Il lupo e il leone, di Gilles de Maistre

Una tenera favola pedagogica capace di meravigliare il giovane pubblico senza coinvolgere quello adulto, perché dotato di grande forza visiva ma debole nell’impianto narrativo.

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Possono un lupo canadese ed un leone africano crescere insieme ed amarsi come fratelli? Gilles de Maistre sembra partire proprio da questa ipotesi per il suo nuovo film dal titolo autoesplicativo Il lupo e il leone. Dopo il successo di Mia e il leone bianco, il regista francese torna ad approfondire con approccio documentaristico il rapporto inconsueto tra essere umano ed animale selvatico, in questo caso due. Come già per il film precedente, Il lupo e il leone è orientato ad un pubblico da popcorn, poco esigente per quanto riguarda la sviluppo narrativo ma estremamente desideroso di immagini mozzafiato e teneri primi piani di cuccioli di leone, e di lupo.

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Alma (Molly Kunz) è una giovane e talentuosa pianista col sogno di entrare nell’Orchestra Sinfonica di New York. Dopo la morte di suo nonno, torna nell’isola canadese dove ha trascorso la sua infanzia per prendere parte al funerale. La casa in cui è cresciuta diventa un rifugio per lei e per due cuccioli in difficoltà incontrati in maniera assolutamente fortuita; un leoncino diretto ad un circo precipita nell’isola mentre una lupa in pericolo le affida il suo piccolo. La giovane abbandona il sogno newyorchese per crescerli e salvarli dal loro destino, finché non sarà inevitabilmente costretta a lasciarli andare.

Il lupo e il leone è una favola dal risvolto educativo che inizia come la semplice riscoperta dell’universo naturale da parte di una giovane cittadina della metropoli pronta a raccogliere il testimone del nonno defunto. Alma ascolta le sue ultime parole registrate in un videomessaggio, in cui ritrova quella gioia di vivere ormai persa negli anni passati in città. Ben presto il film prende la piega della commedia per famiglie quando Alma e i due cuccioli, Mozart e Dreamer, iniziano un’improbabile quanto vivace convivenza con le inevitabili gag del caso. Come Romolo e Remo vengono allattati dalla lupa e come due semplici cagnolini crescono perfettamente addomesticati. L’idillio si interrompe bruscamente obbligando la giovane ad affrontare la realtà, ovvero che Dreamer e Mozart non appartengono al suo mondo, ma ad un circo e ad una riserva naturale che viene mostrato come un inferno animale, un dispositivo di sistematica costrizione dove il povero Dreamer vive costantemente anestetizzato. In questo senso il film, seppur in maniera debole, riesce nel suo intento educativo e pedagogico nei confronti del pubblico più giovane, evidentemente quello di riferimento.

Se il film è impeccabile a livello estetico ed impressionante per quanto riguarda le riprese panoramiche e dei due animali, lo stesso non si può dire per lo sviluppo narrativo dell’intera vicenda. Tutto risulta alquanto banale e gli snodi principali si risolvono con dialoghi estemporanei poco credibili. Il padrone del circo, unico possibile villain del film, è il prototipo monodimensionale del carceriere dal cuore di pietra, pronto a sgretolarsi di fronte alle dolci parole del figlioletto. Nessun personaggio è dotato di alcun tipo di spessore, ognuno rispecchia l’etichetta accuratamente applicata dal regista, senza nessun tipo di crescita o sviluppo all’interno dell’arco narrativo. Lo stesso personaggio di Alma è alquanto piatto, una principessa Disney che lotta per riconquistare i suoi cuccioli imparando in questo modo a battersi per i diritti degli animali. Se ci fosse stata una maggiore attenzione verso questi aspetti e meno sulle numerose “dronate” del seppur magnifico paesaggio canadese, avremmo senz’altro parlato di un film totalmente diverso poiché lo spunto iniziale poteva essere interessante. Gilles de Maistre si conferma un documentarista esperto, capace di raccontare luoghi ed animali selvaggi con mano sapiente, ma ancora una volta mostra i propri limiti quando tenta di strutturare un solido impianto narrativo. Il lupo e il leone sarà certamente apprezzato dal pubblico già sedotto da Mia e il leone bianco, ma forse meno da chi aveva sperato che Il futuro siamo noi non fosse solo una parentesi.

 

Titolo originale: Le loup et le lion
Regia: Gilles de Maistre
Interpreti: Molly Kunz, Graham Greene, Charlie Carrick, Mylène Dinh-Robic, Rebecca Croll, Evan Buliung, Rhys Slack, Derek Johns
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 99′
Origine: Francia 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.3
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Il voto dei lettori
3.15 (27 voti)
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