I cieli di Alice, di Chloé Mazlo

Opera prima della regista, dai tratti autobiografici, il film è stato selezionato per la 59esima Semaine de la Critique (Cannes 2020). Superba Alba Rohrwacher.

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I cieli di Alice è il racconto di una donna, di un amore ma soprattutto di una nazione e di una serie di generazioni, scosse nel profondo dal conflitto civile che tormenterà il Libano per 15 anni (dal 1975 al 1990). Chloé Mazlo, al suo primo lungometraggio, prende spunto dalla storia dei suoi genitori libanesi, immigrati in Francia proprio a causa della guerra. Un destino simile ha caratterizzato anche la vita dei genitori di Wajdi Mouawad, canadese di nascita ma con origini libanesi, che qui ha il ruolo del marito di Alice, Joseph. Ad interpretare Alice invece è Alba Rohrwacher, che grazie ad un’interpretazione equilibrata, sobria, ma potente nella riuscita, regala al film un salto di qualità. Nella versione originale l’attrice recita in francese e (in una piccola parte iniziale) anche in italiano, dimostrandosi una delle attrici più internazionali nel panorama del nostro paese.

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Attraverso una tecnica visiva molto particolare, che viene dagli studi di animazione della regista, I cieli di Alice, trasforma una storia apparentemente lineare e semplice in una piccola fiaba. Gli effetti scenici sono deliziosi e nella prima parte del film trasformano Alice in una sorta di Amélie Poulain, tra cuori che pulsano nel petto e scenari immobili davanti ai quali si muove la protagonista. Come in un film di Michel Gondry, tutto sembra sospeso tra sogno e realtà e la vita di Alice è a tutti gli effetti un sogno, almeno all’inizio. Cresciuta in Svizzera, la giovane sente il bisogno di strappare le radici che la legano alla sua terra di origine. Lo farà letteralmente, in una spettacolare sequenza nella quale taglia via con le forbici delle radici arboree cresciutale sotto le scarpe, dopo aver avvisato i genitori di non voler più tornare dal Libano. Trasferitasi a Beirut per lavorare come ragazza alla pari, Alice incontra quasi subito Joseph, con cui sin da subito prova un fortissimo amore. Fanno una figlia, che arriva dal cielo su una cicogna. Ma siamo soltanto nei primi venti minuti del film. Infatti questa è soltanto una sorta di piccola introduzione, a quella che sarà la progressiva distruzione del sogno che Alice si è ritrovata a vivere in così poco tempo.  Il poco spazio dedicato a questa parte sembra stonare da un punto di vista tecnico, lo spettatore nota uno sbilanciamento che può risultare fastidioso. Non si tratta soltanto della durata, ma anche della tecnica. Tutto l’assetto fiabesco, di animazioni e stili intrecciati, si svolge prevalentemente nelle prime sequenze, per poi lasciare spazio ad una costruzione visiva sempre molto curata, ma decisamente più standard dal momento in cui ci sono le prime avvisaglie del conflitto.

Questo passaggio è volto proprio a sottolineare come quell’atmosfera magica che aveva caratterizzato la vita della protagonista fino a quel momento non può esistere più, deve lasciare spazio alla paura, alla violenza, ad una lotta rappresentata ideologicamente da una donna/cedro (simbolo del Libano) che viene strattonata da una parte e dall’altra della barricata. Ultimo elemento simbolico che resta all’interno del film, prende il posto di tutte quelle rappresentazioni positive che ne hanno caratterizzato le prime scene. Tutte queste scelte non sono a caso e denotano una cura teorica e pratica da parte di Chloé Mazlo. Nella seconda parte I cieli di Alice a volte ha qualche caduta e si dilunga in alcune scene che sarebbero potute essere molto più brillanti. Nonostante ci siano delle imperfezioni, dovute forse all’inesperienza, il film riesce però a sedurre lo sguardo e a raccontare una storia interessante e dolceamara.

 

Titolo originale: Sous le ciel d’Alice
Regia: Chloé Mazlo
Interpreti: Alba Rohrwacher, Wajdi Mouawad, Isabelle Zighondi, Mariah Tannoury, Jade Breidi, Odette Makhlouf, Hany Tamba
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 92′
Origine: Francia, 2020

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.8
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Il voto dei lettori
3.4 (5 voti)
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