We Are: la storia di Jon Batiste, il pianista dietro la musica di SOUL

L’ultimo album di Jon Batiste, vincitore di Globe e Oscar per la colonna sonora di Soul (con Reznor e Ross), rappresenta un legame tra tradizione black e istanze sociali e musicali contemporanee

 

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We Are, l’ultimo album di Jon Batiste – musicista vincitore ai Golden Globe e agli Oscar 2021 per miglior colonna sonora originale del film Soul – è un invito alla presa di coscienza, catalizzata da una parte da questo periodo pandemico e dall’altra dalle proteste dello scorso anno esplose in seguito alla morte di George Floyd, durante cui lo stesso Jon Batiste ha radunato 5000 manifestanti Newyorkesi in una marcia pacifica suonando e cantando per le strade di Manhattan.
Uscito a marzo 2021, We Are rappresenta una risposta alle difficoltà e alle ingiustizie sociali subite negli ultimi anni, mediata dall’arte di Batiste che compie un’ulteriore passo evolutivo verso una nuova concezione musicale mescolando tradizione e innovazione, le sonorità dei canti gospel, del Jazz, del Soul, al R&B anni ’70 all’hip hop contemporaneo.
Il risultato è una miscela esplosiva di suoni capaci di diffondere entusiasmo, allegria e spensieratezza, che secondo la poetica Batiste sono le emozioni necessarie per ritrovare un senso di convivialità, soprattutto durante questo periodo di distanziamento sociale.
Prima di raggiungere questo successo Batiste ha collaborato con oltre 200 musicisti, tra cui Quincy jones e Mavis Staples, la scrittrice Zadie Smith con cui durante il lockdown ha continuato sistematicamente a tenere sessioni di canto su Zoom. Ma la sua fama era dovuta soprattutto al The Late Show con Stephen Colbert, dov’è direttore musicale, ha arrangiato e suonato musica per dozzine di edizioni della trasmissione televisiva statunitense, acquisendo notorietà non solo come compositore e musicista, ma anche come personaggio televisivo.

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La storia di Batiste e della sua passione per la musica comincia a New Orleans, nel quartiere di Metairie, dov’è nato e cresciuto in una famiglia di musicisti leggendari (tra cui Lionel Batiste e Harold Batiste) suonando insieme ai fratelli nella Batiste Brother Band già dall’età di otto anni.

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In adolescenza ha continuato a suonare il pianoforte e a prendere lezioni di musica classica, mentre trascriveva le musiche per i videogiochi di Street Fighter Alpha, Final Fantasy VII e Sonic The Hedgehog, sviluppando uno stile musicale già riconoscibile. A 17 anni ha rilasciato il suo primo album Times a New Orleans, mentre frequentava il New Orleans Center for Creative Arts con Trombone Shorty.
Ma è solo durante il periodo di studi alla Juilliard che Batiste inizia davvero a rivoluzionare il suo stile musicale rinominandolo successivamente come “Social Music” (che è anche il titolo di un album della sua band attuale) caratterizzato da sonorità che riprendono quelle di Duke Ellington e Stevie Wonder, Wu-Tang Clan e Björk.

Musica, socialità e solidarietà sono componenti che hanno sempre fatto parte dell’arte di Batiste, specialmente da quando durante il periodo di studi alla Juilliard è nata la band con cui tutt’ora continua ad esibirsi in tournee: Stay Human che sta per “resta umano” già indica il concetto fondante dell’arte di Batiste secondo cui l’interazione sociale che si crea durante un’esibizione musicale live è il riflesso della necessità di condividere momenti d’empatia e di convivialità, che non dovrebbero essere mai trascurati poiché rappresentano una parte dell’indole e della natura umana.
Con We Are Batiste ripropone questi concetti, rinnova le sue radici di musicista e l’eredità della black music partendo dalle tradizioni gospel per arrivare alla realizzazione di questa nuova esperienza musicale, che unisce sonorità più tradizionali a quelle della musica pop contemporanea – assumendo nuovi significati, non solo musicali, ma anche politici, sociologici e metanarrativi.
We Are ci “parla” di eventi e condizioni reali attraverso le emozioni suscitate dalla musica e in questo senso assume anche un linguaggio metanarrativo che si espande attraverso l’animazione del film Pixar Soul, dove musica ed emotività si fondono per raccontare la storia di un jazzista afroamericano che insegue il suo sogno: la scintilla che muove e che stimola l’animo umano, capace di illudere, ma anche di far cambiare prospettiva continuamente.

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