"Il volto di un'altra", di Pappi Corsicato

il volto di un'altraIl momento in cui la grande esplosione dei liquami inonda la linda e illuminata sala di gala della clinica Belle Vie, viene fuori tutto lo sdegno accumulato da Pappi Corsicato per l'ignobile farsa orchestrata sino a quel momento davanti ai suoi occhi. Contrappasso morale necessario. Ma ovviamente quell'esplosione era stata prevista a monte, annunciata e ignorata a più riprese, come una sentenza emessa da una Cassandra completamente impazzita. E ci piace pensare che, prima ancora che i personaggi, quella sentenza riguardasse proprio l'artificio ipercontrollato, la chiusura perfetta. Una sorta di risposta 'immonda' e liberatoria a quello stanco reality che si è impadronito del cinema, andando a posizionarsi nel pericoloso punto di contatto e frizione tra l'immagine e la realtà, tra la menzogna spettacolare e l'esigenza della verità, fino a far prevalere le ambizioni autoriali e le esigenze dittatoriali dello stile sul richiamo sincero e caotico dell'ispirazione. La verità non è tanto il contrario della menzogna, della finzione, quanto della perfezione. Ed è questo l'altro volto mostrato da Corsicato oltre il velo del comune buon senso (la vista?).

La truffa dissimulata, narrativamente parlando, è quella orchestrata dal bel Renè (Alessandro Preziosi), celebre chirurgo estetico e da sua moglie, Bella (Laura Chiatti), una star televisiva di prim'ordine, ma a rischio di licenziamento. Dopo che gli sponsor le hanno tolto la conduzione del programma di prima serata, "la tua faccia ha stancato", il fallimento è prossimo. Ma un incidente rimette in gioco tutto.

 

Corsicato costruisce un mondo narrativo scintillante, ambientato in una clinica estetica/set televisivo, regno della finzione alla massima potenza. Costruisce dei personaggi finti fuori e dentro. E il suo racconto si apre in un mirabolante "fuoco d'artificio" (letteralmente), capace di passare ironicamente da un genere all'altro, il musical e la commedia romantica, il thriller e il disaster movie, e da un'epoca all'altra del cinema, dal muto a oggi. Un armamentario visivo e una varietà di toni e suggestioni che mostra non solo la profonda vocazione pop-retrò (che dio ci perdoni) di Corsicato, ma soprattutto la sua agilità nel controllo dei materiali, quella capacità di passare con leggerezza attraverso i riferimenti più disparati, da The Artist ad Almodovar, Fellini e Ferreri, facendo convivere l'impossibile. Ma quello che affascina davvero è la continua messa in discussione di questo apparato spettacolare, quest'ostentazione di stile, che invece di diventare una maniera asettica, è sottoposto alla pressione di una critica ironica, a un rovesciamento (e)scatologico. Corsicato fa esplodere il suo mondo senza un attimo di ripensamento, lo fa crollare sotto il peso delle sue luci e della sua plastica. E Il volto di un'altra, nonostante i vezzi e i vizi, sembra davvero la purga tanto attesa, necessaria a spazzare via le incrostazioni di un cinema "intelligente", impegnato a raccontare la decadenza del reale, eppure inevitabilmente condannato a condividerne le paure e le cecità.

 

Regia: Pappi Corsicato

Interpreti: Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte, Angela Goodwin, Franco Giacobini, Fabrizio Contri, Giancarlo Cauteruccio, Armando Ninchi, Paolo Graziosi, Elisa Di Eusanio, Rosalina Neri, Clelia Piscitello
Origine: Italia, 2012
Distribuzione: Officine UBU
Durata: 84’