FKFF 21 – K-Woman: Incontro con Yim Soon-Rye e July Jung

Durante la masterclass al Florence Korea Film Festival le due registe hanno parlato di scrittura, influenze artistiche e diversità di genere nell’ambiente cinematografico

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Le due registe coreane Yim Soon-Rye e July Jung sono state protagoniste della masterclass K-Woman, al Florence Korea Film Festival. Le cineaste, di generazioni differenti, hanno parlato del loro modo di fare cinema, autoriale e produttivo, e di cosa voglia dire per le donne fare cinema in Corea. Yim Soon-Rye è una regista e autrice classe ’61, conosciuta in patria soprattutto per Waikiki Brothers del 2001, un dramma agrodolce che racconta il mondo di alcuni amici che decidono di fondare una band. Il suo ultimo lavoro è The Point Man (2023). Inoltre è la prima regista donna coreana a distribuire un film in Italia: The Little Forest del 2018.

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July Jung nasce nel 1980, è al suo secondo film (il primo, A girl at my door, era prodootto da Lee Chang-dong), peraltro presente al FKFF 2023, Next Sohee (2022). Le due cineaste condividono poco in termini filmici ma entrambe hanno sulle spalle una vasta formazione accademica cinematografica che ha permesso loro di approdare ai differenti modi di fare cinema fuori dalla penisola coreana.

E parlando proprio di inizi e approcci, Yim Soon-Rye racconta della difficoltà nell’arrivare a film non coreani, negli anni ’80. All’epoca era molto difficile vedere film che non fossero coreani, le uniche cose che riuscivo a trovare erano grazie all’Istituto Culturale della Germania. Erano film tedeschi oppure film francesi grazie all’Istituto Culturale Francese. Poi era molto facile guardare film di Hong Kong, e comparandoli con quelli francesi ho notato una differenza, il focus era molto più incentrato sull’autore. Notando queste differenze ho iniziato a far crescere il mio sogno e la mia visione personale, arrivando fino a qui. July Jung invece risponde: Da quando ero bambina mio padre aveva questa passione verso e i film e moltissime videocassette. Quando mio padre usciva la mattina per andare a lavoro io restavo a casa a vedere film. Poi crescendo, ho scelto di frequentare l’indirizzo di Informazione e Cinema, proseguendo con un master sempre di Cinema. Dai miei 21 fino ai 29 anni li ho passati studiando Cinema, purtroppo appena conclusi gli studi non si è immediatamente dei registi. Quindi andai in vari set per chiedere di lavorare ma venivo rifiutata, in quanto donna e troppo avanti con l’età. Allora ho pensato che il modo migliore per iniziare a dirigere i miei film fosse scrivermeli e trovare i fondi autonomamente.

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Parlando del modo di affiancarsi al cinema Yim Soon-Rye, avendo studiato anche a Parigi, racconta che, come detto in precedenza alla fine degli anni ottanta non era semplice vedere film d’autore in Corea. Sono andata in Francia per studiare il cinema francese ritrovandomi poi a studiare film giapponesi e cinesi, oltre che italiani e europei. È stata proprio questa diversità a plasmare una mia visione d’insieme.

A July Jung invece viene chiesto come degli esempi di grandi registe abbiano aiutato il suo percorso e la sua voglia di fare film. A differenza di Yim Soon-Rye quando io ho studiato cinema c’erano già molti più modi per entrare in contatto con le diverse cinematografie. Alcuni di questi erano proprio i film di Yim Soon-Rye, tra i tanti proprio Waikiki Brothers. Guardandolo mi sono detta “allora anche in Corea è possibile fare questo genere di cinema”.

Le registe sono ormai del punti di riferimento nel cinema contemporaneo Coreano. Nel Cinema e nelle arti visuali, lo sguardo d’autrice quanto e come conta, se conta, rispetto al loro sguardo e i loro film in ambito produttivo e artistico? July Jung dichiara che come già affermato prima il mio inizio da regista deriva anche dai molti rifiuti che ho subìto sui set. Ormai sono passati quindici anni e molte cose sono cambiate, mi sento di dire in meglio. Una riflessione che faccio in questo periodo è che nell’ambiente Coreano i film diretti da regista donna con protagonista una donna purtroppo non sono il mainstream. Eppure negli ambienti accademici e universitari le donne sono la maggioranza, e logicamente dovrebbero quindi avere più possibilità di accesso ma purtroppo non va così. Facendo un confronto con l’ambiente televisivo la regista prosegue: In effetti è vero, è un mondo diverso. Nei K-drama sono presenti molte protagoniste donne, e continuano ad avere  molto successo.

Yim Soon-Rye invece risponde: credo che un fattore da considerare sia il pubblico. Magari desiderano vedere un certo tipo di prodotti già testato e sicuro, il thriller per dirne una. Le registe donne invece hanno una differente tendenza a livello di contenuti. A livello produttivo invece durante le proposte e i casting essere una donna è uno svantaggio. Se sei un regista uomo può essere più facile arrivare a un accordo, magari mentre si beve qualcosa al bar o durante una partita di golf. C’è ancora un po’ di cultura patriarcale, che va a intaccare il nostro lavoro di ricerca di fondi. Anche i produttori che vogliono grandi incassi tendono a prediligere registi uomini. Io mi auguro che nel futuro molte registe donne abbiano voglia di creare film crudi, pieni di massacri e di violenza che vendano tanto.

Ma durante questa masterclass il momento più interessante è sicuramente quello in cui si parla di scrittura e stesura di una sceneggiatura. Dal pubblico viene infatti chiesto come le due autrici affrontino questa fase e se anche a loro capiti di cambiare continuamente alcuni punti in fase di scrittura. July Jung risponde: Non posso dire come sarà in futuro, però posso dire che finora il mio metodo è scrivere con le idee chiare, e una conclusione definita. Ma non è corretto parlare di conclusione, parlerei più di uno scopo. Infatti mentre scrivo molti aspetti della storia subiscono dei cambiamenti.

Non mancano degli aneddoti parecchio curiosi. Yim Soon-Rye infatti racconta di quando, recatasi in Giordania per girare The Point Man, in piena pandemia, sia riuscita ad ottenere i permessi dal governo per girare nel deserto solo grazie alla Principessa giordana, che grande fan della star Hwang Jung-Min ha concesso di realizzare il film.

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