Red Notice, di Rawson Marshall Thurber

La produzione più costosa di Netflix è un blockbuster che funziona solo sulla carta e Dwayne Johnson e Ryan Reynolds non sono in sintonia

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Il budget finale di Red Notice ha fatto registrare la cifra di duecento milioni di dollari. Il film scritto e diretto da Rawson Marshall Thurber è diventato la produzione più costosa che Netflix abbia mai affrontato. La prima domanda riguardo a questo enorme investimento è abbastanza scontata. Il risultato finale è stato all’altezza della spesa? È difficile rispondere positivamente perché lo spericolato heist-movie manca anche il risultato minimo di intrattenere per due ore. La pandemia ha flagellato la sua lavorazione ma molti altri titoli rallentati dalle restrizioni erano almeno divertenti. La sua unica attenuante sembra essere la solita questione che coinvolge i prodotti da piattaforma. L’impatto emotivo di un blockbuster cambia nel trasloco dalla sala cinematografica al proprio salotto?

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Tuttavia, anche questo appare un argomento non molto pertinente. Il problema di Red Notice risale nella debolezza dell’unica idea che sta alla base del film. Come sviluppare le potenzialità intraviste nel breve cameo di Ryan Reynolds in Hobbs & Shaw (2019)? Un team-up tra l’attore canadese e Dwayne Johnson sarebbe potuto andare oltre i tre minuti e mezzo di quell’intermezzo? E aggiungere anche un terzo incomodo femminile avrebbe funzionato? La sceneggiatura di Red Notice sembra sulla carta un perfetto buddy-movie che fa muovere i due in giro per il mondo senza fargli mai lasciare la loro comfort zone. La trama si deve impegnare troppo per giustificare narrativamente una serie di situazioni che possa metterli a loro agio. Lo sforzo gli lascia il fiato corto quando si tratta di costruire dei veri legami tra i personaggi. Le due star hanno sempre il contesto adatto per eseguire il loro numero migliore ma non riescono mai a valorizzarsi a vicenda.

Red Notice non trova la sintonia tra gli attori e questo finisce per essere il suo peccato capitale. Una lacuna inspiegabile alla luce della predisposizione di tutto il cast sia al protagonismo che alla convivenza. Ryan Reynolds ha il suo standalone con Deadpool ma ha ottenuto risultati egregi in coppia con Samuel L. Jackson in The Hitman’s Bodyguard. La carriera cinematografica dell’ex wrestler è resuscitata all’ombra di Vin Diesel nei migliori episodi di Fast & Furious. La presenza di Gal Gadot nel precario DC Universe resta solida sia in solitaria con Wonder Woman che nella confusione delle due versioni di Justice League. Eppure, sembra che siano proprio loro a non credere a quello che stanno facendo. Il loro solito repertorio si trascina in location da cartolina, in un carcere siberiano e nel bel mezzo della giungla senza mai rinnovarsi.

L’autoironia e la capacità di adattamento degli attori sono state ampiamente testate in precedenza e non possono essere messe in discussione. È il copione che non riesce in nessun modo a farle uscire dal terreno della prevedibilità. Un film che affonda spesso nella palude del deja vu e non spicca per la stravaganza dell’intreccio non può permettersi anche di avere battute poco brillanti. Purtroppo, Rawson Marshall Thurber non riesce a far fare il salto di qualità alla sua carriera dopo una lunga serie di successi nella commedia. Dwayne Johnson lo ha eletto a suo regista di fiducia e forse questo è un altro dei limiti dell’operazione. Potrebbe essere che Red Notice non sia su misura per tutti allo stesso modo. Il sodalizio viene da due film consecutivi insieme ed è possibile che i due si siano fidati l’uno dell’altro più di quanto abbiano fatto con gli altri.

Tuttavia, il coinvolgimento della Maximum Effort di Ryan Reynolds suggeriva quanto meno una supervisione dell’attore. Il suo marchio di fabbrica non va oltre una spruzzata del suo umorismo sempre in bilico tra la corrosività e la scatologia. Dwayne Johnson si prende la scena ma non la domina e questo è il secondo progetto non totalmente convincente dopo Jungle Cruise. Forse, il format per famiglie lo costringe a contenersi e la limitazione non gli giova. L’idea era di farne un franchise di successo e con Netflix non si può mai dire l’ultima parola. Non sarebbe il primo film facilmente dimenticabile a vivere un’inspiegabile longevità. Rawson Marshall Thurber era convinto che bastasse mettere il pilota automatico ad un cast stellare per portare a casa un successo. Forse, vederlo nella stessa modalità era la chiave giusta per apprezzarlo. Basterà anche per ricordarlo il giorno dopo?

Titolo originale: id.
Regia: Rawson Marshall Thurber
Interpreti: Dwayne Johnson, Ryan Reynolds, Gal Gadot, Ritu Arya, Chris Diamantopoulos
Distribuzione: Netflix
Durata: 117’
Origine: USA, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.5 (10 voti)
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