Radiograph of a Family, di Firouzeh Khosrovani

Dalla sezione Nuove Impronte dello ShorTS di Trieste un documentario d’archivio iraniano sulle origini e sui conflitti familiari che raccontano le mutazioni culturali di un Paese

Il documentario diretto dalla cineasta iraniana Firouzeh Khosrovani, da sempre attenta ai fenomeni socio-politici del suo Paese con titoli come Rough Cut e nel film corale Herfeh: Mostanadsaz, esplora con quest’opera premiata durante l’International Documentary Film Festival di Amsterdam del 2020, la storia del suo conflittuale nucleo familiare. Gli 80 minuti che compongono il film si dipanano attraverso un complesso lavoro di montaggio che alterna video e fotografie d’epoca, ad eccezione di una lunga carrellata all’interno della casa moderna di una donna anziana, che si rivela essere la madre della regista, svelata solo nel finale. Il film non fa altro che ricostruire il teso rapporto dei genitori della regista: dalla prima conoscenza fino al matrimonio. Il tutto accompagnato dalle voci flebili dei due genitori ridoppiate che donano al film un carattere poetico.

La ragazza si vede immersa all’interno di un doppio mondo. Da una parte un marito aperto all’occidente e appassionato di musica classica, dall’altra una madre, Tayi, proveniente da una famiglia fortemente integralista che diventa il catalizzatore della cultura iraniana più bigotta. Tuttavia, oltre a essere un film legato alla memoria di un tempo passato, l’aspetto socio-politico rimane intatto, evitando di apparire come un semplice ricordo della propria famiglia.

Il periodo posteriore al matrimonio, sul finire degli anni ’70, corrisponde infatti all’epocale rivoluzione islamica in Iran nella quale la moglie sposa del tutto i precetti religiosi, allontanandosi ulteriormente dal marito e dalla figlia. Due prospettive culturali inconciliabili che osservando il film dall’esterno esprimono due modelli di società diversificati.

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Il lavoro di archivio allude a un passato irrecuperabile, rappresentato come un fantasma dalle foto d’epoca non sempre del tutto distinguibili, proprio come un lascito che non si lascia rappresentare del tutto e che può essere solo ricordato lacunosamente.

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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