#Venezia79 – Bones and All: incontro con Luca Guadagnino e il cast

Bones and All è il nuovo film di Luca Guadagnino, presentato in concorso a #Venezia79. Insieme a lui in conferenza stampa anche le giovani star Timothée Chalamet e Taylor Russell.

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“Nella mia vita, fin da quand’ero ragazzino e volevo fare cinema, ho ragionato a lungo sul paesaggio americano, sull’immaginario del cinema americano, da cui sono stato profondamente influenzato e formato. […] L’occasione si è manifestata in maniera imprevista e familiare quando Dave (Kajganich), che ha scritto questo straordinario copione, me l’ha fatto leggere. […] E quando ho letto la sceneggiatura era inevitabile per me vedere nella storia di questi drifters e di queste identità alla ricerca di una forma di possibilità nell’impossibile un qualcosa che mi attraeva profondamente e quindi, in maniera molto naturale, tutto questo si è compiuto.”

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Con queste parole si apre la conferenza stampa di Bones and All, uno dei film più attesi della 79esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ultima opera di Luca Guadagnino che, dopo il grande successo di Call Me by Your Name, riporta sul grande schermo la giovane e acclamata star Timothée Chalamet. Presenti per l’occasione, oltre al regista e all’attore, anche il produttore Lorenzo Mieli, la produttrice Teresa Park, l’attore Mark Rylance, le attrici Taylor Russell e Chloe Sevigny, il produttore e sceneggiatore Dave Kajganich e il distributore Massimiliano Orfei.

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Un incontro, iniziato con diversi minuti di ritardo a causa del bagno di folla che attendeva il cast al Lido, che offre numerosi spunti di riflessione. Tra questi la tematica della dimensione comunitaria insita nel film, volto a scandagliare le difficoltà nel riuscire a trovare una nostra tribù, cioè persone come noi, che possano comprenderci e accoglierci.

Una ricerca che, ammette la giovane Taylor Russell, è per lei ancora agli inizi e destinata a evolversi nel tempo: Ho qualche persona speciale nella mia vita a cui sono legata, ma credo di stare ancora cercando. Questa è la bellezza di continuare a muoversi sulla Terra: trovare sempre più persone con cui senti di avere una relazione profonda.”

Ragionamenti di natura identitaria che coinvolgono lo stesso Luca Guadagnino, interrogato sulla propria percezione di sé e sulle proprie ambizioni cinematografiche: “Se sapessi chi sono, forse sarei anche annoiato da me stesso. La mia ambizione è quella da un lato di poter avere il controllo del lavoro che faccio, il controllo sul meccanismo della messa in opera e contemporaneamente abbandonarmi al piacere assoluto di lavorare con amici, persone che fanno parte della mia famiglia da tanti anni e che contribuiscono in maniera profondo con la loro straordinaria creatività a creare quello che è il risultato di un lavoro collettivo.”

Al centro di Bones and All dunque l’isolamento e la voglia di superamento dello stesso; ma, al contempo, anche il peso del giudizio degli altri che spesso grava sulle nostre scelte. Argomenti a cui Russell e Chalamet sottolineano la propria vicinanza:

T.Chalamet: “Il termine marginalizzato è fondamentale. Credo che tutti durante la pandemia abbiamo provato un isolamento sociale profondo e essendo da soli abbiamo avuto bisogno di contatti per sapere chi siamo.”

T. Russell: “Io ho un fratello di 19 anni e pensando a lui in questo mondo mi accorgo come il giudizio e l’opinione degli altri sia così spaventoso ogni giorno, così drastico, così severa. La speranza è quella di trovare il proprio equilibrio in tutto ciò e sembra difficile oggi; non so quale sarà il futuro.”

Futuro, e presente, che per Chalamet, produttore oltre che attore dell’opera, sembra invece ormai ben delineato: “Ringrazio Luca (Guadagnino), è stato quasi un padre con me, mi ha guidato. Spero di continuare su questa strada e fare anche cose in cui io non ci sono, portare sullo schermo nuove voci e personaggi.”

C’è spazio, infine, anche per una piccola battuta relativa alla colonna sonora, la cui scelta viene scherzosamente analizzata da Dave Kajganich: “Ho trovato una scatola di musicassette di quando ero un teenager. Quelle che mi facevano ridere e piangere le ho inserite nella sceneggiatura.”

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