Dolph Lundgren: i 5 migliori match

Sono passati molti anni da quando Ivan Drago faceva il suo ingresso sui ring di combattimento. Trentaquattro per la precisione, e in questi tanti anni sono molte le volte in cui Dolph Lundgren, classe 1957, ha dovuto lottare contro qualcuno che non fosse Rocky Balboa/Stallone. Ma i tempi sono cambiati ed è questo il momento per Ivan Drago di ritornare sulla scena in Creed 2 e, seppur invecchiato e appena appena appassito, continuare a portare in alto il nome della Madre Patria Russia.


Allora ci viene facile iniziare a pensare a cosa abbia fatto Dolph Lundgren in questi lunghi anni che son seguiti a Rocky IV. La filmografia è molto lunga e colma di action movie, in cui compare anche come regista in tempi recenti (da non perdere è Command Performance, del 2009). Ma tra la sua speciale linea di integratori alimentari e le palestra che più ama frequentare c’è molto che non sappiamo su questo strano divo abituato alle retrovie nelle foto di gruppo dei Mercenari.
Ad esempio in pochi sanno che Dolph, nonostante la montagna di muscoli che si porta sulle spalle sia un facile appoggio per certi pregiudizi, è laureato al MIT con un master in ingegneria chimica e pare avere un quoziente intellettivo di 160. Un astro nascente dell’accademia destinato invece a rimanere sempre vivido tra i nostri ricordi per solo 5 parole.

I. Rocky IV

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Ma cosa lo porterà allora dai laboratori universitari a recitare la battuta che lo renderà famoso in tutto il mondo? Erano gli anni ’80 e mancava poco così prima che questo diventasse il genere più amato dalle nuove generazioni, fino a plasmarle completamente. Dolph era a New York, erano gli anni di Grace Jones e della Factory di Warhol e in quel momento decise che affacciarsi ai riflettori di Hollywood fosse più semplice e remunerativo che lavorare nell’ambito della chimica, specialmente se sei svedese, alto due metri e hai un fisico che farebbe invidia ai bronzi di Riace. 

 

Ma dopo aver dato vita, insieme a Stallone, ad uno dei cult più citati e ricordati di sempre, che intreccia il pugilato con la Guerra Fredda e, a detta di Dolph, anche con il mito di Frankenstein, Lundgren non è riuscito a svincolarsi da quell’immagine che Hollywood gli aveva cucito su misura. Perciò inghiottiamo insieme qualche pillola di purissimo cinema pop(olare) e andiamo a vedere alcuni dei migliori match di Dolph Lundgren.

II. I dominatori dell’Universo

Primo in ordine cronologico (1987) troviamo I dominatori dell’Universo, film in cui Gary Goddard andava a riprendere la storia del celebre cartone di He-Man. Eccolo combattere contro il leggendario Skeletor di Frank Langella.

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III. Resa dei conti a Little Tokyo

Con Resa dei conti a Little Tokyo Dolph, al fianco di Brandon Lee, riesce a dare mostra delle sue capacità in un film diretto dal professionista Mark L. Lester. Forse merito anche delle reali rivalità createsi sul set tra i due protagonisti, ben oltre quelle previste dallo script.

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IV. Universal Soldier

L’anno dopo, 1992, nel primo film della saga Universal Soldier, tenuta a battesimo da Roland Emmerich, veste i panni di un sergente morto in Vietnam e risorto come guerriero zombie al fianco di Jean-Claude Van Damme. Ma è solo nel sequel del 2009 che le due star del cinema marziale verranno al corpo a corpo.

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V. Don’t kill it

Non mancano altri titoli pregevoli (o curiosi come la prima trasposizione di The Punisher o il film di Giulio Base L’inchiesta) nella filmografia di Lundgren, dal BlackJack di John Woo al predicatore di Johnny Mnemonic fino a piccoli cult come Caccia Mortale o Arma non convenzionale. Ma ci piace chiudere con un film in cui, come altre star dell’action giunte all’anno 2000, il caro Dolph prende in giro amabilmente la propria stessa icona, ritrovandosi a combattere contro un antico Demone piombato in una cittadina dell’Alaska, nell’horror-comedy Don’t kill it (2016).

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Ma è il 2018 per lui il vero anno della ribalta, con la scritturazione nel nuovo Creed e lo strepitoso apporto ad Aquaman. Dolph si presenta sempre più carico per tornare sul quadrato di Hollywood. Così come ha fatto capire intervenendo nello show di Stephen Colbert.

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