#Berlinale70 – Effacer l’historique, di Delépine & Kervern

I protagonisti dei film della coppia Delépine e Kervern sono sempre delle figure rimaste indietro rispetto agli altri. Poco rispettate, con una situazione difficile alle spalle, ma con una voglia di fuga e di riscatto. In Effacer l’historique ci sono tre personaggi dipendenti, praticamente ricattati, dai social media. Marie ha sempre il telefono in mano e ha paura di perdere il rispetto del figlio a causa di un sex-tape. Bertrand non riesce a evitare le chiamate commerciali e intanto sta cercando di difendere in ogni modo la figlia dal bullismo online. Infine c’è Christine, che ha perso tutto a causa della sua dipendenza dalla serie tv e la sua attività come autista di Uber non riesce a decollare a causa delle recensioni negative. Uniscono le loro forze per dichiarare guerra ai giganti della tecnologia. Hanno lo stesso sentimento di rivalsa delle lavoratrici licenziate da una fabbrica guidate da Louise che ingaggiano un killer per far fuori il loro ex-capo in Louise-Michel. Inoltre il loro viaggio alla ricerca della giustizia, tra Palo Alto e le Mauritius, somiglia a quello a quello di Mammuth (Gérard Depardieu) che in sella alla sua vecchia moto si mette alla ricerca di ex-datori e colleghi di lavoro.

Se in questi film dominava una dimensione grottesca dove i personaggi erano guardati con un certo distacco e con un occhio più antropologico, da Saint amour c’è stata una prima svolta dove la loro anarchia è diventata più autentica. Effacer l’historique è un ulteriore salto in avanti. È un film che riesce a unire follia e malinconia. Una tale istintiva scorrettezza oggi non si vede neanche nelle commedie statunitensi. Il nuovo film di Delépine e Kevern può ricordare per certi aspetti il cinema dei fratelli Farrelly tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000. Anche questi protagonisti si trovano catapultati in una vita che non sembra appartenergli. Cercano di difendersi con le forze che hanno a disposizione. Bertrand che ruba il telefono all’amica della figlia. Marie che va a Palo Alto per ribellarsi ai potenti dei social ma cerca anche un contatto nascosto di notte con il figlio dopo essersi ubriacata. Christine che è vittima della sua fragilità in ogni gesto. La sua è una delle battute più autoironiche e spietate del film (“Mio marito se ne è andato dopo House of Cards).

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Effacer l’historique sogna di tornare a un mondo (e anche un cinema) pre-digitale, come in tutta la parte finale con telefoni e cavi finti dove ci si parla a pochi metri di distanza o una conchiglia magica messa all’orecchio da Bertrand dalle Mauritius. Il comico e il tragico sono le due facce della stessa medaglia. Si può vedere nella scena del fattorino (il cameo di Benoît Poelvoorde) che va in crisi dopo che inavvertitamente Marie ha rovesciato il caffé sul suo foglio delle consegne. Una schiavitù che riporta dalle parti dell’ultimo Loach di Sorry We Missed You. E ancora, è un cinema che non si ferma davanti a niente. Basta l’immagine diell’uomo che cerca di suicidarsi in macchina con un tubo che è Michel Houellebecq, l’autore di Le particelle elementari. O anche il fugace video della figlia di Bertrand bullizzata. I protagonisti, più che seguire le caratteristiche dei loro personaggi, portano dentro il film soprattutto le loro reazioni emotive. Denis Podalydès, Blanche Gardin e Corinne Masiero sono tutti e tre perfetti. Gran parte dei dialoghi sono già scritti nelle loro espressioni.

 

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La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4.5 (2 voti)