Un action thriller che parte da un evento reale per imbastire una lunga corsa contro il tempo. Teso, avvincente e con l'ottima interpretazione di Carolina Yuste che fa decollare il film
Un film autenticamente sovversivo con una regia in stato di grazia e con Nicholson in uno dei migliori ruoli della sua carriera. Al cinema da oggi a mercoledì in versione restaurata
Da Nido familiare a Il cavallo di Torino, ripercorriamo le tappe fondamentali del cinema del grande regista ungherese, scomparso lo scorso 6 gennaio a 70 anni
Vincitore del 50° Laceno d'Oro, il cineasta serbo imbastisce un'opera che è una riuscita rappresentazione del potere della memoria come forza di resistenza contro ogni forma di prevaricazione
Un viaggio infinito attraverso un universo che non sembra più avere immagini originali da offrire fotografato splendidamente da Robby Müller. Il vero film è in questo director's cut. Al cinema da o
Un racconto semi-favolistico con una prima parte molto riuscita evidente anche nel notevole rigore nelle ricostruzioni d'epoca, ma poi il film preferisce stemperare l’ironia con il dramma
Nonostante certe soluzioni semplici e simbolismi facili, il film ha il pregio di sollevare il problema del suicidio assistito. Notevole la performance di tutti gli attori
Il documentario analizza il segmento ascendente della parabola dell'attore romano inframezzando i tanti film interpretati con interviste a Mollica, Montaldo, Celestini, Piovani.
Un’opera avveniristica che cambierà le frontiere del film d’animazione e che dopo più di cinquant’anni è ancora attuale e continua ad influenzare generazioni di artisti e cineasti. Da oggi al
Una favola moderna con la leggerezza di una regia ispirata che mescola sapientemente antico e moderno utilizzando la storia d’amore dei due protagonisti come forza esplosiva di cambiamento.
Un grandissimo horror filosofico che medita sul potere diabolico della macchina-cinema. Amatissimo da Martin Scorsese ma massacrato dalla critica alla sua uscita. Dal 6 in sala in versione restaurata
Un colpo d’ascia del cineasta al mezzo televisivo e riporta il suo Cinema ai temi di Eraserhead. Una riuscita sperimentazione, un requiem perfettamente ritagliato sulla protagonista. Da oggi in sala
Il film del regista tedesco che racchiude tutti i suoi temi e movimenti. Tra i momenti più alti di tutto il suo cinema. Grand Prix Speciale al Festival di Cannes. In sala in versione restaurata.
Via crucis esistenziale di un disadattato che vede svanire le proprie speranze di cambiamento. Tra i film preferiti di David Lynch. Da ieri al cinema distribuito dalla Cineteca di Bologna
Basato sul libro di Marcel Marnat, cerca di condensare in 120 minuti tanto materiale narrativo e talvolta si lascia prendere la mano inciampando nella retorica. Ma ha un'ottima parte finale
Un'opera prima che nasce da una forte componente autobiografica, molto riuscita nel mostrare l'alchimia tra madre e figlia ma segnata anche da un'eccessiva semplificazione del materiale trattato
Segna un preciso distacco dalle regole dogmatiche per esprimere il proprio sguardo disilluso sul mondo. Tra i film più belli di tutto il suo cinema. Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes
Un film drammatico in cui fa capolino un certo umorismo yiddish, spesso vitale, tra Suleiman e Almodóvar ma più superficiale nella caratterizzazione dei personaggi secondari, con un finale prevedibi
Dal romanzo di Burgess, un monolito della modernità, totem di un racconto satirico socio-politico che ha fondato un nuovo genere ed è stato riprodotto e imitato.
Dal Sicilia Queer Film Fest 2025, un documentario che attraverso la narrazione dell’esistenza di Roland Loomis/Fakir Musafar apre una profonda riflessione sul significato della body art
Il film della regista austriaca è un'opera prima promettente che ben amalgama le problematiche adolescenziali con le tematiche queer. Dal Sicilia Queer filmfest
Parte da Éric Rohmer per approdare al pensiero bergmaniano. Caratterizzato da dialoghi chirurgici e da toni umoristici e surreali, è un gran film con uno splendido finale.
Dal best seller di Jasmine Schreiber, un road movie ironico e lugubre che in certi punti scivola sui luoghi comuni e soffre la mancanza di figure di contorno ben definite.
Dopo il mondo della medicina, il cineasta francese approccia l'ambiente scolastico e racconta le vite degli insegnanti senza forzare i toni drammatici o usare particolari espedienti narrativi
Dal romanzo omonimo di Ken Kesey, un film autenticamente sovversivo con una regia in stato di grazia e con Nicholson in uno dei migliori ruoli della sua carriera. Cinque Premi Oscar
Tratto dall'omonima opera teatrale di Peter Shaffer, è una sinfonia visiva ripropone efficacemente il duello tra il genio e la mediocrità. Otto premi Oscar. Da oggi in sala in versione restaurata.
Palma d’oro al Festival di Cannes del 1974, caratterizzato da un incredibile lavoro sul montaggio sonoro fatto da Walter Murch, è il film più personale del regista. In sala in versione restaurata.
Il resoconto tragico di un’infanzia tradita e abbandonata tratto da una storia vera. Funziona meglio quando mostra i protagonisti a contatto con la natura, mentre s'inceppa nella parte moderna.
Un perfetto manuale sul discorso amoroso attraverso le istantanee tra il 31 dicembre e il 1 Gennaio di dieci anni consecutivi. Tra i migliori prodotti seriali usciti negli ultimi due lustri. RaiPlay
Il passaggio dall’essere al non essere sine materia è altamente destabilizzante e il cineasta descrive perfettamente questo sentimento nel cult del cinema australiano del 1975. Da oggi al cinema.
Tra la poesia musicale di Mizoguchi e l’analisi dei rapporti familiari di Ozu, una delle vette di tutto il cinema del maestro giapponese. Da oggi in sala in versione restaurata.
L'opera prima del regista svizzero funziona discretamente anche se non evita luoghi comuni e ridondanze. Superba comunque l'interpretazione di Jeanne Balibar.
Ha frantumato i pilastri del cinema classico e moderno mescolando generi con provenienze diverse con uno stile unico che ha fatto scuola. Un irrinunciabile cult. Palma d'oro al 47° Festival di Cannes
Dal 46° Efebo d'Oro, adattamento del racconto di Henry James, visto attraverso gli occhi del personaggio di Maria do Mar. Il cinema è una bugia a 24 fotogrammi al secondo
Cosa significa fare storia? Se lo chiede Constanze Ruhm, esperta di visual media design, in un doc presentato all'Efebo d'Oro che parte dagli ultimi lavori di Carla Lonzi e dai movimenti femministi