Un racconto semi-favolistico con una prima parte molto riuscita evidente anche nel notevole rigore nelle ricostruzioni d'epoca, ma poi il film preferisce stemperare l’ironia con il dramma
Un thriller psicologico che ha un'efficace tensione nella parte giudiziaria e che è sostenuto dalla sontuosa prova di Sandra Hüller. Le forzature di scrittura però lo limitano. Palma d'oro a Cannes