The Other Side, di Tord Danielsson e Oskar Mellander

Mostra solo superficialmente il suo lato migliore peccando di coraggio nello sviluppo di una trama troppo scontata e di una messa in scena dal basso impatto visivo.

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La famiglia è un ecosistema che, a volte, può dimostrarsi estremamente fragile. L’ingresso di un corpo estraneo all’interno di questa “bolla” potrebbe sconvolgerne gli equilibri irreparabilmente.

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È la storia di Shirin, una giovane donna che entra nella vita di Fredrik e il suo bambino Lucas, prossimo a compiere sei anni. La mamma di Lucas è morta di tumore poco dopo aver dato alla luce il piccolo. Passato qualche anno, la famiglia sta per cominciare una nuova vita. Fredrik ha deciso che vuole al suo fianco Shirin e le propone di trasferirsi insieme in una piccola città svedese, all’interno di un complesso bifamigliare. L’appartamento accanto è disabitato ma un’inquietante presenza sembra aleggiare tra i corridoi e le soffitte del complesso. Ben presto Shirin, che per alcune settimane deve badare da sola a Lucas, viene informata della tragica storia legata alla casa in cui si è appena trasferita.

Tord Danielsson e Oskar Mellander, registi molto celebri in Svezia per vari prodotti televisivi, realizzano un horror di poche pretese che riflette sul profondo senso di insicurezza vissuto da chi sta cercando di entrare all’interno di un ecosistema così particolare come quello famigliare. La protagonista del loro film è terrorizzata dal non essere all’altezza per svolgere il ruolo di madre nei confronti di un bambino non suo. Il piccolo le chiede se sia lei la sua nuova mamma ma Shirin non sa cosa rispondergli. Non vuole rubare quel titolo alla defunta madre del bambino, ha paura di affrettare i tempi perdendo l’affetto del piccolo e la fiducia del padre. Queste paure acquistano una dimensione fisica prendendo le sembianze di un bambino-mostro, intenzionato a portarsi via il piccolo Lucas. I registi giocano su questa figura multiforme che rievoca dichiaratamente la presenza della madre morta e che si dimostra l’ostacolo che impedisce a Shirin di calarsi completamente nella nuova dinamica famigliare. È solo con un “salto nel vuoto” che la donna può riprendersi quella che è, a tutti gli effetti, la sua famiglia.

Il tema di partenza sviluppato dal film è sicuramente interessante ma fin troppo dichiarato nelle intenzioni da Danielsson e Mellander. Delude lo sviluppo narrativo della vicenda, con situazioni prevedibili che, a lungo andare, smettono di far paura, per concludersi, poi, con un finale privo di mordente. I due registi calcano troppo anche sull’eccessivo citazionismo che varia Shining o Gli uccelli fino ad opere più recenti come Babadook.

In sintesi, The Other Side mostra solo superficialmente il suo lato migliore peccando di coraggio nello sviluppo di una trama troppo scontata e di una messa in scena dal basso impatto visivo.

 

Titolo originale: Andra sidan 
Regia: Tord Danielsson e Oskar Mellander
Interpreti: Dilan Gwyn, Linus Wahlgren, Eddie Eriksson Dominguez, Troy James, Sander Falk, Karin Lithman, Henrik Norlén, Niklas Jarneheim
Distribuzione: BIM
Durata: 87′
Origine: Svezia, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.2
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Il voto dei lettori
2 (2 voti)
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