"Crazy, Stupid, Love.", di Glenn Ficarra e John Requa


Il bizzarro e già celebrato duetto tra il seduttore Steve Carell e la sedotta Marisa Tomei è il lampo più luminoso di Crazy, Stupid, Love. Altrimenti, il film vive di uno schema narrativo che paga l'assenza di una mano ferma ed esperta come Garry Marshall. L'impossibile passione del tredicenne Jonah Bobo per la diciassettenne Analeigh Tipton svela l'interrogativo principale di tutta la commedia romantica: ha ancora senso raccontare storie a lieto fine sull'amore?

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Crazy, Stupid, Love. lancia un interrogativo che potrebbe essere preso come una riflessione su tutto il genere della commedia romantica. Ha ancora senso raccontare delle storie a lieto fine sull’amore? Se non altro, il film della coppia formata da Glenn Ficarra e da John Requa fa in modo che la domanda se la pongano due giovani protagonisti: il tredicenne Jonah Bobo e la diciassettenne Analeigh Tipton. Tutti e due sono innamorati della persona sbagliata: lui è innamorato di lei e lei è innamorata del padre di lui. Non bastasse il dolore per un sentimento non corrisposto, i due devono anche confrontarsi con il disfacimento delle loro visioni ideali: i genitori del ragazzo stanno divorziando. Julianne Moore se la fa con un suo collega e Steve Carell si trasforma in un donnaiolo nel tentativo di alleviare il suo dolore. In uno schema narrativo in cui tutto prevede un contrappeso, l’infallibile rubacuori Ryan Gosling vede vacillare tutte le sue certezze sul disimpegno affettivo… Come è inevitabile per un film corale come questo, Crazy, Stupid, Love. spesso sembra prendere delle strade diverse, che non sempre si incrociano con esiti felici. Più che altro, il film avrebbe dovuto avere una mano più sicura: tuttavia, è eccessivo pretendere sempre l’esperienza e la padronanza di un maestro come Garry Marshall. Il suo difetto maggiore è quello di prolungare eccessivamente le sue trame, fino ad arrivare ad un finale che suona un po’ retorico. Tuttavia, è pur sempre una risposta al problema iniziale: il cinema ha il dovere di raccontare favole che finiscono bene. Allo stesso tempo, non può risparmiarsi di adottare un ritmo adeguato alle circostanze: alla fine, quello che spesso manca al film è il modo in cui raccontare le sue storie. Crazy, Stupid, Love. vive di lampi isolati che spezzano il programma: il duetto tra il seduttore Steve Carell e la sedotta Marisa Tomei è uno dei momenti migliori proprio perché si mostra come uno dei rari momenti imprevedibili, oppure come una divagazione improvvisata. Non si può dire lo stesso del confronto finale, in cui tutti gli equivoci vengono a galla senza mai essere veramente risolutivi, in un senso o in un altro: la rissa degli uomini che si rinfacciano le proprie colpe e le proprie invidie di possesso non raggiunge il livello distruttivo di una sequenza di torte in faccia. Proprio per questo, non riesce a dire la parola conclusiva sulla tesi di partenza: ha bisogno di un corollario che non è giustificato e suona forzato. E' molto meno naturale del modo in cui il ragazzo riassume La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne alla sua classe… Far recitare un sermone prestampato a Steve Carell significa aver capito poco delle sue qualità: davanti a tanta ipocrisia, solo Marisa Tomei ha il coraggio di mostrargli il dito medio. Eppure, i personaggi non si sottraggono alla necessità di credere alle sue parole, per quanto la sua dichiarazione d’amore si avverta come stantia: forse perché la commedia romantica è il genere che richiede il più alto livello di sospensione della verosimiglianza… I registi provengono da un ambiente estraneo come la sceneggiatura di cartoni animati e dello scorrettissimo Bad Santa. Lo screenwriter Dan Fogelman ha creato Cars e ha confezionato Rapunzel per la Disney. Emma Stone spicca in uno dei suoi ruoli preferiti, ma è meno esplosiva di quanto non fosse in Easy A.

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15 BORSE DI STUDIO DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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Titolo originale: id.
Regia: Glenn Ficarra e John Requa

Interpreti: Steve Carell, Julianne Moore, Ryan Gosling, Emma Stone, Kevin Bacon
Origine: USA, 2011
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 118'

 

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Le Arene estive di Cinema a Roma

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