"Treno di notte per Lisbona", di Bille August

martina gedeck e jeremy irons in Night train to Lisbon

Dal romanzo di Pascal Mercier, il regista danese lambisce la Storia solo per protocollo, e con le storie dei singoli cuce trapunte che non avvincono né riscaldano. Nessuna seconda giovinezza per Jeremy Irons, ingessato nel tweed da professore ortodosso che gioca a dama contro se stesso, e s’illumina (a risparmio energetico) per un incontro casuale e destinale

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martina gedeck e jeremy irons in Night train to LisbonNel tracciare le intersezioni tra le sorti di un Paese e di un uomo, dal romanzo di Pascal Mercier, Bille August lambisce la Storia solo per protocollo, e con le storie dei singoli cuce trapunte che non avvincono né riscaldano. Nessuna seconda giovinezza per Jeremy Irons, ingessato nel tweed da professore ortodosso che gioca a dama contro se stesso, e s’illumina (a risparmio energetico) per un incontro casuale e destinale. Incrocia lo sguardo di una bella e disperata straniera, quando è già perso nel fiume dove sta per gettarsi. Naturalmente la salva, inspiegabilmente si innamora di un testo ingiallito e consunto che la ragazza porta nella tasca del cappotto.

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Un libretto autobiografico che parla di vita come viaggio, di viaggio come solitudine, di vita come viaggio attraverso la solitudine orchestrato dal caso. Inizia così, inspiegabilmente e tediosamente, il suo percorso sulle strade del testo, saltando – sempre con pacata eleganza, leggi anche sfiancante mollezza – sul convoglio del titolo. Ma il treno notturno che porta a Lisbona non deraglia mai dai binari del dramma convenzionale, scritto con automatismo e recitato con costrizione, né incontra la notte vera.

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Luci e ombre lavorano sugli ambienti come sui personaggi, restituendoci sempre l’esatta metà di un panorama e di una persona veri. E la bravura degli interpreti – consumati (e un po’ logori) come Irons, emergenti come Mélanie Laurent in un’inedita versione ispanica ma non sia mai troppo caliente – non può sopperire all’indifferenza epidermica del (meta)testo. Perché se l’anziano insegnante si dichiara rapito e scosso dalle passioni dei giovani rivoluzionari durante la dittatura di Salazar, le frasi che legge dal prezioso volume suonano vaghe e retoriche come il tappeto musical/parlato di uno spot. Le ripete a voce alta come a cercare l’approvazione dell’interlocutore, ma l’unica volta che gli crediamo è quando racconta la sua separazione: la moglie lo ha lasciato perché è noioso, ammette, ed effettivamente ha la capacità di affogare un paio di archi narrativi in meno di due ore.

Titolo originale: Night Train to Lisbon
Regia: Bille August
Interpreti: Jeremy Irons, Mélanie Laurent, Jack Houston, Martina Gedeck, Tom Courtenay, Bruno Ganz, Lena Olin, Christopher Lee, Charlotte Rampling, August Diehl
Origine: Germania, Svizzera, Portogallo, 2013
Distribuzione: Academy2
Durata: 111'

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