LIBRI DI CINEMA – Le novità di Aprile

béla tarrBéla Tarr – Il tempo del dopo, Animerama – Storia del cinema d'animazione, L'immagine e il nulla: l'ultimo Godard, La mela di Cézanne e l'accendino di Hitchcock. Il senso delle cose nei film, Pixar Story, Massimo Girotti

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SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI: APERTE LE ISCRIZIONI ANNO 2022-23


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Béla Tarr – Il tempo del dopo

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15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI - NUOVA SCADENZA: 29 settembre!

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Jacques Rancière

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SCUOLA DI SCENEGGIATURA: LA SPECIALIZZAZIONE

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Da Nido familiare (1979) a Il cavallo di Torino (2011) – dichiarato dal regista il suo ultimo film – Béla Tarr ha forgiato un universo cinematografico innervato da un’inesausta tensione esplorativa. Dopo il fallimento dell’Ungheria socialista, analizzata attraverso lunghi primi piani e riprese febbrili, la riflessione si fa metafisica, abbraccia la dimensione umana della storia e trova nel piano sequenza la sua rappresentazione ideale. Nella prima monografia francese dedicata al cineasta ungherese, tradotta per la prima volta in italiano, Rancière indaga con una prosa immediata e vitale, dal punto di vista formale oltre che drammaturgico, le sequenze più esaustive di film come Le armonie di Werckmeister, e compone il ritratto poetico di uno dei maggiori registi contemporanei.

[Bietti Edizioni – pp. 100 € 14,00]


 

 

 


Animerama – Storia del cinema d'animazione

Maria Roberta Novielli

 

Come precisa nella sua introduzione Giannalberto Bendazzi – uno dei più importanti esperti e storici del cinema d'animazione mondiale -, «l'opera di Roberta Novielli è una ventata di aria fresca», poiché segna un punto di svolta nello studio e nella comprensione dei lungometraggi e, soprattutto, dei cortometraggi nipponici che da decenni popolano la nostra esistenza. Il Giappone è l'unico grande paese del mondo a non essere mai stato colonizzato dagli europei, paese che, dopo le civiltà dell'Asia, ha assorbito e filtrato la civiltà occidentale per un secolo e mezzo, senza però omogeneizzarsi. Nella storia mondiale dell'animazione il Giappone rappresenta inoltre un caso unico, per l'entità del suo successo produttivo e distributivo e, soprattutto, per il miracoloso (e tuttora inesplicabile) cocktail artistico che ha sotteso tale enorme successo. A partire dal pre-cinema fino a oggi, il volume ripercorre quindi lo sviluppo e le vicende dell'animazione giapponese, attraverso i suoi protagonisti, le logiche produttive, ma soprattutto nelle sue intersezioni con la cultura e la società nipponica di cui ha tradotto nel tempo ogni tensione e mutamento. «Al suo interno si delinea incisivamente il come, il quando e il valore di una produzione tutt'intera, in un modo che ci permette di ricomporre la frammentarietà precedente», spiega ancora Bendazzi. Accanto ai nomi più noti al pubblico italiano, scorrono i profili di artisti e sperimentatori che hanno contribuito a rendere questa storia unica e meravigliosa.

[Marsilio Editori – pp. 256 € 24,00]



L'immagine e il nulla: l'ultimo Godard

Alberto Scandola

 

L’immagine non è rassicurante. Non è né a favore né contro, è un momento d’incontro, è una stazione dove due treni passano. Non è nulla di più di questo e ne abbiamo paura perché permette di vedere” (JLG)

La produzione degli ultimi trentacinque anni di Jean-Luc Godard è qui articolata lungo quattro percorsi di riflessione, orientabili anche secondo una linea cronologica. Nell’ordine: l’interrogazione sul mistero della creazione artistica (Si salvi chi può… la vita, Passion), la scomposizione dell’immagine nei suoi materiali (Prénom Carmen, Je vous salue, Marie), il ripiegamento verso la Storia e il tempo perduto (Histoire[s] du cinéma, Allemagne 90 neuf zéro, Nouvelle Vague; De l’origine du XXIème siècle) e una meditazione sulla difficoltà di raccontare una storia nei luoghi della Storia (Liberté et patrie, Éloge de l’amour, Film socialisme, Adieu au langage).

[Edizioni Kaplan – pp. 212 € 20,00]



La mela di Cézanne e l'accendino di Hitchcock. Il senso delle cose nei film

Antonio Costa

 

La mela è una di quelle "incredibili mele e pere dipinte da Cézanne" che Woody Allen, in Manhattan, mette tra le dieci cose per le quali vale la pena di vivere. L'accendino è quello di Delitto per delitto: secondo gli esperti un Ronson, modello Adonis, personalizzato. A metterli assieme, la mela di Cézanne e l'accendino di Hitchcock, è stato Godard, in "Histoire(s) du cinema". E questo per dirci che sono ben pochi quelli che conservano memoria della mela di Cézanne in confronto a quanti ricordano l'accendino di Delitto per delitto. Da qui prende le mosse questo libro dedicato alle cose che vediamo nei film, e ai film come luoghi in cui gli oggetti quotidiani sono diventati, almeno nel nostro immaginario, quello che sono. Non solo di caffettiere, panchine e spremiagrumi si tratta, ma anche di una goccia di pioggia su una foglia, della fiamma di un fuoco acceso in riva al mare, di un fossile incastonato in una roccia… Antonio Costa si occupa dunque di ciò che "arreda" il mondo in cui si svolgono le storie, di ciò che sta attorno ai personaggi: delle cose con cui i personaggi entrano in contatto e delle cose che in vario modo entrano nella storia. E se ne occupa da vari punti di vista: narrativo, plastico, simbolico. Indaga cioè sul rapporto tra le cose e le forme cinematografiche: sul perché possiamo dimenticare certi particolari della trama dei film di Hitchcock, ma non dimenticheremo mai determinati oggetti degli stessi film: una chiave, un bicchiere di latte, un accendino…

[Giulio Einaudi Editore – pp. 372 € 35,00]



Pixar Story – Passione per il futuro tra arte e tecnologia

Pietro Grandi

 

Realizzare un sogno, mettere al mondo un'idea, immergere lo spettatore in storie d'avventura: questa è la missione dello studio di animazione Pixar. In questo libro toccherete con mano la cultura della "passione per il futuro", ripercorrendo le sue radici: dalle prime sperimentazioni degli anni Trenta, alla nascita della Computer art negli anni Sessanta, fino all'epoca più recente, dove gli spettatori, grandi e piccoli, sognano perdendosi in mondi colorati e ricchi di dettagli digitali. I progetti della Pixar, così come pensati da Ed Catmull, immaginati da Steve Jobs e costruiti magistralmente da John Lasseter, sono un mix perfetto di creatività e tecnologia. Il risultato è una "Wunderkammer dei segreti": un micromondo che ci stupisce e meraviglia a ogni visione. Dietro la storia della Pixar, in fondo, c'è un grande amore per il mondo e una passione scottante per la narrazione. Ma ci sono anche le persone, gli insegnamenti, gli errori, la curiosità e l'amicizia, tanto che se ne potrebbe fare un film… o un libro.

[Hoepli Editore – pp. 147 € 9,90]



Massimo Girotti – Cronaca di un attore

Roberto Liberatori

 

Questa monografia dedicata a Massimo Girotti restituisce un piccolo spazio nel cinema italiano a un attore caduto vittima di una cultura dell’oblio che governa il nostro tempo. La sua vicenda artistica si snoda nell’arco di oltre sessanta anni della nostra storia, a partire dal 1939 quando, da studente universitario proveniente da una famiglia borghese di origini marchigiane, Girotti si ritrova a godere da un giorno all’altro di una inaspettata popolarità. E’ la bellezza che lo fa notare e lo impone all’attenzione del pubblico e di giovani cineasti. Ma questa magnifica presenza scenica, vissuta spesso come un ostacolo, sarà solo il punto di partenza per un lungo lavoro di crescita professionale e intellettuale. Complice l’incontro e il sodalizio umano e artistico con registi come Alessandro Blasetti, Giuseppe De Santis e Luchino Visconti, solo per citare quelli più vicini a lui per sensibilità e cultura. Da loro imparerà tutto, facendo proprio un modello di professionismo basato sul rigore che lo farà resistere all’usura del tempo. Uomo schivo e riservato, non alla ricerca di facili successi, Girotti ha dato prova di carattere anticonvenzionale nel lavoro, ma nella vita privata ha mantenuto equilibrio e semplicità, incarnando una sorta di regolarità nell’arte.

[Teke Editori – pp. 176 € 16,00]

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CORSO ONLINE DI SCENOGRAFIA CINEMATOGRAFICA

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    LIBRI DI CINEMA – Le novità di Aprile

    Un giorno è un anno è una vita – Fassbinder. La biografia, Cinema senza fine – Un viaggio cinefilo attraverso 25 film, Estetica del montaggio, Socio-movies. Capire la società con il cinema, Le donne di "Gregory Peck". Ricordi e dissertazioni di un cinefilo

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    SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI: APERTE LE ISCRIZIONI ANNO 2022-23


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    Un giorno è un anno è una vita – Fassbinder. La biografia

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    15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI - NUOVA SCADENZA: 29 settembre!

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    Jürgen Trimborn

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    SCUOLA DI SCENEGGIATURA: LA SPECIALIZZAZIONE

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    Una vita di corsa, bruciata in appena trentasette anni votati al cinema – passione e ossessione, musa e mentore, disperatamente inseguito e intensamente vissuto. E poi teatro, televisione, amore, sesso, uomini, donne, alcol, droghe… Regista radicale, outsider del Nuovo cinema tedesco, sceneggiatore precocissimo, teatrante geniale, attore dal talento multiforme, avversario di compromessi e soluzioni facili, Rainer Werner Fassbinder negli oltre quaranta film girati in soli tredici anni accetta il rischio di non piacere. Si fa dare dell’antisemita, dell’antifemminista, del detrattore della causa omosessuale pur di restituire un ritratto il più possibile autentico della sua realtà. La vita è per lui arte e storia: aggressività e violenza – componenti imprescindibili del privato – riflettono i conflitti che esplodono nella società, indici di un male tutto occidentale in un’Europa nettamente spaccata fra Est e Ovest. Fassbinder vuole scrivere un pezzo indimenticabile di storia del cinema e ci riesce. Combinando linguaggio formale e modalità narrative dei melodrammi e dei film gangster hollywoodiani, si confronta con il passato nazista, con il miracolo economico, con il terrorismo della Raf. Inventa delle star (da Hanna Schygulla a Barbara Sukowa ad Armin Müller-Stahl), parla al grande pubblico con Il matrimonio di Maria Braun e a quello raffinato del cinema d’autore con Le lacrime amare di Petra von Kant. In televisione porta la sua opera più spregiudicata e sperimentale: Berlin Alexanderplatz. Nel contrasto tra il bianco abbagliante e freddo di Veronika Voss e la calda «overdose di oscurità» di Querelle, i due film che chiudono la sua parabola artistica e insieme la sua esistenza, fa affiorare tutto il suo universo di sogni, ambizioni, realtà. Quella di Jürgen Trimborn è la prima biografia del cineasta tedesco. Trimborn ha raccolto le parole di Fassbinder e i ricordi dei suoi amici, ha setacciato ogni archivio per costruire un ritratto smisurato e trasgressivo che lascia parlare fatti, documenti e film. Ne emerge l’immagine di un uomo tirannico e fragile, senza riguardi per se stesso e per chi gli sta intorno; un grande artista, che non ha mai perso di vista il suo desiderio più intimo, lo scopo di una vita: fare film.

    [Il Saggiatore – pp. 427 € 35,00]



    Cinema senza fine – Un viaggio cinefilo attraverso 25 film

    Roy Menarini

     

    Il cinema è morto? Funerale rimandato a data da destinarsi. “Che cosa è il cinema?”, continua ad essere una domanda inevasa, e per quanto ancora molti cerchino la risposta con la lanterna magica, a nessuno interessa più una sua definizione. La sua originalità ne permette reviviscenza e sviluppi, la sua immortalità gli consente di uscire dalla tomba in cui era stato sepolto, vivo. E se esiste – anzi si rilancia – una nuova cinefilia è perché vediamo film ovunque, in tv, su satellite, su web, su tablet, su smartphone, su schermi urbani, in aereo, in treno, in nave, e non per questo ne perdiamo l’aura. Una metamorfosi perfetta e soprattutto spontanea. Il cinema si è riprogrammato da solo e ha generato una cultura che gli cresce intorno, sempre imprevedibile. Attraverso questi 25 film, tra i più rappresentativi (e spesso misconosciuti) capolavori del contemporaneo, scopriamo come il cinema pensa a se stesso e al mondo. Con postfazione di Enrico Ghezzi.

    [Mimesis Edizioni – pp. 238 € 20,00]



    Estetica del montaggio

    Vincent Amiel

     

    Il montaggio al cinema non è una semplice operazione tecnica che consiste nel tagliare e assemblare dei pezzi di pellicola. E` al contrario un lavoro complesso che esige creatività e presuppone un approccio estetico all’opera. Si tratta infatti di associare le immagini in un certo modo, di disporle secondo un certo ritmo, di creare rotture e continuità impreviste. Il libro intende tracciare un panorama delle diverse concezioni del montaggio succedutesi nel corso del tempo, fino alle più recenti applicazioni permesse dalla tecnologia digitale. L’autore prende in esame numerosi esempi di montaggio, attingendo a tutta la storia del cinema e analizzando attentamente l’opera di grandi cineasti per i quali questa tecnica si è rivelata particolarmente importante: Dziga Vertov, Sergej M. Ejzenštejn, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Alain Resnais, Maurice Pialat e Krzysztof Kieslowski. Registi che ci permettono di cogliere dal vivo i principi che rendono il montaggio una componente essenziale della scrittura cinematografica.

    [Edizioni Lindau – pp. 226 € 21,00]



    Socio-movies. Capire la società con il cinema

    Fabio Berti e Sivlia Fornari (a cura di)

     

    Il volume non è né un manuale di "sociologia del cinema", né tanto meno un'opera di critica cinematografica, ma affronta tematiche sociologiche avvalendosi dei film e per questo potremmo parlare di sociologia con il cinema. Gli autori dei diversi contributi non si sono preoccupati di analizzare come i registi vedono la realtà sociale o come il cinema si è evoluto rispetto alle trasformazioni sociali ma più semplicemente hanno utilizzato i film per analizzare e spiegare la realtà sociale che ci circonda. I film non rappresentano infatti solo una semplificazione del reale, ma offrono un vero e proprio set cognitivo che permette di andare oltre al contenuto dell'immagine: l'obiettivo di fondo non è quello di spiegare le immagini o di insegnare a leggerle in modo corretto, ma di stimolare un circuito partecipativo che permetta di fare emergere i diversi paradigmi sociologici dai film. Il volume non risponde solo a esigenze formative o di apprendimento e, pur trovando negli studenti dei lettori privilegiati, pensiamo che anche i non addetti ai lavori avranno la possibilità di vedere dipanati argomenti e fatti di loro interesse, poiché riguardano eventi della vita.

    [Pacini Editore – pp. 261 – € 19,00]



    Le donne di "Gregory Peck". Ricordi e dissertazioni di un cinefilo

    Filippo Castelli

     

    Con questo libro l'autore intende dedicare un particolare omaggio al Grande Cinema americano del dopoguerra. Infatti, se nella prima parte costituita principalmente da racconti/ricordi, si parla solo marginalmente di cinema, nella seconda, che narra di un lungo viaggio a New York e zone limitrofe, il testo è completo di notizie, curiosità e aneddoti che riguardano quel genere di cinema. Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, spesso anche da molti appassionati della Settima Arte, il cinema americano non è nato a Hollywood, ma nella Città di New York e dintorni. Cosicché in quella metropoli, in particolare nell'isola di Manhattan, i cinefili potranno vedere e "scoprire" cose interessantissime quali vecchi (e nuovi) studi cinematografici, teatri, "location" rese celebri da film famosi, alberghi e palazzi nei quali i grandi divi hanno abitato e lavorato; persino testimonianze di fatti e scandali delle loro vite terrene.

    [Le Mani Editore – pp. 112 € 16,00]