LIBRI DI CINEMA – Le novità di Gennaio

John Cassavetes – Un’autobiografia postuma


Salvatore Patriarca

 

John Cassavetes (1929-1989), attore poliedrico e regista di film quali Ombre, Volti, Mariti e Gloria (Leone d’Oro a Venezia), è considerato il padre del cinema americano indipendente. I suoi film, realizzati con budget minimi e la collaborazione, sia dietro le quinte che sulla scena, di amici e parenti – tra cui gli «attori feticcio» Seymour Cassel, Ben Gazzara, Peter Falk e Gena Rowlands – hanno inaugurato un nuovo modo di fare cinema lontano dall’egemonia degli studios hollywoodiani, libero da sceneggiature rigide e incentrato sulla massima improvvisazione degli attori. In questo libro, l’autore raccoglie e raccorda fra loro una quantità imponente di citazioni da interviste edite e inedite con il regista e i suoi amici e i collaboratori più stretti: dalle vicende personali ai dietro le quinte della realizzazione dei film, fino alle battaglie per la loro diffusione, quello che ne emerge è il ritratto completo, onesto e appassionato di uno dei cineasti più geniali e coraggiosi di sempre.

[Minimum fax – pp. 534 € 18,00]



Atlante sentimentale del cinema per il XXI secolo

Alberto Momo, Donatello Fumarola

 

Un libro di conversazioni con i maggiori cineasti contemporanei. Più che un libro, un atlante di quanto avviene nell’ambito della produzione cinematografica «d’autore» sul piano mondiale. Dal Giappone agli Stati Uniti, passando per la Cina, il Sud-Est asiatico, l’India, la Russia, l’Europa, l’Africa e il Sud America, un viaggio nelle storie e nelle pratiche del cinema all’alba del XXI secolo, raccontato dai suoi protagonisti più avventurosi, attraverso poetiche e politiche anche molto distanti tra di loro, ma che insieme tracciano i meridiani e i paralleli di quel pianeta dell’immaginario che è il cinema, in un momento di mutazioni epocali. Un viaggio che parte dai «ricordi del futuro» di grandi maestri del Novecento come Stan Brakhage, Jean-Marie Straub, Otar Iosseliani o Roger Corman, per aprirsi alle derive scatenate dalle nuove prospettive tecnologiche in cui si sono tuffati a corpo libero figure eccentriche come David Lynch, Abel Ferrara, Monte Hellman. I percorsi unici di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Werner Herzog, Takeshi Kitano, Quentin Tarantino o Aki Kaurismaki. Il passo calmo e monumentale con cui percorrono distanze siderali Aleksandr Sokurov o Hou Hsiao-hsien. L’incedere saggiamente spericolato di Manoel de Oliveira e l’avanzata delle nuove generazioni che dal vecchio «Terzo mondo» determinano le tendenze del cinema futuro. Ognuno un arcipelago o un continente da scoprire. Ognuno una storia da raccontare.

[Derive Approdi Editore – pp. 480 € 25,00]



Il mito di Dracula – Dall'oscurità delle origini, ai meandri dell'inconscio, al buio della sala cinematografica

Edvige Gioia

 

Un saggio che rilegge il vampirismo in una chiave nuova e completa, analizzandolo dal punto di vista storico, antropologico, religioso e psicoanalitico. Un’ampia sezione è dedicata all’approfondimento del genere letterario che ha dato vita a Dracula e alla ricca produzione cinematografica in tema di vampiri; vengono analizzati sei film famosi, dall’opera espressionista di Murnau, al Nosferatu di Herzog, al Bram Stoker’s Dracula di Coppola, fino al vampiro metropolitano di Ferrara. Il mistero e la fascinazione dei non morti non conoscono declino e il mito di Dracula continua ad appassionare e a terrorizzare, adattandosi al mondo contemporaneo. Più che il sangue e la grande capacità seduttiva che sono strettamente collegati al personaggio, è soprattutto il suo perdurare nel tempo che ci colpisce e ci fa riflettere ancora oggi.

[Aracne Editrice – pp. 228 € 10,00]

 

 

Il dialogo nel doppiaggio

Andrea Lattanzio

 

Quando vai al cinema, noleggi una videocassetta o un dvd, guardi un film in televisione (o un telefilm, una soap-opera, un documentario…) molto probabilmente, se si tratta di un’opera straniera, la vedrai, anzi la sentirai “doppiata”. Ma chi ha scritto il testo italiano? Forse dirai: i doppiatori! Cioè penserai che degli attori l’abbiano scritto in sala di registrazione. Bé, siamo piuttosto lontani. Penserai allora che il lavoro sia stato fatto per loro da un traduttore. Ecco, ti stai avvicinando, ma ancora non ci siamo… La parola chiave è: un dialoghista. Immagina qualcuno che di fronte a una moviola o a un monitor, fotogramma dopo fotogramma, traduce, traspone, elabora, riscrive e sincronizza sui movimenti delle labbra, parola per parola, battuta per battuta il dialogo originale, trasformandolo, con attenzione certosina e nel massimo rispetto dell’opera e del suo spirito, in un testo completamente nuovo chiamato “adattamento”. Un’operazione alquanto complessa, quasi sempre sofferta, oltreché misconosciuta. Questo libro ritrae le biografie e i volti di attori, attrici e dialoghisti del passato e del presente e grazie a loro possiamo comprendere ed apprezzare i migliori film e telefilm stranieri.

[Felici Editore – pp. 234 € 18,00]



Factual, reality, makeover

Veronica Innocenti, Marta Perrotta (a cura di)

 

Factual, reality, makeover: come cerchi concentrici questi tre termini designano dal generale al particolare alcuni dei contenuti più seguiti della televisione di oggi. Oltre a raccontare una trasformazione più o meno spettacolare, programmi come Extreme makeover: home edition o Ma come ti vesti? cercano soluzioni a problemi pratici e personali in ogni sfera dell’esperienza umana: cucina, fai da te, giardinaggio, moda e trucco, auto e animali domestici, rapporti genitori-figli. Allo stesso tempo, questi show scavano nelle paure e nelle manie della contemporaneità, diventando racconto collettivo della dialettica tra insoddisfazione e autoaccettazione, tra consegna alle cure dell’esperto e fiducia nelle proprie capacità. Questo volume esplora, secondo diverse prospettive teoriche e con un approccio multidisciplinare, il ruolo dei programmi di lifestyle e makeover nel racconto televisivo di oggi.

[Bulzoni Editore – pp. 124 € 19,00]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Gennaio

Clint Eastwood. Un cinema che ci riguarda


Adriano Piccardi

 

Il libro si propone come una ricognizione trasversale al cinema di Clint Eastwood, mirata a evidenziare e approfondire alcuni temi che, dagli inizi a oggi, lo hanno sostanziato e reso riconoscibile, pur manifestandosi in storie e personaggi differenti nei singoli film. Una sorta di andirivieni, quindi, all’interno dell’opera complessiva di questo straordinario cineasta, che non propone differenze tra il regista e l’interprete, riuniti casomai sotto l’unica indicazione di “produttore”, da intendere nel senso di responsabile dei propri film, non soltanto sul piano finanziario ma anche (e in questa sede soprattutto) su quello tematico/stilistico. Il testo procede e si articola dunque nell’analisi di sequenze, personaggi, figure, con l’obbiettivo di “raccontare”, attraverso la loro descrizione critica, la trama complessa dell’universo eastwoodiano, dispiegata intorno agli argomenti cui si riferiscono i singoli capitoli. Il tutto per illustrare i motivi che fanno, del cinema di Clint Eastwood, un cinema che ha da dire cose importanti sul mondo in cui viviamo: in altre parole, “un cinema che ci riguarda”.

[Le Mani Editore – p. 201 € 16,00]



Filosofia delle serie TV – Dalla scena del crimine al trono di spade

Luca Bandirali, Enrico Terrone

 

Al volgere del secolo le serie tv si sono imposte come nuova forma d’arte capace di sfidare il cinema sul suo stesso terreno, quello della narrazione attraverso le immagini e i suoni. Titoli come CSI, 24, Dexter, Mad Men, Il Trono di Spade hanno raggiunto livelli di elaborazione stilistica, di articolazione narrativa e di profondità tematica con cui pochi film contemporanei sono in grado di competere. Le serie tv hanno riportato al centro della cultura popolare le nozioni di mimesi, di epos e di grande narrazione, delle quali i teorici del postmoderno avevano avventatamente proclamato l’obsolescenza. In quanto nuova forma d’arte, la serialità televisiva richiede una nuova filosofia che sia in grado da una parte di individuare i tratti peculiari delle serie tv, dall’altra di mostrare la rilevanza filosofica delle riflessioni narrative sui ruoli degli individui all’interno della comunità, sulla natura della forza e delle norme, sulla costruzione della realtà sociale.

[Mimesis Edizioni – pp. 218 € 16,00]



Produzione e Produttori

Barbara Corsi

 

Conosciamo i nomi dei produttori soltanto se sposano dive famose o se al cinema ci fermiamo a guardare fino in fondo i titoli di coda. Eppure un film è anche il frutto del loro intuito, della loro abilità imprenditoriale e in definitiva della loro personalità. Nella storia del cinema italiano la figura del produttore ha attraversato fasi alterne, passando dall’artigianato creativo ai successi internazionali, fino a un’eclissi totale che ne ha fatto temere l’estinzione. Ogni volta alla rilevanza del suo ruolo hanno corrisposto i trionfi o le cadute della nostra industria. Questo libro ripercorre l’evoluzione dei modi di produzione italiani dalle origini a oggi e propone un’analisi dalla quale il ruolo del produttore emerge come essenziale alla vitalità dell’industria del cinema: un corresponsabile del progetto insieme all’autore, collettore e mediatore di esigenze artistiche, economiche e commerciali. Molto più di “quello che mette i soldi”.

[Editrice il Castoro – pp. 142 € 15,50]



Il Melodramma

Lucia Cardone

 

Genere ambiguo e sfuggente, che lega desiderio e soggettività, discorso amoroso e pulsione di morte, il melodramma è presente nel cinema italiano fin dagli albori, seppure con modi e intensità differenti. Invasivo, magniloquente e a tratti silenzioso, si attesta in modo stabile nella produzione nazionale con riprese d’autore, infiltrazioni nel tessuto della modernità, recenti ritorni di maniera, e riflessioni che consapevolmente guardano alla realtà contemporanea. Attraverso una serie di puntuali analisi filmiche, il volume offre una singolare cartografia del melodramma cinematografico italiano, tratteggiando un paesaggio franto e diseguale dove si alternano apici di alta e dirompente popolarità, e momenti di esistenza più discreta ed episodica. Ne emerge una mappa variegata e policentrica che racconta come il melodramma – con la moltitudine di fantasmi filmici che questa parola scivolosa e lievemente rétro evoca – ha abitato e abita l’intera parabola del cinema italiano.

[Editrice il Castoro – pp. 160 € 15,50]



Dietro lo schermo – Manuale dello spettatore

Vito Attolini

 

Il libro accompagna il lettore lungo il complesso e affascinante percorso del film dal primo ciak al suo arrivo nelle sale cinematografiche. Tutti gli elementi che trasformano una serie di immagini e di suoni in un racconto dalle mille sfumature vengono esaminati con un linguaggio chiaro, comprensibile anche da parte dei non addetti ai lavori: dall'inquadratura al montaggio con le loro infinite modalità, dall'uso del sonoro al racconto contenuto nel soggetto e nella sceneggiatura. Con questo strumento lo spettatore imparerà a riconoscere un piano-sequenza, la profondità di campo, il montaggio parallelo e alternato, la dissolvenza, il flashback e il flashforward, e tutto quanto appartiene alla narrativa del cinema. Un capitolo sui generi cinematografici, una panoramica sulle cinematografie più importanti e una antologia di testi illuminanti chiudono un volume che, senza tecnicismi e attraverso esempi tratti da film molto noti, vuole rendere facile, anche al lettore che abbia poca dimestichezza con i problemi estetici del cinema, la comprensione dei principi teorici alla base del linguaggio filmico.

[Edizioni Progedit – pp. 208 €18,00]



Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo

Alessio Accardo, Chiara Giacobelli, Federico Govoni

 

È l’autore più longevo del cinema italiano, più di Zavattini e Suso Cecchi d’Amico. Ha scritto i migliori copioni di Monicelli e Risi, Comencini e Germi, Scola e Virzì. Ha punteggiato la storia del cinema da Totò a Troisi, partorendo un paio di dozzine di capolavori per circa mezzo secolo, tra cui I soliti ignoti e I mostri, Tutti a casa e Sedotta e abbandonata, C’eravamo tanto amati e Ovosodo. Si chiama Furio Scarpelli, ed è uno dei padri della Commedia all’italiana.

«La cosa più rilevante del libro, per come è scritto, è l’aver centrato proprio il profilo psicologico e umano di Furio, nel suo essere candido e complessissimo, trasparente e misteriosamente profondo. L’ho letto subito tutto d’un fiato, saltando il pranzo, e mi sono molto commosso. Mi sembra bellissimo». Paolo Virzì

«Quando incontrai Furio Scarpelli la prima volta facevo ancora la gavetta, pertanto le esperienze avute con lui mi servirono tantissimo. In pratica, è come se io fossi andato a scuola da lui». Dario Fo

[Le Mani Editore – pp. 256 € 28,00]



Marilyn – un intrigo dietro la morte

Elisabetta Villaggio

 

Cinquant’anni fa, nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, moriva Marilyn Monroe. La diva veniva trovata senza vita sul suo letto. Suicidio per overdose da barbiturici dissero subito i suoi medici che con la governante scoprirono il cadavere. Il libro prova a far luce sulla fine di questa grande star del cinema che, fin dalla prima ricostruzione dei fatti, apparve subito poco chiara. Nel libro si tenta di comprendere come si svolsero i fatti, soprattutto alla luce del fatto che Marilyn era diventata per molti una persona pericolosa, che minacciava di parlare facendo tremare i poteri forti, con amanti come i fratelli John e Bob Kennedy, con frequentazioni con personaggi legati alla mafia del calibro di Sam Giancana. Sulla sua morte sono state fatte tantissime ipotesi. La più accreditata, che resta quella del suicidio. è sempre parsa troppo banale. Elisabetta Villaggio, figlia del grande attore Paolo Villaggio, ha lavorato a lungo in televisione ha sempre amato scrivere ed è stata intrigata dalla figura di Marilyn, infatti ha scritto l’opera teatrale Marilyn, gli ultimi 3 giorni andata in scena dall’autunno 2011.

[Bonanno Editore – pp. 88 € 10,00]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Gennaio

Cripte e Incubi – Dizionario dei film horror italiani


di Manuel Cavenaghi con la collaborazione di Daniele Magni

Il titolo rende omaggio ad una pellicola minore di Camillo Mastrocinque, perchè non ci sono solo Bava, Freda, Fulci e Argento. C’è molto, molto di più e questo dizionario si prefigge di guidare l’appassionato al ritrovamento e al godimento di tutte quelle pellicole che hanno reso l'horror italiano fra i più celebrati al mondo: tutta la produzione del genere, dalle origini ad oggi, dai classici alle pellicole più oscure, è sviscerata in oltre 300 schede critico/tecniche, con catalogazione di tutte le edizioni homevideo con traccia audio italiana e delle colonne sonore pubblicate.

[Edizioni Bloodbuster – pp. 420 €29,00]

 

Thriller italiano in 100 film

Claudio Bartolini, Luca Servini

Cento brividi nostrani. Cento pellicole attraverso le quali leggere e rileggere la storia del thriller italiano, troppo spesso passato sotto silenzio o frettolosamente bollato con il marchio della serie-B. Cento idee che riflettono la complessità dei tempi in cui sono state concepite e delle geniali menti in grado di renderle cinema. Dai coraggiosi anni Sessanta ai prolifici Settanta, dai sanguinolenti anni Ottanta ai sempre più aridi tempi odierni, questo volume vuole rendere conto di come il genere nero, nel nostro Paese, sia (stato) un pezzo fondamentale nel panorama della Settima arte, costituendo un territorio di intrattenimento alternativo rispetto alle opere degli Autori comunemente intesi. Una guida per addentrarsi nei labirinti della paura che i nostri artigiani del cinema hanno meticolosamente costruito in oltre cinquant'anni di Storia; una carrellata a perdifiato tra le filmografie dei celebri Bava, Argento, Fulci e Martino, ma anche del meno noti Bido, Lado, Puglielli e Crispino, alla ricerca di linee comuni, ricorrenze e smentite dei canoni gialli; una selezione volta a esplorare gioielli dimenticati, da riscoprire e custodire nel lato in ombra della propria videoteca.

[Le Mani Editore – pp. 268 € 18,00]

 

Effetto rebound. Quando la letteratura imita il cinema

Federica Ivaldi

L’osmosi col cinema, sfruttandone il fascino e il potenziale narrativo, è stato forse uno degli antidoti che il romanzo ha utilizzato per fronteggiare l’ennesima – e per l’ennesima volta sconfessata – minaccia di morte della letteratura di fronte all’arrivo del nuovo e potente rivale. Attraverso vari e diversi autori, da De Amicis a Pasolini, passando per Moravia e Camilleri, si disegnano così le diverse tappe e i diversi gradi d’intensità dell’influenza che il cinema ha avuto sulla letteratura.

[Felici Editore – pp. 284 € 15,00]

 

Gary Cooper. Il cinema dei divi, l'America degli eroi

Mariapaola Pierini

Gary Cooper è il caso classico di attore cinematografico: questo sostiene Orson Welles. Per Cecil B. DeMille la recitazione di Cooper è la combinazione di sicura autorevolezza e apparente disinvoltura che contraddistingue la vera arte. Secondo John Barrymore era il più grande attore del mondo. I trentacinque anni della carriera di Gary Cooper corrono paralleli alla stagione più florida del cinema hollywoodiano, costellati di film di grandissimo successo che fecero di lui la perfetta incarnazione dell’eroe americano. Dagli esordi come comparsa negli ultimi anni del muto, l’attore diventò una delle star più amate e pagate negli anni Trenta e Quaranta. Lubitsch, Capra, Hawks, e poi Hathaway, DeMille, Wyler e Zinnemann furono tra i registi che meglio seppero valorizzare il suo stile recitativo essenziale, scarno e prettamente cinematografico. Laconico, schivo ed elegante nella vita, seppe incarnare sullo schermo eroi del west, soldati coraggiosi e brillanti uomini di mondo. Il libro – prima monografia italiana interamente dedicata all’attore – esamina la figura di Cooper da molteplici prospettive e sulla scorta di un’ampia ricerca d’archivio. La ricostruzione della sua carriera corre parallela all’analisi della sua immagine divistica, attraverso la variegata galleria di personaggi, le collaborazioni con registi e l’analisi dei film più celebri.

[Le Mani Editore – pp. 456 € 22,00]

 

L'ABC della ripresa cinematografica

Joseph V. Mascelli

Uscito nel 1965, questo è stato il primo manuale di ripresa e il più studiato e apprezzato negli Usa. E lo è ancora oggi. Con l’ausilio di centinaia di fotogrammi e schemi esemplificativi, il testo costituisce una sorta di bibbia per l’operatore cinematografico. In modo chiaro e pratico, l’autore rivela nelle sue pagine la grammatica e le tecniche base della ripresa cinematografica, individuando come punti cardinali cinque argomenti: l’angolazione della macchina da presa, la continuità, il montaggio, i primi piani e la composizione. Un vero e proprio corso di educazione e una guida meticolosa alla creazione di inquadrature, tagli, scene e sequenze del racconto cinematografico. Il libro è presentato da Arthur C. Miller, direttore della fotografia, vincitore di tre premi Oscar.

[Audino Editore – pp. 182 € 19,50]

 

 

Prometeo in seconda persona. Il Nuovo Cinema Greco

Beniamino Biondi

Il Nuovo Cinema Greco nasce negli stessi anni in cui in Europa e in alcuni paesi dell’America Latina sorgono quei movimenti di contestazione cinematografica e palingenesi linguistica che proprio negli anni ’60 avranno la loro consacrazione critica e in qualche modo anche il loro esaurimento, chi correggendo la polemica entro i confini del cinema di consumo, chi radicalizzando il proprio discorso ai margini del mercato. In Grecia, le ragioni del Nuovo Cinema sono molteplici e afferiscono ai differenti contesti della natura economica del cinema come processo di produzione e della sua natura estetica come processo euristico di un nuovo ordine teorico. Una tendenza all’acquisizione del concetto di Nuovo Cinema avviene nei primi anni ’60, in un momento storico assai delicato per il paese, e nel più ampio malumore sociale che condurrà a forme di lotta rivoluzionaria ben prima che nel resto dell’Europa; così i cineasti affiancano le lotte sociali ed esprimono con i mezzi della loro opera il dissenso e la rivolta. Soprattutto si impongono una nuova estetica del linguaggio specificamente cinematografico e una ricchezza di contenuti che, solo isolatamente, si erano veduti negli anni precedenti. Nascono così le opere prime dei cineasti che svolgeranno poi un ruolo di profondo rinnovamento (non per ultimo dell’identità nazionale) e la cui opera sarà compiuta nel periodo buio della dittatura. Se le personalità sono composite, così come gli stili e i contenuti delle loro opere, l’elemento che li mette in comune è la direzione ostinata del superamento della sintassi e della grammatica filmica tradizionali per un Nuovo Cinema degli autori.

[Edizioni Aracne – pp. 100 € 8,00]

 

Giappone Underground – Il cinema sperimentale degli anni ’60 e ’70

Beniamino Biondi

Vedevo film di qualsiasi genere, compresi vecchi film di repertorio. Ne vedevo centinaia in un anno. Adoravo il cinema. Ma desiderai diventare regista solamente quando, come dicevo, incontrai il mondo dei film sperimentali. Fino ad allora mi piaceva il cinema dalla prospettiva dello spettatore; il desiderio di fare film venne più tardi. Fu proprio tra la fine delle scuole superiori e l’inizio dell’università che i film del neorealismo italiano arrivarono in Giappone e mi influenzarono. Ne fui colpito come non era mai successo prima. Non so come dire. Sentivo che avrei dovuto veramente pensare più seriamente a un tipo di cinema che potesse unire completamente realtà ed espressione e coinvolgere gli spettatori. Quindi il mio punto di partenza fu il neorealismo italiano, lo sperimentalismo, l’avanguardia e i documentari. Questi generi mi affascinavano moltissimo, ma fu a questo punto che si presentarono dei problemi. Benché trovassi la libertà del mondo immaginativo e senza inibizioni dell’avanguardia estremamente attraente, questo era un mondo chiuso, i documentari, d’altro canto, benché fossero molto legati alla realtà, non trattavano in modo esauriente gli stati mentali ed erano così dipendenti dal contesto temporale che non sarebbero stati attuali in uno diverso. Mi chiedevo se il punto di scontro tra i limiti e i punti di forza dei due generi non potesse rappresentare una nuova tematica per il cinema. Detto ciò, è basilare tenere sempre ben a mente le caratteristiche essenziali del mezzo cinematografico: la qualità di documento e il senso della realtà. Forse oggi ci sono molte immagini che si possono creare senza l’ausilio di una cinepresa; ma fondamentalmente, finché la si utilizza, davanti a noi c’è una realtà. Il primo problema da affrontare quando si inizia un film è l’approccio del rapporto triangolare tra la realtà oggettiva, il mondo dell’espressione e la manipolazione soggettiva del regista”.Toshio Matsumoto.

[Il foglio letterario – pp.135 € 14,00]

 

Colazione da Tiffany. L'edizione ufficiale del cinquantesimo anniversario

Sarah Gristwood

Un prezioso volume sul film che ha reso l'attrice un icona indimenticabile. "Colazione da Tiffany – L'edizione ufficiale del cinquantesimo anniversario", l'unico libro pubblicato in accordo con la Paramount Pictures e l'Audrey Hepburn Estate, offre uno sguardo privilegiato su questo capolavoro cinematografico. Un vero e proprio volume di ricordi, una testimonianza per tutti i fan di Audrey e gli amanti del film.

[Magazzini Salani – pp. 192 € 22,00]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Gennaio

Chi ha fatto quel film?
Peter Bogdanovich
Robert Aldrich, George Cukor, Allan Dwan, Howard Hawks, Alfred Hitchcock, Chuck Jones, Fritz Lang, Joseph H. Lewis, Sidney Lumet, Leo McCarey, Otto Preminger, Don Siegel, Josef von Sternberg, Frank Tashlin, Edgar G. Ulmer, Raoul Walsh. Dopo il grande successo di critica e pubblico di Chi c’è in quel film? (premio per il miglior saggio di cinema 2008), Fandango Libri pubblica un altro capolavoro di Peter Bogdanovich: Chi ha fatto quel film? 16 interviste ad alcuni fra i più grandi registi di Hollywood che hanno fatto la storia dei primi 100 anni del cinema mondiale. Bogdanovich ci racconta, fra gli altri, come Howard Hawks rimetta in riga una svogliata Katharine Hepburn con la minaccia di prenderla a calci nel sedere in Susanna!; Hitchcock derida i suoi perché non capiscono come mai Janet Leigh sarà uccisa così presto in Psycho e Siegel è furioso perché i suoi produttori vorrebbero decidere l’inizio e la fine del suo cult L’invasione degli ultracorpi. Grazie allo stile accessibile, alla modalità della conversazione e alla grande competenza di un intervistatore che è un loro “pari”, i registi si sentono liberi di descrivere in dettaglio le loro motivazioni, il metodo di lavoro e perché no le follie che gli hanno permesso di girare i più bei film del ventesimo secolo contribuendo alla creazione di un memorabile compendio sulla settima arte.
[Fandango libri – pp. 1315 € 29,50]
 
Cinema d’autore degli anni sessanta – Collana “Italiana”
Emiliano Morreale
Gli anni Sessanta sono stati forse il momento di maggiore gloria del cinema italiano, certo il suo momento più glamour. Nasce all’epoca l’idea moderna di film d’autore, e anche il regista diventa un divo al pari degli attori. Un mito che resiste ancor oggi nei grandi film di Fellini, Visconti e Antonioni. In questa nuova analisi, i classici del periodo vengono riletti nel contesto dei media, delle forme di auto-promozione e del pubblico che esse creano. La dolce vita, Il Gattopardo o L’avventura diventano così anche le spie di una mutazione di gusti, di ceti emergenti, di una cultura in aggiornamento. E mentre altrove le nouvelle vague fanno esplodere un cinema moderno, l’Italia trova una sua via originale e imprevista, che farà scuola; in un paese pieno di contraddizioni, diviso tra le borgate di Accattone e gli interni algidi di Ferreri, i giovani arrabbiati di Bellocchio e Bertolucci e quelli spaesati di Olmi. Una guida che getta nuova luce su film e autori celeberrimi, intrecciando il cinema con la società, la letteratura, gli altri media, e racconta una consonanza irripetibile tra il cinema e l’Italia, prima che quest’ultima diventasse “un Paese mancato”.
Italiana è il nome di una nuova collana di saggi firmata “Il Castoro”, interamente dedicata al cinema italiano.

Italiana si propone di offrire uno sguardo esaustivo sul nostro cinema, grazie a una serie di saggi che ne indagano ognuno un aspetto specifico. L’intento principale è descrivere la storia del nostro cinema, leggerne da nuove prospettive le opere significative, mostrarne le relazioni con la cultura e la società italiane.
 [Il Castoro – pp. 144 € 15,50]
 
Commedia all’italiana – Collana “Italiana”
Mariapia Comand
Perché ci ricordiamo di Gassman nel Sorpasso se il protagonista è Trintignant? E perché mai La grande guerra suscitò tante polemiche? Per quale ragione tanti italiani hanno amato i ritratti cinematografici di connazionali gaglioffi e anarcoidi?
La commedia all’italiana è uno dei generi più fortunati del nostro cinema, una fucina di invenzioni narrative e linguistiche, molte delle quali incastonate nel patrimonio immaginario nazionale. Ma dietro alle battute e alle maschere, oltre le storie e gli stereotipi, sono tante le questioni che affiorano. Questo libro le affronta proponendo differenti prospettive di analisi, allacciando un dialogo tra saperi diversi, incrociando testimonianze e documenti, inseguendo i fili invisibili che legano le narrazioni dello schermo alle vicende del tempo e del Paese. Si fa strada così l’immagine di un cinema quale formidabile crocevia di esperienze e discorsi, di spinte e di resistenze, un cinema di grandi attese e, talvolta, di straordinarie risposte.
[Il Castoro – pp. 144 € 15,50]
 
Le maschere della storia – Il cinema di Paolo Benvenuti
Alberto Morsiani e Serena Agusto (a cura di)
Il primo libro sull’opera di uno dei più originali registi italiani.
Paolo Benvenuti (Pisa 1946) è un autore inconsueto e appartato che persegue con ostinata lucidità una sua idea di cinema in cui convivono la lezione di Rossellini sulla centralità del linguaggio didattico, la passione per le multiformi sfaccettature della Storia pubblica e privata e l’ispirazione plastica e pittorica di uno stile rigoroso e concentratissimo. I progetti dei suoi film sono basati su ricerche storiche lunghe e accurate e propongono punti di vista sempre originali e spesso trasgressivi e controversi. Linguaggio, recitazione degli attori (raramente professionisti), uso delle musiche: ogni aspetto dei suoi film è sottratto a ipoteche spettacolari e ornamentali o a facili psicologismi per andare direttamente alla sostanza e alla verità delle cose. La Storia, per lui, è sì una severa maestra, ma va comunque ricostruita con un procedimento di vera e propria investigazione intellettuale, che è, insieme, sobrio e appassionante.
Il libro raccoglie una serie di contributi originali di critici tra cui Rinaldo Censi, Tullio Masoni, Roberto Chiesi e i curatori Morsiani e Agusto, e un prezioso inserto fotografico.
[Il Castoro – pp. 112 € 16,00]
 
Il cinema e la Shoah
Claudio Gaetani
Per anni il rapporto che lega il cinema alla Shoah è stato caratterizzato dalla convinzio-ne che fosse impossibile, nonché immorale, tentare di rendere “immaginabile l’inimmaginabile”. Critici, storici e sopravvissuti al genocidio pianificato dal nazismo contro la popolazione ebraica hanno sovente considerato semplicistica, se non addirittura offensiva, qualsiasi rappresentazione il cinema abbia offerto della tragedia da essi subita. Da qualche tempo, però, i toni della discussione sono cambiati e molti hanno capito quanto il mezzo sia stato utile alla conservazione di una necessaria memoria storica. È in questa direzione che il lavoro di Claudio Gaetani si muove. Rispolverando e scovando pellicole più o meno note, analizzando sequenze appartenenti all’immaginario collettivo insieme ad altre perse nel tempo, ma particolarmente significative per le finalità ideologiche e politiche che celano, l’autore individua tutte le fasi di questo processo, tenendo sempre ben impressa l’incidenza che su di esso hanno avuto molteplici fattori, primo fra tutti lo sfondo storico-geografico delle singole produzioni. La struttura stessa dell’opera evidenzia quali differenze intercorrono in questo senso tra una produzione americana e una europea e permette di seguire in maniera speculare i percorsi e le relative influenze che hanno portato chi l’evento non ha vissuto direttamente e chi invece continua tutt’oggi a sentirne addosso il peso a dare alla Shoah una propria fisionomia. Gaetani traccia e suggerisce quanti più sentieri di indagine possibili in questo mare magnum ancora mai compiutamente esplorato, arrivando a svelare come i connotati stessi della tragedia abbiano così finito per diventare il modello e il simbolo stesso del Male, assimilati pure in generi completamente alieni da quello più tipicamente drammatico o bellico. Obiettivo della sua ricerca resta trovare un modo di filmare la tragedia che sia realmente unico, e cioè che appartenga a un cinema essenzialmente “civile”.
[Le Mani  pp.264  – € 13,00]

Fuck the continuity
Miguel Lombardi
Se appena trent’anni fa si fosse proposta al pubblico la visione di Se mi lasci ti cancello o di Babel, pochissimi spettatori ne avrebbero compreso il significato.
Questo perché il cinema sta evolvendo sotto i nostri occhi: i suoi codici stanno cambiando e così le modalità espressive di registi, montatori e sceneggiatori a noi contemporanei. Inarritu, Gondry, Kaufman sono solo alcuni tra gli interpreti di un linguaggio che non è più lo stesso, in cui continuità e montaggio narrativo sono ormai arrivati a giocare una funzione primaria sin dall’ideazione del film.
Eppure le regole trasmesse agli aspiranti registi di oggi sono le stesse di trenta o cinquanta anni fa. Il merito di questo manuale è di ribadirle – nella consapevolezza che esse sono pur sempre quelle “fondamentali” – ma subito dopo mostrare come e quando sia opportuno – anzi auspicabile – aggirarle, ricorrendo alle possibili eccezioni. Quelle stesse eccezioni che nella storia del cinema hanno spesso contraddistinto lo stile originale e unico dei grandi registi.
 [Audino Editore  – pp. 160 € 19,00]
 
Il viaggio dell'Eroe
Christopher Vogler
Il film e la fiction tv raccontano storie. Le narrazioni più coinvolgenti, quelle che, a seconda dei casi, ci tengono incollati allo schermo col fiato sospeso o ci lavorano dentro e riemergono alla mente nelle ore o nei giorni successivi, sono quasi sempre riconducibili agli antichi miti. Forse perché, come ha scritto Jung, il sogno è il mito individuale, i miti rappresentano i sogni collettivi dell'umanità . E il grande cinema è anch'esso sogno collettivo. Questo libro, basato sul lavoro di uno studioso dei miti come Joseph Campbell, tenta di analizzare la figura del protagonista del film, con le stesse categorie con cui Campbell analizza l'eroe mitico e il suo percorso avventuroso. Ma non si tratta di un saggio antropologico o sociologico, bensì di una guida all'analisi della struttura fondante della sceneggiatura. Infatti l'eroe mitico non è solo in senso letterale trasponibile nel protagonista del film d'avventura, ma è una metafora di qualsiasi protagonista di qualsiasi film in cui il personaggio principale compia nel racconto per immagini un percorso che lo porti alla fine della storia ad una nuova consapevolezza. La struttura di questo viaggio, le stazioni di questo procedere, le figure ed i passaggi che lo porteranno a compiere il tragitto che potremmo definire "iniziatico", tutto questo viene spiegato nel libro con riferimenti continui a sequenze di grandi film. A dieci anni dall'uscita della versione italiana del libro, pubblichiamo una nuova edizione del grande successo internazionale di Christopher Vogler: Il viaggio dell’Eroe. Rispetto alla precedente, questa edizione si arricchisce di una prefazione dell’autore ed è caratterizzata da una nuova traduzione, che, tenendo conto della diffusione del testo fra gli scrittori italiani, si uniforma all’uso ormai consolidato della terminologia in esso contenuta.
[Audino Editore  – pp. 176 € 19,00]
 
La guerra del cinema
David Puttnam
Questo libro racconta la storia dell’epico scontro tra la potente armata dei produttori hollywoodiani, sempre supportata dal potere politico, e le fragili e divise cinematografie europee, sempre in cerca di sussidi statali e di leggi protezionistiche.
Ma ci spiega anche come una diversa idea di cinema tra vecchio e nuovo continente abbia influito sullo sviluppo e sull’esito di questo scontro. Da una parte, negli USA, un apparato industriale che, con l’ambizione di sviluppare il mercato interno e conquistarne di nuovi all’estero, ha saputo realizzare storie sempre più emozionanti e portatrici di valori universali capaci di creare un immaginario collettivo sovranazionale. Dall’altra, in Europa, un cinema, inteso innanzitutto come arte, che ha prodotto capolavori assoluti, ma ha anche generato un’ideologia del cinema d’autore che, sfornando centinaia di film autoreferenziali, ha progressivamente allontanato per decenni il pubblico europeo dal proprio cinema.
Anche le politiche governative di aiuti al settore sono state essenzialmente differenti tra i due continenti: da una parte stimoli e investimenti per lo sviluppo industriale del settore, dall’altra aiuti spesso di tipo mecenatistico nei confronti di singoli autori.
Così, ricostruendo la storia delle politiche industriali, statali e culturali di settore, Puttnam da una parte fa emergere le ragioni e le modalità di una guerra che noi europei non potevamo non perdere, dall’altra ribadisce come non ci si debba rassegnare alla sconfitta.
«I film e la tv creano stili di vita e comportamenti, rinforzano o minano i valori di una società […]. Sceneggiatori, registi e produttori hanno la grande responsabilità morale di stimolare, ispirare, mettere in discussione o riaffermare, oltreché di intrattenere».
Insomma, il cinema è molto più che divertimento, business e persino arte: ecco perché non possiamo arrenderci.
[Audino Editore – pp. 144 € 18,00]