Pare parecchio Parigi, di Leonardo Pieraccioni

Pur tra la cartapesta di una sceneggiatura a volte artificiosa, la viscosità di qualche battuta ed insospettabili derive saturnine, il viaggio a Parigi da fermi della famiglia Castennacci diverte

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“Liberamente tratto da una storia vera”. È nell’incipit del film che si situa la cifra stilistica di Pare parecchio Parigi, ultima fatica del prolifico Leonardo Pieraccioni che, come il celebre Hiroo Onoda, sembra continuare a lottare nel mainstream per la sua idea di cinema in una guerra ormai persa da tempo. Un’idea che in questo 2024 si dimostra però marmorea come un monumento quasi dimenticato della nostra commedia ma che pur relegato in periferia (si veda l’uscita oramai canonica dopo le feste natalizie per non dover lottare con gli altri campioni d’incassi) continua ad attirare visitatori, interessati proprio alle forme che in centro ormai ci si vergogna di esibire.

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Il burbero professore in pensione Cannistraci (Nino Frassica, meraviglioso) ad 81 anni suonati è colpito da un infarto che lo costringe all’ospedale. Al capezzale giungono i tre figli che, in ossequio alla massima della famiglia “la coerenza dell’assenza”, non vede da cinque anni: Bernardo (Leonardo Pieraccioni, questa volta più a fuoco nell’eterno ruolo peterpanesco che si assegna) che è il proprietario di un bel maneggio di cavalli, l’estetista Giovanna (Chiara Francini, sprecata) e la geometra Ivana (Giulia Bevilacqua, la più brava). Il rimpianto per il passato distacco e la constatazione che per il padre malato, quasi cieco e ancora debilitato, non ci sia più tempo per grufolare nelle incomprensioni agiscono da molla per i tre figli che scelgono di partire insieme al degente per un viaggio a Parigi bramato da anni. Ma l’anziano genitore è in “dimissione protetta”, il che si traduce nel niet della struttura sanitaria per un viaggio così faticoso. Il problema, ben riassunto da Bernardo, è quindi: “Come si fa ad andare a Parigi senza andare a Parigi?”. Insieme alle due sorelle, l’uomo affitta allora un camper con cui girare per dodici ore in tondo nella campagna del suo maneggio e, approfittando della vista debilitata del padre, inscenare questo improbabile viaggio simulandone perfino soste e tappe. Pare parecchio Parigi è, come si diceva prima, tratto molto liberamente dalla storia di Michele e Gianni Bugli che nel 1982 inscenarono una simile messinscena per il loro  padre malato.

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Pieraccioni quindi, sin dalle premesse, sembra voler ottenere il viatico alla maturità che critica e pubblico gli chiedono da qualche anno ma allo stesso tempo riservandosi ancora quello spazio di manovra comica, traducibile nell’avverbio liberamente, che il regista toscano non è disposto a cedere. Anche a costo di regalare ancora una volta una parte – lui sì davvero fermo alla prima maschera con cui ha sfondato – al sodale Ceccherini in ruolo francamente superfluo, segno di quell’adolescenza del segno cinematografico che non vuole proprio staccarsi dal corpo cinematografico di Pieraccioni. Ma che in fondo, in questo lavoro un po’ sgangherato e un po’ rigido che oscilla tra bambinesche schicchere sul collo e battute-slogan come “Fatti una taggatina con una della tua età”, rimane motivo di fascinazione spettatoriale. Questo “Truman show alla Scandicci”, con l’azzardo del racconto fatto per analessi durante un accidentato volo aereo in cui perfino l’equipaggio di bordo e il comandante vogliono sapere come va a finire la storia dell’invasato passeggero Bernardo, ha difatti alcuni momenti riusciti come la scena con alci e orso (mascherati, ovviamente) sulla soleggiata campagna toscana e il rapporto di fratellanza bischera, in fondo mai veramente cattiva, tra i tre figli. Così perfino la scoperta analogia di questo “viaggio da fermi”, in cui “l’unico pedaggio da pagare è quello della fantasia”, con l’esperienza della sala cinematografica riesce ad avere, caso strano in questa fase della cinematografia di Leonardo Pieraccioni, il gusto (parigino!) dell’autenticità. Pare parecchio una buona commedia, insomma.

 

Regia: Leonardo Pieraccioni
Interpreti: Leonardo Pieraccioni, Chiara Francini, Giulia Bevilacqua, Nino Frassica, Massimo Ceccherini, Gianni D’Addario, Giancarlo Ratti, Massimiliano Galligani, Giuseppe Gandini, Alessandro Riccio, Marta Richeldi, Giorgio Borghetti, Alessio Binetti, Gabriele Careddu, Gianna Giachetti, Gianmaria Vassallo, Sergio Forconi, Andrea Muzzi
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 96′
Origine: Italia, 2023

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3
Sending
Il voto dei lettori
2.58 (26 voti)
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