"Highwaymen", di Robert Harmon

La strada come metafora della lotta tra due ossessioni, le auto come protesi metallica del corpo, la vendetta come motore immobile dell'intreccio. Saggio sull'uomo tecnologico? Allegorica critica sociale? Omaggio al "Crash" di Cronenberg? Nulla di tutto questo. Solo un risibile polpettone in carenza d'ossigeno. E di idee.

Non è difficile immaginare che il vero motivo per cui è stato scelto Robert Harmon a dirigere questo film sia che aveva realizzato The Hitcher, il capostipite dei thriller autostoppistici, il cui nome poteva essere facilmente sfruttato in fase pubblicitaria - essendo Highwaymen pure un road movie adrenalinico, almeno nelle intenzioni. I distributori italiani hanno poi avuto la fortuna che, dall'uscita statunitense nel 2003, l'attore protagonista (Jim Caviezel) sia diventato famoso grazie al grande successo de La passione di Cristo, fatto non a caso evidenziato dalle locandine. Se questo giustifica il lancio estivo, meno comprensibile è il risultato finale. Perché Highwaymen ingrana col piede giusto, nei titoli di testa, con quel rumore avvolgente di matita che scrive sulla carta, compilando in primissimo piano misteriosi questionari. Si parte in flashback: un pirata della strada uccide la novella sposa di Rennie Cray, riuscendo a fuggire. Cinque anni dopo Rennie è ancora sulle tracce del fuorilegge, che questa volta ha preso di mira la giovane Molly (una Rhona Mitra fastidiosamente inespressiva), corista traumatizzata dalle automobili - tanto che non riesce a guidare. Rennie ha intenzione di usare Molly come esca per catturare il misterioso assassino, per potersi finalmente vendicare. Una sorta di rilettura (al ribasso) di Duel, insomma, ma con delle potenzialità da B-movie ben congegnato: peccato bastino cinque minuti per disaffezionarsi. I dialoghi sono uno sfacelo, meccanici e svogliati; si arrogano il diritto di dare spiegazioni anche quando non sarebbe necessario, risultando pretestuosi. Le caratteristiche dei personaggi sono gettate nella mischia a casaccio. L'unico motivo per cui Molly ha paura di guidare, ad esempio, è giustificare la scena volgare e freudianamente da invidia del pene in cui Rennie la forza a mettere la mano sul cambio, stringendo sopra la sua con sguardo marpione; per il resto è un dettaglio inutile. Ma la palma dell'inutilità va addirittura a uno dei protagonisti, il poliziotto di colore Macklin (sottosfruttato il bel volto da caratterista di Frankie Faison), introdotto non si capisce con quale criterio, visto che non ha una funzione evidente - se non l'agghiacciante fotogramma finale, sul quale conviene sorvolare. Tutte le scene in cui compare sono stagnanti; non ha un ruolo nella vicenda, se non farsi narrare i retroscena su Fargo, il cattivo, da un Rennie insolitamente in vena di intuizioni. Da mettersi le mani nei capelli.

 

Titolo originale: Highwaymen

Regia: Robert Harmon

Sceneggiatura: Craig Mitchell, Hans Bauer

Fotografia: René Ohashi

Montaggio: Chris Peppe

Musica: Mark Isham

Scenografie: Paul D. Austerberry

Costumi: Luis Sequeira

Interpreti: Jim Caviezel (Rennie Cray), Rhona Mitra (Molly Poole), Frankie Faison (Will Macklin), Colm Feore (Fargo), Andrei Roth (Alex)

Produzione: New Line Cinema

Distribuzione: Eagle Pictures

Durata: 80'

Origine: Usa, 2003

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Tom Cruise in El Presidente?
Corteggiati dalla Warner anche Downey jr e Jay Roach
CANNES 65 - Le leggi di Nanni Moretti
Quattro regole per la giuria
CANNES 65 - Dejavu, un corto di Wong Kar-Wai
Sarà proiettato il 18 maggio sulla Croisette
CANNES 65: Pochi applausi per Wes Anderson
Moonrise Kingdom ha inaugurato il concorso
Ancora ipotesi sulla morte di Marilyn
Tre studiosi italiani riaprono il caso
È morto Donald Dunn
Celebre bassista americano e guest star in The Blues Brothers
Lo sceneggiatore di Prometheus in diretta su Twitter
Il 15 maggio David Lindelof risponderà in diretta ai fan
"Tutti i nostri desideri": aumentano le sale!
Sono 48 i cinema in cui viene proiettato ora il film di Philippe Lioret
Parker e Hudson a "Glee"
Le attrici nella quarta stagione
Cannes 65 - Completata la giuria di Un certain regard
Tim Roth presidente di giuria della sezione
Kristen Stewart su "Film Tv"
Con lo speciale Cannes
Lindsay Lohan tra Glee e Liz Taylor
torna in tv come guest star nella serie di Murphy e protagonista di Liz & Dick
Burton re del box office
Dark Shadows primo nel weekend
Diaz sbarca al Parlamento Europeo
Il film verrà proiettato il 15 maggio
Guillermo Del Toro dirigerà Pinocchio
Primo progetto d'animazione, a quattro mani con Gustafson
The Avengers è già un film da un miliardo di dollari!!
Solo Avatar è stato più veloce del marvel-movie di Joss Whedon  
La Fox manda in pensione il 35mm
In due anni solo film in digitale
Gli invisibili di primavera - Levine ad Arezzo
 con il suo 50/50
CANNES 65 - Polanski: Tess restaurato e un documentario
 il cineasta sulla Croisette
Addio a Sabina Cangiano
 stroncata da malattia a 42 anni
Castellitto raccontato in una monografia
Dal 16 maggio in libreria, a cura di Enrico Magrelli
Tutti i nostri desideri: indici di gradimento
 piccola indagine sulle sale di programmazione del film di Lioret
Moretti: "Torino deve andare per la sua strada"
il regista interviene sul dibattito
Sesti direttore del TaorminaFilmFest
Dal 23 giugno al via la 58° edizione
Nuovo film per Francesca Comencini
"Gina" basato sul romanzo di Claudio Bigagli