LAVORI IN CORSO. David Bowie, Almodovar, Peter Jackson, Harrelson, Snyder

Il successo di Bohemian Rhapsody ha segnato un nuovo capitolo di fervore attorno al genere del biopic che potrebbe dar vita ad una sequela di pellicole incentrate sulle personalità di maggior spessore del campo musicale. Su questo espediente si affaccia l’annuncio di un film che sicuramente attirerà l’attenzione dei più: Stardust, titolo del progetto, ripercorrerà parte della grandissima carriera dell’immortale Duca Bianco, David Bowie.
Diretto da Gabriel Range, giornalista e documentarista britannico, il film racconterà la prima volta in America dell’artista, ove si recò nel 1971 per la promozione dell’album The Man Who Sold The World. Proprio in questo frangente, e nell’incontro con Iggy Pop e Lou Reed, nacque il personaggio alter ego di Bowie, Ziggy Stardust, “non l’uomo delle stelle ma solo il suo messaggero terreno“.
La scomparsa dell’artista nel 2016 è tutt’oggi fonte di grande commozione e la sua memoria vive ancora lucida nei ricordi dei molti affezionati all’iconico divo del glam rock. Un ruolo difficile da ricoprire in pellicola e per il quale è stato scelto Johnny Flynn, musicista, cantante e attore sudafricano (Song One, Sils Maria). Ad accompagnarlo troveremo Marc Maron nei panni del manager di Bowie e Jena Malone in quelli della sua consorte dell’epoca Angela Barnett.
La sceneggiatura, affidata a Christopher Bell, farà da base ad un progetto lontano dalle mega produzioni hollywoodiane ma che, visto l’argomento di enorme interesse, potrebbe segnare ugualmente un notevole successo di carattere planetario.
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Rilasciato il primo trailer ufficiale di Dolor y Gloria, attesa nuova pellicola firmata dal genio spagnolo di Pedro Almodovar che torna dopo sei anni da Gli amanti passeggeri a collaborare con i suoi attori feticci Antonio Banderas, Penelope Cruz e Cecilia Roth.
Il film, che arriverà nelle sale spagnole il prossimo 22 marzo, vede protagonista Salvador Mallo, un regista cinematografico in declino, che ripercorre i momenti più importanti della sua vita: dall’infanzia negli anni 60 quando si trasferì con i suoi genitori a Paterna, vicino a Valencia, in cerca di un po’ di benessere, al suo primo vero amore nella Madrid degli anni 80, dal dolore per la fine di questo amore quando era ancora vivo e pulsante, dalla passione per la scrittura come terapia alla sofferenza, alla scoperta del cinema, all’enorme senso di vuoto creato dall’impossibilità di continuare a girare film.

IL TRAILER:

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Il restauro digitale operato nel film documentario sulla Seconda Guerra Mondiale They Shall Not Grow Old ha portato il regista Peter Jackson, oltre ad un notevole e rinnovato successo, ad affermare nella sua impronta artistica una particolare menzione verso questo processo di “rivitalizzazione” storica. Ed è proprio in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ultimo concerto improvvisato dai Beatles sul tetto degli uffici londinesi della Apple a Savile Row che Jackson ha deciso di annunciare il suo prossimo progetto documentarista basato sulle 55 ore di riprese inedite delle lunghissime sessioni di registrazione dell’album Let It Be, nel 1969.
Coprodotto dalla WingNut Films di Jackson e dalla Apple Corps, il film potrà contare sul totale appoggio e collaborazione di sir Paul McCartney, sir Ringo Starr, Yoko Ono Lennon e Olivia Harrison.
Questo film – ha dichiarato il regista – sarà la massima esperienza immersiva possibile che i fan dei Beatles sognano da tanto tempo. È come se una macchina del tempo ci riportasse nel 1969, e ci trovassimo seduti nello studio a guardare questi quattro amici che fanno una fantastica musica insieme“.
Let It Be uscì nel maggio del 1970, quando la band più famosa del pianeta si era da tempo sciolta. Le registrazioni dell’album richiesero una serie di sessioni piene di tensione, come dimostra il film omonimo che ne trasse il regista Michael Lindsay-Hogg. Sicuramente il lavoro che attende Jackson sarà arduo e considerevole, oltre che un vero e proprio sogno ad occhi aperti per tutti i fan!
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Il 2019 sarà un anno carico di produzioni per Woody Harrelson: dopo l’annuncio del sequel comedy-horror Zombieland: Double Tap di Ruben Fleischer, il progetto targato Netflix che lo vedrà sul set con Kevin Costner per Highwaymen e il war movie Midway di Roland Emmerich, è notizia recente la sua incursione nel drama Fruit Loops.
La terza nomination agli Oscar guadagnata con Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha ulteriormente segnato il suo calibro qualitativo d’attore e ora, questa pellicola diretta da Ted Melfi (Il diritto di contare), potrebbe contribuire ad ampliarne lo spessore.
Al momento non è stata rilasciata una sinossi ufficiale ma è parola di chi ha letto il soggetto che il film evochi considerevolmente Qualcuno volò sul nido del cuculo, il capolavoro di Milos Forman.
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Ormai tra le major di maggior impatto, Netflix ha soffiato alla Warner i diritti di Army of the Dead, attesissimo ritorno di Zack Snyder alle origini del cinema horror con cui aveva debuttato nel 2004 per il remake del cult L’alba dei morti viventi.
Un rilancio in grande stile che finalmente riporterà (ci auguriamo) lo spirito più autentico e puro dello Snyder che meglio apprezziamo, ora riscattatosi dal mondo comics della DC.
La storia si svolge a Las Vegas, al centro di un’epidemia zombie, dove un uomo mette insieme un gruppo di mercenari e si infiltra nella zona sotto quarantena per mettere a segno il colpo più grosso mai tentato. Il soggetto, del regista stesso, sarà sviluppato in una sceneggiatura nelle mani di Joby Harold e prodotto con l’ausilio del consueto partner, la moglie Deborah Snyder.
In questo film – ha dichiarato il regista – non ho alcun tipo di restrizione. Ho pensato che questo film fosse un buon modo per rifarsi la bocca, per immergermi totalmente e fare qualcosa di divertente, di epico e di folle, di fuori di testa nel senso migliore possibile. Adoro il canone e le opere d’arte, ma questo è l’opportunità di trovare un modo completamente gioioso di esprimermi attraverso un genere, non solo con qualche piccolo riferimento: sarà il freakshow zombie più sfrenato che si sia mai visto“.
Che dire Zack, condividiamo assolutamente il tuo entusiasmo!