Frammenti di un percorso amoroso, di Chloé Barreau

Un viaggio sentimentale attraverso la memoria degli amori del passato, tra Roma e Parigi, che riesce a non scivolare nella tentazione narcisistica e offre senza pudore la propria nudità interiore.

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Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? Chloé Barreau si interroga su innamoramento e amore con un documentario che utilizza le proprie registrazioni d’epoca. Tutte le relazioni sentimentali dagli anni ’90 agli anni 2000 riversate su VHS e riproposte ai diretti compagni e compagne in forma di intervista. Che impressione fa leggere una lettera d’amore? Che cosa si prova a riaprire porte del passato che erano state chiuse a tripla mandata?

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Frammenti di un percorso amoroso viaggia tra Parigi e Roma nel tentativo di voltarsi indietro e fare il punto sull’importanza delle relazioni amorose sul proprio sguardo d’artista e sul vissuto personale. Quello che è certo è che gli amanti di Chloé non si sono tirati indietro e hanno dato il consenso a raccontare la storia dal proprio punto di vista. La maggior parte di loro è grata, per qualcuno è stata la relazione più importante della vita, qualcun altro ha deciso di fuggire intuendo la pericolosità di un processo tossico di dipendenza affettiva. Sébastien, Jeanne (l’attrice Jeanne Rosa), Laurent, Ariane, Rebecca (la regista Rebecca Zlotowski), Jean-Philippe, Anne, Anna (l’attrice Anna Mouglalis), Bianca, Marco, Marina e infine Caroline passano attraverso le immagini sgranate VHS che contrastano con quelle digitali del presente.

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In qualcuno leggiamo malinconia, altri hanno qualche dolore in più disegnato sul viso e la voce incupita dal fumo, in altri aleggia la sensazione che il meglio sia passato e non si possa più tornare indietro. Le immagini di Roma e di Parigi fanno da sfondo a questa bulimia sentimentale che è soprattutto fame di vita. Voglia di sperimentare, di viaggiare, di trovarsi in posti dove non si è mai abitato, di essere liberi. Chloé Barreau sembra avere assorbito tutte queste esistenze vampirizzandole ma donandosi anch’essa anima e corpo. Il ricordo delle notti di passione è a volte pudico, a volte generoso in dettagli. Alcol, canne, sesso, viaggi organizzati all’ultimo secondo, tradimenti, doppi tradimenti. Il corpo nudo degli amanti è il limite da varcare per ogni esplorazione dell’io come una seduta psicoanalitica in cui la parte più importante avviene tra le lenzuola. È proprio Caroline nella lettera finale a riassumere splendidamente il senso di tutte queste intermittenze del cuore, il significato di una memoria capace di fissare attimi d’eternità. E, al contrario di quanto dice Pessoa, le lettere d’amore non sono ridicole ma fanno commuovere.

Presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Giornate degli autori, Frammenti di un percorso amoroso è un viaggio sentimentale attraverso la memoria degli amori del passato allo scopo di ricostruire un percorso identitario. Riesce a non scivolare nella tentazione narcisistica e offre senza pudore la propria nudità interiore con una scandalosa esposizione, con più di un riferimento all’alfabetizzazione del discorso amoroso di Barthes. Chloé Barreau usa se stessa come uno specchio per indagare la propria identità sessuale e quella di coloro che gravitano nella sua magnetica aurea seduttiva. Ha lasciato sicuramente un’orma nelle vite altrui e le esistenze degli altri compongono la sua vita come opera d’arte. E alla domanda iniziale della regista adolescente se è meglio amare od essere amati rispondiamo con le parole di David Leavitt dal romanzo La lingua perduta delle gru: ”Ciascuno, a modo suo, trova ciò che deve amare, e lo ama, la finestra diventa uno specchio; qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo”.

Regia: Chloé Barreau
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 95′
Origine: Italia, 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
3.5 (2 voti)
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