Navalny, di Daniel Roher

Un documentario sul leader dell’opposizione russa Alexei Navalny che si trasforma in spy story con colpi di scena in diretta. Da oggi in sala.

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Il cinema si ispira alla realtà? In effetti ci sono vicende della cronaca quotidiana che hanno più colpi di scena di un film di spionaggio. La vicenda di Alexei Navalny, leader dell’opposizione russa contro il governo di Putin, sembra ricopiata da un romanzo di Ian Fleming. Il politico, di ritorno da una campagna anti corruzione in Siberia, si sente male in aereo per un sospetto avvelenamento da Novichok, agente nervino che applicato sugli indumenti intimi viene assorbito portando al coma. Lo staff di Navalny si mette in moto per dimostrare il coinvolgimento dei servizi segreti russi in un attentato che solo per una fortunata coincidenza non causa la morte dell’esponente politico. Daniel Roher (Once Were Warriors: Robbie Robertson and the Band) segue con la macchina da presa tutte le vicende che si sviluppano dal giorno dell’attentato e si ritrova tra le mani un istant movie in cui la parte documentaristica diventa più avvincente di un film d’azione. Le interviste frontali quasi testamentarie di Navalny si alternano con i puzzle dell’inchiesta investigativa che vede in campo oltre i familiari (su tutti la moglie Yulia, regina degli scacchi) anche colossi come la CNN (Clarissa Ward è la giornalista che per prima annuncia il complotto in diretta televisiva) e Sherlock Holmes bulgari (il giornalista Christo Grozen che risale tramite tracciati telefonici e prenotazioni aeree a esecutori e mandanti).

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Daniel Roher evita il racconto agiografico stuzzicando il suo protagonista: prima lo innervosisce ricordandogli che le sue parole dell’intervista potrebbero essere le ultime, chiede conto delle sue simpatie filonaziste e sottolinea l’aspetto narcisistico di Navalny in questa ossessione per i social media (il duetto con la figlia per il video cantato su Tik Tok, l’ansia per le visualizzazioni su Instagram) e per i videogiochi. Poi però gli rende l’onore del vincitore quando l’attività di ricerca porta alla luce il complotto per assassinarlo. E il momento della verità viene colto in diretta durante le telefonate ai suoi carnefici con Navalny che riesce a far cadere nella trappola un chimico che ha ideato l’attentato con l’agente nervino. La camera inquadra non solo Navalny al telefono ma coglie anche la reazione di Christo Grozen e di un’altra giornalista che diventano lo specchio della reazione dello spettatore. È un momento quasi ‘herzoghiano’, in cui avvertiamo tra i brividi una adesione completa tra cinema e vita. Nonostante la folla acclamante e una famiglia unita, Navalny espone il suo corpo alle fauci dei mass media per potere rimandare l’appuntamento con la morte. Previsione sbagliata perché anche se sei famoso e hai milioni di like sui social network ti fanno fuori lo stesso. Navalny corre da solo lasciando tracce sulla neve in una memorabile ripresa dall’alto: tornando a Mosca il suo destino è segnato.

Girato e montato con un ritmo da action movie, Navalny è una opera potente che fa dell’eccesso di realtà la sua forza trascinante. Quello che vediamo è un sistema di potere che in silenzio isola e accerchia l’oppositore cercando di delegittimarlo. Nella conferenza stampa Putin non nomina il suo avversario perché ne teme la rilevanza mediatica: nella società dello spettacolo l’immagine si moltiplica all’infinito fino a diventare un simbolo di martirio, una icona sacra. Il corpo dell’oppositore può essere torturato e ucciso, ma l’immagine della vittima diventa immortale portando alla militanza attiva milioni di followers fino a ad allora spettatori passivi. Guardate la folla all’aeroporto di Mosca in attesa dell’arrivo di Navalny: è internet, bellezza. La solidarietà virtuale si trasforma in grido di protesta che dall’aeroporto dilaga in maniera esponenziale verso tutte le piazze russe.

 

Titolo originale: id.
Regia: Daniel Roher
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 98′
Origine: USA, 2022

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4
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Il voto dei lettori
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