Argentina, 1985, di Santiago Mitre

Si perde in un’eccessivo discorso ironico, perde di vista le emozioni e la rabbia e riduce la necessità di giustizia in una successione cronologica di fatti. Concorso

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Nel 1985 in Argentina è successo qualcosa di eccezionale. La giustizia ordinaria è stata chiamata infatti a mettere sotto accusa il regime militare, dopo la sua defenestrazione e la salita al potere di Alfonsin. Santiago Mitre decide di raccontare di quelli che sarebbero diventati nel giro di un anno degli eroi: il procuratore Julio Strassera, il suo assistente Moreno Ocampo ed il team di avvocati in procinto di cambiare la storia recente del paese, per indirizzare i primi passi della democrazia restaurata. Segue una ad una le fasi del processo fino ad arrivare al banco dei testimoni, chiamati a rivivere l’orrore dei sequestri, delle torture e degli omicidi, ed i colpevoli allineati, arroganti e compatti in una difesa corporativa.

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La lettura degli eventi di Mitre ha un tono poco tragico, come se per lui, all’epoca soltanto un bambino, l’unica possibilità di guardare ed elaborare il passato sia colorando la realtà di ironia. Un modo per tornare al principio, per fissare il punto da dove è partita la necessità di trovare e ridurre in carcere i responsabili di tanta sofferenza, e dare avvio ad una ricerca non ancora finita. La rappresentazione non può che passare da un burocratico e mastodontico lavoro d’ufficio, condizionato da fortissime pressioni e tentativi di insabbiamento, e dal ruolo di un’opinione pubblica influenzata da giornali, radio e televisioni. Quello che ad Argentina, 1985 film sembra interessare è ricostruire una transizione, un passaggio di consegne avvenuto grazie ad un cambio generazionale, l’incoscienza ed il coraggio di un gruppo di giovani sotto la guida di un uomo esperto, gli unici disposti a seguirlo, sfidando intimidazioni e minacce, insieme alla sua famiglia. La sfera privata si raccorda con la sfera pubblica tra le mura di casa, attraversate dall’onda della situazione. Ma anche è soprattutto dove il pericolo per i propri cari ha i connotati della paura ed il coraggio costa caro. Il regista rispetto a Il presidente sceglie un clima meno acceso di tensione, ma resta nei margini di un cinema di impegno politico e civile. I tiepidi momenti drammatici sono sfumati nei dialoghi convenzionali e nella musica di puro intrattenimento. Peccato che l’aspetto comico nell’equilibrio generale diventi il più riuscito, e metta in ombra gran parte del copione. Gli sviluppi della vicenda, l’entusiasmo, la trepidazione prima del verdetto, la parole commoventi di una vittima, tutto viene edulcorato in un insieme privo di emozione. Argentina, 1985 resta sospeso tra due mondi, e nel limbo pesca soltanto una successione dei fatti che rischia di banalizzare.

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Titolo originale: id.
Regia: Santiago Mitre
Interpreti: Ricardo Darín, Peter Lanzani, Alejandra Flechner, Santiago Armas Estevarena, Laura Paredes, Claudio Da Passano, Gina Mastronicola, Carlos Portaluppi, Héctor Diaz
Distribuzione: Prime Video
Durata: 140′
Origine: Argentina, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
Sending
Il voto dei lettori
3.27 (11 voti)
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