We wish you a Gerry Christmas

Uscito l’8 dicembre, Gerry Christmas porta la voce di Gerry Scotti, eletto personaggio memetico dell’anno, nelle più famose canzoni natalizie. Un’operazione che forse va oltre la semplice goliardia

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Michael Bublè mi fa una p**pa.
cit. Gerry Scotti

Chiunque si diletti con la cultura memetica su internet sa che quest’anno Gerry Scotti ha avuto pochi rivali. Nel momento in cui sono spopolati gli strumenti in AI in grado di contagiare immagini e canzoni con altri volti e altre voci, il conduttore è diventato una sorta di spirito guida. Su Instagram, la pagina Thousandgerry, autoproclamatasi CEO del Gerryverse, si è divertita a mettergli in mano una spada laser di Star Wars, a fargli prendere il posto di Mr. T in A-Team o trasformandolo nel faraone TuthanGerry. La straordinaria pervasività della sua presenza lo ha anche portato a trionfare, a novembre, ai Meme Awards 2023 in quanto personaggio dell’anno.

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Sembra, allora, quasi una conseguenza naturale Gerry Christmas, l’album di Natale realizzato con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. D’altronde, nei mesi scorsi ci siamo sempre più abituati ad accoppiamenti improbabili, come Johnny Cash che canta I’m a Barbie Girl. Non è la prima volta che viene utilizzata l’AI a fini creativi in ambito musicale, ma è sicuramente un segnale chiaro di come il pubblico mainstream si stia abituando sempre più velocemente al suo utilizzo, che diviene sempre più accessibile. Più grande sarà la massa di audio utilizzata per allenare il programma, migliore sarà il risultato. Per creare Gerry Christmas sono state utilizzate, quindi, le migliaia e migliaia di ore di registrazioni televisive del conduttore. Oltre ciò, Gerry Scotti ha dovuto leggere numerose pagine di testi in inglese, la lingua originale dei pezzi da registrare, che variano da Last Christmas degli Wham! a Blue Christmas di Elvis Presley.

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Una trovata di mercato, certo, ma Gerry Christmas apre anche a spazi di riflessione. Pensiamo anzitutto al successo di Gerry Scotti su internet. È, infatti, un caso illuminante di post-divismo. La scelta di innestarlo ovunque sotto forma di meme non è dipesa minimamente dal conduttore, che non si sarebbe nemmeno potuto ribellare davanti a questa ondata di contenuti assurdi. Anzi, facendosi un giro sul suo profilo dedicato ai meme, diventa chiaro come, nel momento in cui il personaggio cerca di controllare questo flusso, il risultato sia molto meno efficace. La manipolazione del materiale originale e d’archivio, inoltre, diviene sempre più profonda e smaliziata. Un cambiamento che spaventa alcuni ed entusiasma altri. Reazioni opposte, come tra chi apprezza e chi detesta l’immancabile voce di Mariah Carey che intona All I Want for Christmas is You. Dall’8 dicembre, data della pubblicazione di Gerry Christmas da parte di Warner Music, c’è però una versione goliardica che forse potrà soddisfare entrambe le fazioni davanti a una fetta di panettone.

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