Runner, di Nicola Barnaba

Un action claustrofobico che è un timido omaggio all’action statunitense anni ’80, non è mai compatto e spreca dialoghi e pallottole a ripetizione. Francesco Montanari più convincente di Matilde Gioli

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La dedica finale è per John McClane, il protagonista della saga Die Hard portato sullo schermo da Bruce Willis. Del grande attore statunitense però non si avverte neanche l’ombra così anche come lo sguardo sull’action degli anni ’80 non va oltre il timido omaggio. La figura di Lisa, interpretata da Matilde Gioli, potrebbe essere costruita sulla falsariga delle eroine incarnate da Sigourney Weaver tra Alien e Alien. Scontro finale. Barnaba infatti si affida molto sulla fisicità della sua protagonista, una runner su un set cinematografico con un passato da atleta che ha una relazione con Sonja, la protagonista del film. L’attrice però viene assassinata dal suo ex in cerca di vendetta. Tutte le prove sono contro Lisa. Soprattutto Bosco, uno spietato agente dell’Interpol le da la caccia. La ragazza, anche se non è colpevole, può soltanto correre.

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Girato quasi del tutto dentro un hotel, Runner è un action claustrofobico che segue le regole del genere: un cattivo spietato dalla doppia identità, una complice determinante (Anna, la cameriera sordomuta dell’albergo), la fuga come unico modo per dimostrare la propria innocenza. Matilde Gioli non si risparmia: scappa, cammina sul cornicione, si getta dall’alto, spara con pistole che possono funzionare oppure no. Francesco Montanari ci mette dentro invece tutta la cattiveria possibile per rendere il suo agente una vera carogna. Poteva essere una dinamica sfida a due. Dentro invece ci sono troppi personaggi, alcuni dei quali appena abbozzati (l’agente donna, la direttrice dell’hotel) che causano una dispersione narrativa in un cinema che guarda la compattezza del B-movie ma non ha neanche la forza d’imitarla. In più spreca dialoghi in sparatorie come quella finale dove dovrebbero sentirsi solo i rumori degli spari delle pistole (“Fai un’altra proposta” grida Lisa a Bosco dopo che ha giurato di ucciderla), s’impantana in split-screen fine a se stessi e trasforma la riflessione sul set cinematografico (già dalla scena d’apertura della fuga del personaggio di Sonja nel bosco) in una sovrastruttura ingombrante. Lo sguardo di Barnaba, che aveva diretto commedie con Maurizio Battista ed Enzo Salvi (Una cella in due) e Pablo e Pedro (Ciao Brother), sul genere è asettico. Tranne la scena dell’omicidio mentre Lisa è in doccia e la sequenza dell’ascensore, Runner non ha niente di sorprendente con inseguimenti, sparatorie e Bosco che trova la preda comparendo all’improvviso che si somigliano così tanto che azzerano tutta l’adrenalina che invece era necessaria.

 

Regia: Nicola Barnaba
Interpreti: Matilde Gioli, Francesco Montanari, Ilenia Calabrese, Saverio Malara, Vincenzo Scuruchi, Federico Tocci, Hana Vagnerova, Flora Contrafatto
Distribuzione: Plaion Pictures
Durata: 91′
Origine: Italia, 2023

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2
Sending
Il voto dei lettori
3.6 (5 voti)
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