Showrunner: gli spettatori diventano creatori

I creatori di South Park AI danno vita a Showrunner, la Netflix dell’IA che permette agli spettatori di diventare creatori. Bastano dieci o quindici parole e gli utenti possono dar vita a episodi

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Gli spettatori diventano creatori. Se già il ruolo dello spettatore è cambiato in modo significativo negli ultimi decenni, questa innovazione segna la rivoluzione più sconvolgente. Si intitola Showrunner ed è una piattaforma che dovrebbe permettere agli spettatori, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, di creare veri e propri format episodici da zero usando un semplice prompt.
Bastano 10 o 15 parole e gli utenti possono generare scene ed episodi dai due ai 16 minuti, con tanto di dialoghi, voci, montaggio, inquadrature diverse, personaggi e uno sviluppo narrativo. Chi vuole approfondire può modificare le sceneggiature, le inquadrature, le voci e rifare gli episodi, ma Showrunner si rivolge a utenti non tecnici e non professionisti. Su carta è il passo successivo della creatività “artificiale” applicata al contesto dell’intrattenimento seriale, utile, forse soprattutto a sbloccare quei linguaggi dal loop sempre più inerziale in cui rischiano di finire esperimenti “serializzati” di questo tipo, come già accaduto alle incursioni a tema Spongebob o Seinfeld.
“Showrunner ridefinisce il concetto di show televisivo, in quanto permette allo spettatore di guardare uno show, amarlo e diventare immediatamente un creatore dell’episodio successivo”, ha dichiarato Jacob Madden, co-creatore della piattaforma Showrunner.
“È ormai un’opinione comune che l’IA sia ‘solo’ uno strumento nella cassetta degli attrezzi, semplicemente un’altra fase della tecnologia VFX. Noi crediamo che si tratti di un’innovazione molto più radicale e che Hollywood creerà un intrattenimento bidirezionale: il pubblico che guarda una stagione di uno show, lo ama e poi crea nuovi episodi con poche parole, e si include in maniera attiva negli show. La piattaforma permette agli showrunner di sperimentare con le loro storie in tempo reale, iterando e perfezionando costantemente la loro visione”, ha continuato Madden.
Non è la prima volta che Madden sperimenta grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. La società dietro a Showrunner poco tempo fa infatti pubblicato una serie di episodi di South Park generati grazie all’AI, un punto di passaggio centrale, che ha contribuito a mostrare al grande pubblico che chiunque, con abbastanza creatività, può divenire sceneggiatore. Gli episodi, realizzati come progetto di ricerca senza il permesso dei creatori di South Park, hanno ricevuto più di 8 milioni di visualizzazioni permettendo ai creatori incontri con Fox, Netflix, Paramount e Sony.
“Dovrebbe essere facile come sfogliare un catalogo Netflix”, ha dichiarato Philipp Maas, co-creatore di Showrunner. “Guarda un episodio o crea un episodio!”

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Giovedì lo studio The Simulation (prima Fable Studio) ha presentato gli episodi creati dal sistema, prima denominato Fable.

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Hutzpa!, Exit Valley, Pixels, Sim Francisco e What We Leave Behind sono tutte serie ambientate nel mondo virtuale di Sim-Francisco.
Tra questi prodotti spicca la satira Exit Valley che vede protagonisti Mark Zuckerberg insieme a Eduardo Luiz Saverin (ve lo ricordate Andrew Garfield in The Social Network?) e i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss (e Armie Hammer? Sempre nel film di Fincher).
Nella serie i quattro personaggi vestiti da cowboy da qualche parte nella Sierra Californiana, scoprono l’oro. Siamo nell’Ottocento. “Un oro che può finanziare una rivoluzione e creare una connessione tra tutti i popoli”, dicono speranzosi. Ma Thomas Zuckerberg III non ci mette molto a decidere di far fuori i suoi compari, restando solo, con il volto sporco di sangue a ripetere ossessivamente “Aperto e connesso, aperto e connesso, più aperto e più connesso”.

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