeta del cinema di fantascienza cecoslovacco, in gran parte sconosciuto al pubblico italiano. Interessante anche i numerosi paralleli che l'autore propone tra le immagini dei film recensiti e le opere di artisti boemi e non, del passato o nostri contemporanei.

[Urbone Publishing – pp. 167 € 12,00]



David Cronenberg, poetica indagine divorante

Stefano Falotico

 

Dio David che guarda col solito sguardo ginecologico ed estrae il parto malsano della società sifilitica… David Cronenberg, il suo nome risuona magmaticamente portentoso, raffinatamente austero d'immortale, incorniciante altezza nobiliare fra i pulsanti c(u)ori esul(tant)i di noi suoi prostrati, fervidi e invincibili amanti divora(n)ti, squittenti gioia passionalmente sanguigna, erti all'elevante eleganza gagliarda da immolati cinefili più eletti della sua eccelsa Settima Arte divinatoria e illuminante. Un nome incommensurabile, altissimo e svettante al di sopra d'ogni mediocrità purtroppo imperante. David, l'imperatore (im)mor(t)ale e abbacinante, David, l'infinitezza incarnata della nuova carne, la gigantesca monumentalità del suo "empirico" empireo irraggiungibile, l'abrasivo, provocatorio genio perennemente avanguardistico, la punta di diamante d'un perfetto virtuosismo cineastico potentemente chirurgico, sottilmente scandagliante, vivamente afferrante ogni nostro viscerale dubbio interiore lacerante. A ferina divorazione scarnificante, eppur lindamente ricreante vita pura con le scalfenti sue suadenti rasoiate rischiaranti ogni nostra anima estemporaneamente assopitasi ché, preda delle (dis)illusioni fuorvianti, mortifera si stava tetramente oscurando, la nostra innata anima viva, spesso però incupita da una società barbaricamente cinica, da David invece abbagliata in restauranti, avveniristici (rin)tocchi taumaturgici e raschianti. David, eterna-mente, ammodernandoci in sua giostrante, maestosa, liturgica, onirica maestria, profumata dai tonanti bagliori sonanti dei roventi furori rigeneranti nostri pulsanti. Noi, i suoi eletti, ai suoi piedi, strisciamo felicemente di fastose menti a "son(agl)i" nel vivo, mangiante pasto nudo… rigenerante. Ed è magico Crash fulminante!.

[Youcanprint – Ebook € 1,99]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Febbraio

Per un cinema del reale – Forme e pratiche del documentario italiano contemporaneo

Daniele Dottorini (a cura di)

 

All'interno della produzione cinematografica italiana le nuove forme del documentario sono ormai da diverso tempo tra le più innovative e vivaci del panorama audiovisivo. Il volume – che ha origine da una serie di giornate di incontri, scambi e discussioni sulle forme del reale nel cinema documentario italiano – si pone come percorso aperto e affronta queste tematiche mediante le esperienze e le riflessioni di teorici, registi e critici, chiamati a discutere e a confrontarsi sulle modalità con cui pensare e fare un nuovo cinema ‘per’ il reale, un cinema cioè capace di trovare il modo per raccontare e di dare forma visibile ad una realtà in continuo cambiamento.

[Forum Editore – pp. 234 € 22,00]

 

 

 

 

Quentin Tarantino. Asfalto nero e acciaio rosso sangue

Simona Brancati

 

Indagine investigativa che esplora il pianeta Tarantino, il momento storico in cui è stato intercettato e le reciproche contaminazioni che il suo cinema ha generato e subito, a partire dagli anni Novanta fino a oggi. All’esame della lente di ingrandimento sono smontati pezzo per pezzo il personaggio, l’autore, i film, i feticci, le ossessioni, i codici linguistici, i riferimenti letterari, teatrali, cinematografici e musicali. Arricchito di aneddoti e testimonianze inedite, il libro è stato tradotto in lingua inglese da New Academia Publishing.

[Le Mani Editore – pp. 224 € 16,00]

 

 

 

 

  

 

Il vangelo secondo Lebowski

Oliver Benjamin, Dwayne Eutsey 

 

Il grande Lebowski è diventato uno dei più straordinari fenomeni di culto del XXI secolo e Il vangelo secondo Lebowski, il testamento spirituale del “lama drugo”, alias Oliver Benjamin, è la “bibbia” del Dudeismo: una guida pratica per vivere come il Drugo e trovare le risposte alle grandi domande della vita. La “Chiesa del Drugo” è stata fondata nel 2005 da Oliver Benjamin, giornalista americano che vive tra Los Angeles e Chiang Mai, in Thailandia. Dopo una vita passata a girovagare per il mondo alla ricerca di se stesso, un giorno Benjamin rivide per caso il film in un bar della piccola città thailandese di Pai. «Fu una rivelazione», racconta Benjamin. «Era come se il film offrisse la chiave per affrontare con leggerezza tutti gli stress e le difficoltà della vita moderna. Anche se apparentemente il film sembra parlare di un ex hippie alle prese con un misterioso rapimento, in realtà è un film che parla di come vivere la vita, di come affrontare i conflitti e di come mantenere la pace in un mondo impazzito». Ansioso di condividere la sua epifania col mondo, quella sera Benjamin decise di fondare la sua nuova religione, riscuotendo un successo al di là di ogni aspettativa: a oggi sono più di 160.000 i “preti dudeisti” sparsi in giro per il mondo, e il numero cresce di mese in mese.

[Fazi Editore – pp. 200 € 12,00]



Propaganda a Hollywood. La minaccia nazista, la censura e lo Studio System

Fabio Pavesi

 

Con questo libro l’Autore ripercorre il periodo più buio del secolo scorso attraverso l’analisi delle vicende delle principali majors hollywoodiane, con particolare attenzione alle controverse traversie della Warner Bros. e della Metro Goldwyn Mayer, case cinematografiche fondate e finanziate da intraprendenti esponenti della comunità ebraica americana. Mentre la prima chiuse i propri uffici in Germania poco dopo la presa del potere di Hitler nel 1933, la Metro Goldwyn Mayer, insieme ad altre, continuò a fare affari con i nazisti fino all’agosto del 1940. Con una prosa scorrevole ed efficace, il libro affronta in maniera approfondita la storia di Hollywood, utilizzando fonti documentarie provenienti dagli archivi delle case di produzione e la corrispondenza fra i produttori cinematografici e l’Ufficio della Censura. Un racconto avvincente, che non è soltanto un saggio sul cinema, ma un resoconto storico della vita americana negli anni ‘30.

[Le Mani Editore – pp. 168 € 16,00]



 

 

Filosofia del film

Enrico Terrone 

 

La filosofia del film si è affermata negli ultimi vent’anni per merito di autori come Carroll, Currie e Wartenberg, incidendo profondamente sull’estetica analitica e sulle teorie dei media. Il libro presenta e discute i principali interrogativi affrontati da questa nuova disciplina, che ambisce a cogliere quel che vi è di essenziale nel cinema. Che genere di entità sono i film? In quali modi i film acquisiscono significato? Quali funzioni svolgono i film nelle nostre pratiche culturali? In quale misura i film contribuiscono alla nostra comprensione del mondo?

[Carocci Editore – pp. 192 € 14,00]



 

 

L'abc del digitale – Nuove tecnologie di ripresa

Graziano Conversano

 

L’abc del digitale vuole essere un vademecum per tutti coloro che vogliono approcciarsi al mondo della ripresa digitale. Negli ultimi anni saper girare un video non e? stato un compito richiesto ai soli addetti ai lavori. Con la diffusione dei nuovi dispositivi di ripresa, sempre piu? potenti e dai costi ridotti, si e? diffusa una nuova educazione all’immagine, un nuovo modo di comunicare attraverso foto e video digitali e si potrebbe addirittura affermare che si e? passati dal mondo del pc (personal computer) a quello della pv (personal videocamera). Questo manuale ha la missione di voler semplificare il compito di chi ha per le mani una videocamera, dallo studente universitario al videomaker alle prime armi sino alla casalinga che vuole inserire il video delle proprie ricette su YouTube. La videocamera e? entrata a far parte degli oggetti di uso quotidiano, percio? spiegare l’abc della ripresa digitale e? diventato necessario per far comprendere il funzionamento, le potenzialita? e a volte i limiti di un mezzo tanto innovativo quanto mutevole. Il libro tenta di evidenziare le differenze e le analogie che ancora intercorrono tra analogico e digitale affrontando punto per punto tutti i passaggi e gli snodi necessari per costruire un’immagine digitale. Dall’invenzione del CCD come il Big Bang dei nuovi media fino alle proiezioni in DCP, senza tralasciare la funzione degli obiettivi, le teorie sul colore e tutti quei consigli che possono essere preziosi per chi si appresta ad accendere la propria videocamera.

[Audino Editore – pp. 112 € 13,00]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Febbraio

João César Monteiro. L'alchimista di parole – Scritti scelti

Liliana Navarra (a cura di)

 

"Perché i ricordi non sono ancora ciò di cui si ha bisogno. Per prima cosa, è necessario che si confondano con il nostro sangue, con il nostro sguardo, con il nostro gesto, è necessario che perdano i loro nomi e che non possano più distinguersi da noi stessi; può succedere allora che durante un’ora rarissima, la prima parola di un verso sorga in mezzo a loro ed emani tra di loro.” Anch’io imparo a vedere. Il libro, prima uscita della nuova collana Esodi di Sigismundus Editrice, dedicata ad autori stranieri, è una selezione di scritti del grande cineasta portoghese, João César Monteiro (1939-2003), quasi tutti inediti in Italia, fra cui le poesie giovanili, i materiali del suo lavoro su Sade, e una sceneggiatura inedita, basata su un racconto di Robert Walser, Die Chinesin Der Chinese.

[Sigismundus Editrice – p. 128 € 13,00]

 

 

 

 

Mario Bava – Il castoro Cinema n. 170

Alberto Pezzotta

 

Mario Bava (Sanremo, 1914 – Roma, 1980) in vita fu considerato solo un abile artigiano specializzato nell’horror. Dopo la morte è stato oggetto di una crescente rivalutazione internazionale, e promosso al rango di Autore. Sulla base di fonti finora mai prese in esame, questo libro (giunto alla terza edizione e completamente riveduto) analizza il suo ruolo di innovatore all’interno del contesto produttivo italiano, ma anche il carattere sottilmente autodistruttivo della sua opera. Bava ha scardinato e reinventato le regole del cinema horror, noir e thriller, confezionando film cult a cui oggi si riconosce tutto il loro valore: La maschera del demonio (1960), I tre volti della paura (1963), Operazione paura (1966), Il rosso segno della follia (1968-70), Ecologia del delitto (1971), Cani arrabbiati (girato nel 1974 e uscito postumo nel 1996).

[Edizioni Il Castoro – pp. 166 € 13,50]

 

 

Istantanee sul cinema italiano – Film, volti, idee del nuovo millennio

Franco Montini, Vito Zagarrio (a cura di)

 

Una ricognizione a 360° sul cinema italiano per verificarne lo stato di salute e per segnalare le novità e i cambiamenti avvenuti nelle ultime stagioni, caratterizzate dalla definitiva affermazione di una nuova generazione di registi, attori, sceneggiatori, produttori e tecnici, che ha riportato la nostra cinematografia al vertice delle preferenze del pubblico in patria e conquistato importanti allori internazionali. È quanto propone il volume che raccoglie una serie di interventi di critici, docenti universitari e studiosi sulle principali questioni d’attualità, allo scopo di delineare il nuovo originale identikit del nostro cinema. Il volume è suddiviso in più sezioni: la produzione; gli interpreti; il cinema del reale, dedicato alla rinascita del documentario; i rapporti con la letteratura contemporanea; il confronto fra autorialità e cinema di genere.

[Rubbettino Editore – pp. 230 € 14,00]

 

 

In nome della legge – La giustizia nel cinema italiano

Guido Vitiello (a cura di)

 

Enzo Tortora suggerì per scherzo di proibire, in Italia, i telefilm di Perry Mason, perché lo spettatore rischiava di farsi un’idea del tutto irreale della giustizia. La battuta coglieva un aspetto decisivo: il processo americano si presta assai meglio del nostro alla messinscena cinematografica, tanto da aver dato vita a generi giudiziari come il courtroom drama e il legal thriller. E in Italia? Che caratteristiche ha il nostro cinema giudiziario? In che modo ha fatto i conti con le evoluzioni del rito processuale, della figura pubblica del magistrato, dei rapporti tra giustizia e società? Com’è cambiata la rappresentazione del mondo della legge e dei suoi protagonisti – giudici, avvocati, imputati? A vent’anni da Mani Pulite, il libro tenta di rispondere a queste domande. I saggi qui raccolti indagano generi e stagioni del nostro cinema (la commedia, il cinema politico, il poliziottesco), autori cruciali come Damiano Damiani, eroi del nostro immaginario come il giudice antimafia, senza trascurare la fiction televisiva, i formati giornalistici di spettacolarizzazione della cronaca nera, le metamorfosi della letteratura giudiziaria.

[Rubbettino Editore – pp. 180 € 16,00]

 

 

I protagonisti – La recitazione nel film contemporaneo

Cristina Jandelli

 

Come recitano i protagonisti del cinema contemporaneo, quali figure incarnano attori e divi incaricati di rappresentare la crisi del personaggio di finzione nel complesso scenario attuale? Mentre la tecnologia digitale riconfigura fisionomie e prestazioni, indagare il contributo degli interpreti appare particolarmente necessario. La riflessione complessiva muove dall'analisi della recitazione dei protagonisti di una ventina di film recenti europei e americani. Il loro stile di recitazione emerge dalla lettura di singole interpretazioni che inevitabilmente rimandano ad altre, intrecciando percorsi in grado di evidenziare il valore artistico del lavoro attoriale per lo più occultato dalle storie del cinema, dal sistema produttivo e dai circuiti della comunicazione. Osservare la recitazione dei protagonisti aiuta a comprendere l'indispensabile funzione dell'attore nel film di finzione: valutandone l'espressività ed esplorandone il corpo, luogo di tutte le tensioni che attraversano il suo statuto nella contemporaneità, emerge la performance. Volti, gesti, espressioni e voci danno vita a personaggi sempre più dissociati e multiformi, inevitabilmente legati alla condizione esistenziale delle donne e degli uomini del nostro tempo.

[Marsilio Editore – pp. 176 € 12,50]

 

 

Il corpo esiliato – Cinema italiano della migrazione

Angela Bianca Saponari

 

Da viaggiatori in cerca di fortuna la modernità ci ha trasformati in popolo intollerante e respingente. Dal 1991, data dello sbarco della Vlora sulle coste pugliesi, le cose non sono state più le stesse. I film italiani che hanno affrontato la drammatica questione della migrazione da un lato rivelano che la terra promessa, cercata prima in un altrove lontanissimo, poi sempre più vicino, forse non esiste; dall’altro dimostrano che abbiamo dimenticato il nostro passato. Il desiderio di benessere e di progresso delle tante popolazioni che oggi sperano, nel nostro territorio, di migliorare la propria esistenza, è lo stesso degli italiani che emigravano agli inizi del Novecento e nel secondo dopoguerra. Questo libro prova a leggere la storia del nostro paese attraverso le immagini dei tanti film che hanno raccontato i diversi fenomeni migratori (si pensi alle opere di Germi, di Amelio, di Crialese). Nel contempo rivendica, per quei fotogrammi, la capacità di dialogare con i processi sociali per divenirne, essi stessi, testimonianza. La finzione del cinema, dunque, può restituirci la giusta immagine della realtà, ricordandoci quello che siamo stati e rivelandoci quello che siamo diventati. Attraverso un processo di rispecchiamento mediale, le immagini dei tanti film ci ri-guardano per mostrarci ciò che più temiamo: di essere diventati il peggior incubo di noi stessi.

[Edizioni Progedit – pp. 136 €16,00]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Febbraio

La filosofia di Woody

Allen Roland Quilliot

l prestigio di cui gode Woody Allen non si spiega soltanto con il fascino irresistibile del suo humor, fondato sul senso dell’incongruità e sull’autoderisione. Gran parte del suo successo si deve alla capacità di riprendere la grande tradizione del cinema d’autore, rappresentando, con impareggiabile leggerezza, le esitazioni e le perplessità della nostra società individualista. Il suo sguardo, influenzato dalla psicanalisi e dall’esistenzialismo, vibrante in un continuo alternarsi di gravità e di ironia, illumina quanto di problematico e di angosciante c’è nell’esistenza, senza tuttavia rinunciare ad esasperare il lato comico delle contraddizioni umane. Roland Quilliot, con altrettanta leggerezza ed ironia, ha provato a ridisegnare Woody Allen percorrendo i temi più cari al regista, seguendolo attraverso le tappe principali delle sue opere ed evidenziando la sua straordinaria capacità di analizzare sentimenti, nevrosi, paure umane, e rielaborarli visivamente, con un taglio da vero e proprio filosofo. Al di là della dimensione psicologica, alcuni dei suoi film esprimono infatti importanti interrogazioni filosofiche: sulla felicità, sulla morale, sulla religione e sull’arte; come sulla sessualità, sulla morte e sul senso da attribuire alla vita. Questo ed altro fanno di lui una delle maggiori figure della cultura del XX secolo.

[Mimesis Edizioni – pp. 162 € 17,00]

 

Gadda e Pasolini: antibiografia di una nazione (Libro + 2 DVD)

Fabrizio Gifuni e Giuseppe Bertolucci

Fabrizio Gifuni, uno dei nostri migliori attori di cinema, teatro e televisione, ha dedicato gli ultimi dieci anni di lavoro a costruire un feroce inno d’amore al nostro paese. L’ha fatto con le parole di Pasolini e Gadda, utilizzando la loro esperienza linguistica irresistibile e la loro urticante, lucidissima forza di pensiero. Ne è nata un’antibiografia, collettiva e personale, che mette in scena il suo rapporto di passione e disincanto per una terra guasta come l’Italia. Il cofanetto Gadda e Pasolini: antibiografia di una nazione racchiude i due spettacoli che sono la summa di questo percorso: ’Na specie de cadavere lunghissimo (Premio Istryo 2006) e L’ingegner Gadda va alla guerra (Vincitore di due Premi Ubu nel 2010). Entrambi i lavori si avvalgono della collaborazione e della preziosa regia di un grande autore di cinema e teatro: Giuseppe Bertolucci. Una creazione artistica che non vuole essere puro intrattenimento, ma la condivisione di un’esperienza di conoscenza: uno dei progetti più originali e intelligenti del teatro italiano contemporaneo, capace al tempo stesso di stimolare il senso critico dello spettatore ed emozionarlo profondamente. Il libro all'interno del cofanetto contiene un saggio di Giuseppe Genna.

[Minimum Fax – pp. 71 – 120 min. € 16,90]

 

Note in margine a una tovaglia – Scrivere (e vivere) per il cinema e per il teatro

David Mamet

Scrittore, sceneggiatore, regista, David Mamet è una delle figure più versatili e talentuose del cinema e del teatro americani contemporanei. Note in margine a una tovaglia è una raccolta di saggi eclettica quanto il suo autore, in cui ricordi di infanzia, aneddoti familiari, esperienze vissute al tavolo da poker o in sala da biliardo vengono liberamente giustapposti ad appassionati interventi polemici sul mestiere del drammaturgo e dell’attore, brillanti riletture di Cechov, riflessioni sul rapporto fra i valori politici e il mondo dell’entertainment. Che si tratti del surreale reportage dal set di un film d’azione o di una decostruzione sociologica della Notte degli Oscar, Mamet si rivela un osservatore acutissimo delle dinamiche del mondo del cinema e del teatro, e degli individui che lo abitano. Per lui il mestiere del drammaturgo, se da un lato si basa su una tecnica precisa e rigorosa, dall’altro è permeato di un altissimo valore etico: chi sceglie di scrivere per il teatro – e di conseguenza di vivere per il teatro – sceglie di essere testimone della verità; sceglie di esercitare in ogni momento l’onestà e la coerenza sia nelle proprie azioni che nella rappresentazione estetica del mondo. Ecco la preziosa lezione che, nella teoria e nella pratica, ci consegna questa originalissima raccolta di saggi, riportata da minimum fax in libreria in una nuova edizione.

[Minimum Fax – pp. 209 € 9,00]

 

Senza Frontiere – L’Immigrazione nel cinema italiano

Sonia Cincinelli

Le menzogne e la disinformazione colpiscono i migranti. L’opinione pubblica sembra assuefatta all’idea, propagata ad arte dai media mainstream, che la sicurezza della collettività sia minacciata dai nuovi arrivati. L’equazione clandestino criminale è entrata ormai nel senso comune. Per converso il cinema ha raccontato della trasformazione dell’Italia da paese di emigrazione in paese di immigrazione. Il cinema italiano dell’immigrazione, nei diversi percorsi che ha seguito, ha parlato degli altri, ma ha raccontato anche di noi, dei nostri limiti, delle nostre paure. La settima arte ha rappresentato luoghi di esclusione (basti pensare a Lampedusa e alle campagne del Mezzogiorno) o “viaggi di sola andata” come li ha definiti Erri De Luca, che le cronache fanno presto a dimenticare. Senza frontiere, senza recinti. L’attenzione rivolta nella produzione cinematografica italiana dei primi anni ’90 ai migranti ha registrato una disparità agli approcci sul tema, la sua metabolizzazione da un lato e gli esiti di questo confronto dall’altro. In assenza di un vero e proprio genere, il cinema italiano si è occupato dell’immigrazione in maniera episodica e superficiale. Successivamente nei primi anni del nuovo secolo l'attenzione si è rivelata sempre più crescente. Nell’Europa che i governanti vorrebbero “fortezza” il cinema italiano ha aperto squarci di verità sui processi migratori. In controtendenza rispetto agli omologati mass media. I film proposti in questo libro, che parlano di immigrazione e che vedono come protagonisti stranieri nel territorio italico sono i più significativi degli ultimi vent’anni. Antologia critica e analitica che attraversa larga parte del panorama cinematografico nostrano, da grandi maestri del cinema come Maselli e Bertolucci, Amelio e De Seta ad affermati registi come Giordana, Soldini, Tornatore e Mazzacurati approdando a giovani promesse consolidate come Garrone e Crialese fino a cineasti emergenti come Melliti, Puccioni e Munzi. Tutti hanno affrontato questo complesso argomento. Attraverso un ampio riesame di ogni regista, di cui vengono colti i motivi ricorrenti, e i tratti stilistici, e con un approfondimento globale di ogni film, il volume di Sonia Cincinelli ricostruisce ed interpreta con rigore critico e partecipazione l'attività cinematografica su questo attualissimo tema. Colmando un vuoto nella saggistica di settore.

[Edizioni Kappa – pp. 530 € 25,00]

 

Woody Allen. «Manhattan»

Elena Dagrada

All’epoca della sua uscita Manhattan riesce per qualche tempo a mettere d’accordo ammiratori e detrattori del regista e interprete Woody Allen. Lo stesso Andrew Sarris, vecchio vate della critica statunitense e denigratore giurato del comico newyorkese fin dai suoi esordi, definisce Manhattan come l’unico «grande film americano degli anni ’70». Il segreto del successo del film – o almeno della sua fortuna critica – risiede senza dubbio nella sua capacità di fondere in un equilibrio nuovo, maturo e seducente, tutte le componenti dell’universo alleniano: una perfetta comunione tra umorismo verbale e visivo, tra commedia e dramma, amalgamati in uno stile personale e originalissimo che mette il senso dello spazio e del ritmo, del racconto e degli ambienti, dell’ombra e della luce, al servizio della visione del mondo di un autore che si è cercato a lungo, e ha trovato nel cinema la sua strada.

[Edizioni Lindau – pp. 162 € 16,00]

 

 

Il mondo antico e nuovissimo di Ermanno Olmi

Silvana Milesi

Tutti i capolavori di Olmi sino a “Il Villaggio di cartone” uscito nell'ottobre 2011, compresi i primi documentari Edisonvolta e gli ultimi “Terra Madre” e “Rupi del vino”. I vari capitoli scandiscono i periodi, le opere e i premi, come la Palma d'oro di Cannes del 1978, per “L’Albero degli zoccoli”, il Leone d'oro a Venezia nel 1988, per “La leggenda del santo bevitore”, e il Leone d'oro alla carriera del 2008.Ogni capitolo è completato con tutti i film, narrati con le sceneggiature e moltissime immagini a colori. Ne viene un libro di bellezza estetica ed etica: “Il quinto evangelio” di Ermanno Olmi. Come scrive Mario Donizzetti nella presentazione in forma di lettera all'amico Ermanno: «Questo libro che Silvana Milesi ti dedica è opera di importanza primaria. La cronologia ragionata delle tue opere studiate con dedizione appassionata lo rende indispensabile per chi voglia conoscere il percorso artistico e il movente ideologico che ha ispirato e guida ogni tuo messaggio».

[Corponove Editrice – pp. 208 € 45,00]

 

Delitti imperfetti. Il cinema e la censura dalle origini al social web

Giuseppe Franzella

Dai classici tagli, divieti e roghi di un tempo alla più moderna censura di mercato, nell’infinito meccanismo moebiusiano di controllori e controllati innescato dall’interferenza dell’immagine sul reale, la parabola della censura cinematografica è un invito alla riflessione su come continuare a filmare, a fare cinema inteso come possibilità di un racconto ancora collettivo nell’epoca delle tecnologie digitali e delle nuove forme sociali di comunicazione. Il saggio si presenta come un excursus storico-critico sulla censura cinematografica (in Italia ma non solo) attraverso i percorsi e le pellicole che hanno segnato questa particolare appendice della storia del cinema tout court, considerando pure il contesto politico-sociale in cui tale storia si è compiuta fino ai giorni nostri. Sono stati presi in considerazione, anche in una prospettiva diacronica, casi esemplari che, come cartine di tornasole, guidano il lettore attraverso le varie forme (politica, morale, religiosa, tecnologica, di mercato…) in cui la censura si è realizzata, dimostrando come il limite del visibile e del non-visibile slitti progressivamente col mutare dei tempi e dei luoghi. Tra gli argomenti trattati: storia della censura cinematografica in Italia dalle origini al berlusconismo; il cinema americano del “codice Hays” e la censura dopo l’11 settembre; l’istituto della censura in Europa e in altri paesi del mondo; finanziamenti pubblici e moloch di produzioni e distribuzioni; il cinema e il sesso; il cinema LGBT; il cinema e la tv; internet e il 3D. In appendice è descritta la case history di due pellicole, Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick e L’impero dei sensi di Nagisa Oshima, attraverso la presentazione di due videoambienti a tema.

[Pubblicato dall’autore, disponibile on line su www.ilmiolibro.it e www.lafeltrinelli.it – pp.180 € 19,50]

 

Walter e io – Ricordi di un figlio

Simone Annicchiarico

Un figlio che racconta il padre. Un padre a volte lontanissimo, a volte lì, a un passo. Il figlio si chiama Simone, e per lui il padre è «il Walter». Fin qui, tutto normale. Salvo che i due di cognome fanno Annicchiarico, che abbreviato diventa Chiari. Come Walter Chiari, appunto: il padre in questione. Simone Annicchiarico racconta Walter Chiari. Un padre capace di capitare all’improvviso e dirgli «si parte per l’Australia», così, da un momento all’altro, portandolo, lui ragazzino, a fremere di paura e di fascino per la pesca allo squalo. Un padre che dal cappello, sempre all’improvviso, imprevedibilmente, tira fuori incontri da lasciare senza fiato, da Macario a Roger Moore, da Gino Bramieri a Gene Hackman, da Ugo Tognazzi a una misteriosa diciannovenne oggi celebre soubrette… «Il Walter» di Simone ama alla follia scherzare sulla morte, vorrebbe sulla lapide la frase «non preoccupatevi, è solo sonno arretrato» e, ricoverato dopo una leggera ischemia, finge per lunghi minuti di avere avuto un ictus e di avere metà del volto paralizzata, per poi riderne a lungo con il figlio, a crepapelle. «Il Walter» non sa sciare, ma gli piace, e non rinuncia. «Il Walter» è maestro nell’arte della fuga, perché tutti lo vogliono, tutti lo invitano, e lui – è forse una delle cifre della sua vita incredibile, almeno di quelle che si leggono in controluce in questo libro frenetico e pieno d’amore – non sa dire di no. A nulla e a nessuno. Una miriade di episodi, un solo strettissimo legame. La storia di un personaggio unico raccontata come nessuno l’ha mai raccontata.

[Baldini Castoldi Dalai Editore – pp. 192 € 18,00]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Febbraio

Contro il cinema

Carmelo Bene

Carmelo Bene (1937-2002) non è stato soltanto la figura più straordinaria del teatro italiano. Nel suo eclettismo, e nella sua infaticabile ricerca di nuove forme d’espressione, ha anche attraversato come una meteora il nostro cinema. Cinque lungometraggi, tra il 1968 e il 1973, inclassificabili e geniali, una «parentesi» rinnegata che ha lasciato un segno sotterraneo fino a noi. In quegli anni, e subito dopo, Bene ha portato il cinema ai suoi limiti, liberandolo dalla tirannia del racconto e della comunicazione. Qui vengono raccolte per la prima volta le interviste più significative che Bene ha concesso commentando il proprio cinema e quello degli altri: un’esplosione di invenzioni teoriche, paradossi, definizioni fulminanti, in una lotta accanita e autodistruttiva con l’interlocutore e con gli spettatori.

[Minimum fax – pp. 196 € 15,00]

 

Woody Allen – Guida a un uso responsabile

Stefano Brenna

Il cinema di Woody Allen è una riflessione sull’uomo, sull’amore, sull’America, sul mito della civiltà democratica, su una realtà controversa e ormai aggrovigliata attorno a sani principi, valori della famiglia e fede in Dio. In questo senso, Woody Allen è il superstite di una tradizione critica che conserva il dono di uno sguardo lucidissimo e di una scrittura dissacrante che grazie a Ike (il protagonista di Manhattan), a Harry Block (Harry a pezzi), a Boris (Basta che funzioni) e al recentissimo Halfie (Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni) continua a dare un nome e un volto a un presente che non smette mai di essere già futuro.
[Book Time Editore – pp. 256 € 18,00]

 

Dieci film. Esercizi di lettura

Luca Malavasi (a cura di)

“Arte” nobile e ormai storicamente assestata, l’analisi del film è uno strumento essenziale non soltanto per capire meglio i film, il loro linguaggio e il loro funzionamento, ma anche per
amarli in modo diverso, più intenso e originale. Il libro raccoglie dieci “esercizi” di lettura e interpretazione di altrettanti studiosi e critici, alle prese con alcuni film “del cuore”, da Nanà e Amarcord a Grizzly Man e L’ultimo spettacolo. Ogni film consente ai singoli autori di svelare, dietro le immagini, discorsi più complessi e profondi, riferiti ora al contesto storico, politico e sociale, ora alla storia del cinema, alla sua estetica e ai suoi principi costitutivi. E da autore ad autore cambiano anche i metodi messi in campo per far “parlare” i film, fino a trasformare questi dieci esercizi in un prontuario di analisi.

[Le Mani Editore – pp. 128 € 14,00]

 

 Alle origini di Gomorra – Salvatore Piscicelli tra Nuovo cinema e Neotelevisione

Francesco Crispino

Alla fine degli anni ’70 l’Italia vive un passaggio cruciale. Non solo politico e sociale, ma anche (e soprattutto) mediatico e culturale. È negli anni del “riflusso” che infatti si realizza lo storico “passaggio di testimone” tra il cinema, fino ad allora principale medium di riferimento popolare, e la televisione. Un passaggio che riflette un periodo di grande confusione, ma in cui si ravvisa un’inconsueta libertà espressiva. In tal senso l’analisi degli esordi di un artista intermediale come Salvatore Piscicelli, capace di mescolare varie discipline e far dialogare diversi medium, ne mette in evidenza tutte le contraddizioni, ma anche le grandi possibilità. Un’operazione sperimentale determinante per comprendere il “nuovo cinema napoletano”.

 [Liguori Editore – pp. 176 € 19,90]

 

Cinegomorra – Luci e ombre sul nuovo cinema italiano

Simone Isola (a cura di)

Si verifica con scadenze irregolari, da molti decenni a questa parte, la stagione fortunata del cinema italiano. Che fa gridare alla rinascita, a un rRisorgimento in celluloide. In realtà il panorama è difficile da decifrare, ricco di sfumature, di ombre, di ombre che questo volume prova almeno in parte ad eliminare.
[Sovera Editore – pp. 192 € 15,00]

 

Storia del cinema – Un'introduzione
David Bordwell, Kristin Thompson

A ragione gli studiosi sostengono che non esiste una storia del cinema, ma tante storie. Tuttavia, in questo libro – destinato tanto a studenti universitari quanto ad appassionati – la storia del cinema non è presentata come un concentrato di tutto ciò che è stato detto o studiato sull’argomento. Gli autori pensano che scrivere la storia del cinema significhi porre una serie di domande e andare in cerca di prove per cercare di rispondere con argomentazioni puntuali. In questo libro essi si sono concentrati su tre ordini di questioni: come sono cambiati gli usi del mezzo cinematografico nel corso del tempo? Come ha influito l’industria cinematografica (nelle sue ramificazioni di produzione, distribuzione ed esercizio) sugli usi del mezzo filmico? Infine, come hanno preso forma delle tendenze internazionali sia negli usi del mezzo sia nell’andamento del mercato cinematografico?
Il volume, basato sulla nuovissima terza edizione americana, è aggiornato ai nostri giorni, in modo da rendere conto del dibattito più recente, come il mutamento conseguente all’introduzione del digitale.

[McGraw-Hill  pp. 578  – € 39,00]


Il suono e l'immagine – Musica, voce, rumore e silenzio nel film

Vincenzo Ramaglia

Lo spettacolo cinematografico è da sempre uno spettacolo audiovisivo. Uno spettacolo, dunque, che coinvolge non soltanto la vista, ma anche l'udito dello spettatore. Tuttavia, la saggistica (italiana, almeno) ha sempre trascurato il rapporto complesso e cruciale tra suono e immagine interessandosi, al limite, a una soltanto delle sue molteplici sfaccettature: la musica da film. Questo testo si propone di colmare questa lacuna, occupandosi invece del suono cinematografico a 360 gradi: fatto non solo di musica, ma anche di parole, di rumori e persino della propria assenza. Un intero capitolo è dedicato infatti al silenzio. Attraverso l'analisi di un numero nutrito di sequenze, il suono cinematografico viene indagato nella sua interazione col racconto filmico (analisi diegetica), con le immagini di una singola sequenza (analisi sincronica) e con la struttura audiovisiva di un intero film (analisi diacronica). Durante la trattazione, il suono si aggiudicherà funzioni sempre più profonde e complesse di quella subordinata e passiva di accompagnare, sorreggere, assecondare, illustrare il decorso visuale (parallelismo). Si dimostrerà in grado di sovvertire il messaggio visivo, di conferire cioè alle immagini un valore aggiunto, un senso nuovo, sia contrapponendosi ad esse (contrappunto), sia emancipandosene, in un'indifferenza (effetto anempatico) a cui – in questa sede – verranno riconosciute importanti potenzialità estetiche ed espressive. Attraverso l'individuazione di un ampio spettro di possibilità combinatorie tra livello sonoro e livello visivo, verrà dunque dimostrato il ruolo vitale, dinamico e imprescindibile del suono nell'ambito del linguaggio cinematografico. Vincenzo Ramaglia, compositore e docente di linguaggio audiovisivo, dirige a Roma l'Accademia Europea di Cinema e Televisione Griffith2000. Tiene stages di formazione per compositori di musica da film. È autore di opere da camera, musiche orchestrali e colonne sonore.

 [Audino Editore  – pp. 112 € 14,00]

 

 101 film d'azione

Steven Jay Schneider

Dai classici film di James Bond fino alle avventure mozzafiato firmate Tsui Hark, John Woo e Christopher Nolan, 101 film d'azione passa in rassegna i capolavori di un genere cinematografico tra i più popolari. Andrenalinico, spettacolare, spesso morboso, il cinema d'azione trascina lo spettatore in una girandola di emozioni spingendolo a identificarsi con i protagonisti, non importa se buoni o malvagi. Rapine, uccisioni, fughe, spionaggio (e ultimamente anche terrorismo) sono gli ingredienti tipici di un genere che gioca spudoratamente con la materia stessa di cui sono fatti i sogni; lo spettatore passa da scene di violenza iperbolica ad altre di suspence, mentre fa propria la determinazione di personaggi che appartengono a una dimensione quasi sovraumana. Sete di violenza o desiderio di giustizia? Da Assalto al treno del 1903 fino ad Avatar, 101 film d'azione è una guida estremamente curata a una cinematografia straordinariamente influente dal punto di vista tecnico e narrativo, i cui protagonisti divengono spesso beniamini del pubblico e vere e proprie icone del proprio tempo.

 [Atlante libri – pp. 416 € 14,50]

 

Tutto il mondo ride – La nascita della commedia cinematografica sovietica

Enrico Ruggeri

Nel 1932, all’indomani della nascita del cinema sonoro e delle conquiste economiche che determinano un miglioramento delle condizioni sociali in URSS, Stalin commissiona al regista Grigorij Aleksandrov la creazione di una commedia per il popolo sovietico, un nuovo genere cinematografico che sia al tempo stesso educativo e spensierato, che faccia ridere. Aleksandrov, reduce da un viaggio di tre anni in Europa e America con Ejzenštejn e l’operatore Tissé, accetta di dirigere Vesëlye Rebjata (Tutto il mondo ride). Il film risente delle influenze avanguardistiche occidentali, in particolare della comicità surreale della slapstick comedy di Charlie Chaplin, ma soprattutto rappresenta la risposta cinematografica del Realismo Socialista a quello che il cinema di Hollywood era per il New Deal: un cinema di evasione, un luogo di rifugio dalle difficoltà sociali. Tutto il mondo ride, negli anni Trenta. Tutto il mondo deve ridere, perché la risata è una delle armi più potenti contro i mali del passato.

[Archetipo Libri  – pp. 124 € 16,00]