Bif&st. Ultimo giorno. I premi, Woody Allen e l'elettrauto Sciascia

“L’elettrauto Sciascia”. Ad Andrea Camilleri poteva riuscire la costruzione di un’immagine che, di certo, va spiegata. È l’ultima giornata di Bif&st e, sul palco del Teatro Petruzzelli , si svolge un incontro che ha nel racconto della mafia il comune denominatore. Lo scrittore Camilleri, intervistato da Pif, regista de La mafia uccide solo d’estate, sui film tratti dai romanzi di Leonardo Sciascia, subito dopo la visione di A ciascuno il suo di Elio Petri con Gian Maria Volonté. Praticamente i vettori plurimi di questo festival che ha puntato sul confronto,  soprattutto tra generazioni, e che quest’anno ha ricordato proprio Volonté a vent’anni dalla scomparsa.

Ogni volta che leggo tre pagine di Sciascia, mi ricarico, per me è come andare dall’elettrauto, l’elettrauto Sciascia”, scherza Camilleri che ricorda anche della volontà dello scrittore siciliano di restar fuori sempre dalla scrittura delle sceneggiature, scelta per lui condivisibile. E, poi, della non facile accessibilità dei suoi romanzi per il cinema: “Erano molto complessi, si rischiava di dire troppo o troppo poco. Sciascia conosceva benissimo il meccanismo del giallo, i suoi libri erano perfetti”. E quando Pif, da siciliano a siciliano, gli chiede lumi su una critica che gli  è stata mossa all’uscita del suo film ovvero di aver per l’ennesima volta associato la mafia alla Sicilia, Camilleri taglia corto: “La mafia esiste, esiste e allora bisogna parlarne. Altrimenti si fa come quel cardinale che diceva che era un’invenzione della stampa. Allora tutta quella gente chi l’ha ammazzata, i fulmini?”.

Un altro incontro generazionale, in fondo, si compie anche nell’ultima anteprima internazionale del Bari International Film Festival, il nuovo film firmato da John Turturro e da lui interpretato insieme a Woody Allen: Fading Gigolò- Gigolò per caso, in uscita in Italia il 17 aprile.  Fioravante e Murray si conoscono da sempre, l’uno commesso molto solo e diviso tra svariati lavoretti e l’altro titolare di una libreria di testi rari costretta a chiudere per mancanza di clienti. E’ allora che Murray(Allen) si inventa per Fioravante (Turturro) un nuovo mestiere da gigolò per signore ricche e stanche (comprese Sharon Stone e Sofia Vergara), senza prevedere l’inciampo nell’innamoramento per una bella vedova ebrea (Vanessa Paradis) che gli scatena contro gli strali della comunità. Un film a metà: metà commedia del sentimento alla Turturro, metà commedia di parola alleniana. La somma non fa risultato. 

E, dopo il film, le premiazioni. In Panorama Internazionale ad aggiudicarsi Il Premio Internazionale al miglior regista, secondo una giuria di 30 spettatori  presieduta da Francesco Bruni, è il georgiano Zaza Urushadze, autore del toccante film pacifista Tangerines.

È, invece, una giuria espressa dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) a determinare i premi del concorso ItaliaFilmFest/ Lungometraggi. Cinque premi vanno a Il capitale umano di Paolo Virzì,  per il miglior regista, la migliore sceneggiatura (di Virzì, Bruni e Francesco Piccolo), il migliore attore protagonista (a Fabrizio Gifuni), la miglior attrice non protagonista (a Matilde Gioli) e il miglior montatore (Cecilia Zanuso). Il miglior produttore è Gianluca Arcopinto per L’amministratore di Vincenzo Marra e La mia classe di Daniele Gaglianone. Antonio Morabito è premiato per il miglior soggetto del suo Il venditore di medicine. Di Song ‘e Napule dei Manetti Bros sono premiati il migliore attore non protagonista (Carlo Buccirosso) e le migliori musiche (a Pivio e Aldo De Scalzi). Migliore attrice è Valeria Golino per Come il vento di Marco Simon Puccioni, film che fa suo anche il premio per il migliore direttore della fotografia (Gherardo Gossi). Migliore scenografia quella firmata da Giancarlo Basili per L’intrepido di Gianni Amelio e migliori costumi quelli di Maria Rita Barbera per il film di Daniele Luchetti, Anni felici.

L’appuntamento con il Bif&st per il prossimo anno è dal 21 al 28 marzo 2015.