VENEZIA 68 – “Love and bruises”, di LouYe (Giornate degli Autori)

Love and bruises

Su un canovaccio di classica intensità, Lou Ye mette in scena i sentimenti d’amore nella forma di un moderno melodramma. L’attrazione dei corpi sembra cancellare le barriere sociali e i condizionamenti culturali. Al concetto di possessione occidentale si contrappone l’ardita concezione sessuale dell’oriente e il film sembra trovare una inusuale forma nell’esprimere i sentimenti

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Love and bruisesC’è una febbrile ansia di comunicazione in Love and bruises, il film del cinese  Luo Ye che prosegue il programma della sempre ricca e stimolante sezione “Giornate degli Autori”. A cominciare da questo realizzato da un regista che fino ad oggi si era occupato per lo più di disegno animato e autore ormai abituato alle competizioni festivaliere.

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Hua, studentessa lavoratrice cinese, che vive a Parigi, nella stessa giornata in cui vede terminare un rapporto d’amore, incontra, occasionalmente, Mathieu. I due attratti sessualmente, daranno avvio ad una intensa e viscerale storia d’amore. Ma Hua è succube di Mathieu, ma la violenza dei rapporti non sembra incrinare il loro legame. Il preannuncio del ritorno di Hua in Cina sembra ridefinire la loro vicenda e alla ostentata freddezza di Mathieu si contrappone il tormento evidente di Hua l’assenza di Mathieu nella vita di Hua non sembra essere sopportabile.

Su un canovaccio di classica intensità, come sempre quando si mettono in scena i sentimenti d’amore, si svolge questo moderno melodramma. Lou Ye pare voglia riflettere, all’interno di questa classicità di impianto, sul tema dei rapporti amorosi, ma in particolare sull’attrazione sessuale che cancella le barriere e sociali e i condizionamenti culturali che fa di Hua, sempre e comunque, una persona divisa a causa di proprio di queste differenti influenze sulla sua vita. Per dare forma a questa sua riflessione, Lou Ye ha affidato la spettacolarità, non tanto ai colpi di scena di una storia via via prevedibile, ma alla dirompente silenziosità dei corpi. In queste occasioni, frequenti e decisive, sarebbe stato forse necessario una maggiore libertà di sguardo, una minore meccanicità nel girare. Love and bruises

Appare interessante il doppio registro sul quale viaggia il film. Abbiamo che un autore cinese ha realizzato un film nel cuore della vecchia Europa e che il film racconti la storia d’amore tra una cinese ed un europeo (sembra essere eliminato nel film qualsiasi riferimento alle origini magrebine del protagonista cui da il volto un convinto Tahar Rahim). Questo doppio incrocio tra oriente e occidente, sembra iniettare, nel consueto meccanismo della storia d’amore, nuova linfa e una inusuale forma nell’esprimersi dei sentimenti. Lou Ye coglie l’opportunità del confronto tra le due culture e contrappone al concetto di possessione occidentale l’ardita concezione sessuale dell’oriente. Il film, sotto questa luce, esalta la materialità sessuale, una certa “violenza” nel rapporto, l’incontro dei corpi sottolineando la componente erotica affidata all’affascinante Corinne Yam, ma senza trascurare la durezza espressi di Tahir Rahimi.

Lou Ye, con un’operazione che non può essere criticata, sceglie di “aggredire” sempre i suoi protagonisti, e di girare un film i cui primi piani sembrano a tratti togliere il respiro, diluendo la tensione nel finale che è dedicata alla riflessione di Hua. Qui il film sembra richiudersi su se stesso, sulle singole vite dei protagonisti, sui loro corpi questa volta solitari. Questa solitudine diventa sgomento e Lou Ye ha il coraggio di offrire un finale aperto, ma addirittura in cui il futuro di Hua e Mathieu diventa impronosticabile. Il melodramma può continuare.

 

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