I migliori giorni, di Edoardo Leo e Massimiliano Bruno

Prova a risollevare le sorti della commedia all’italiana con un film ad episodi basato sulle festività. Ma i “mostri” del 2023 sono telecomandati come le ricorrenze di cui si beffano.

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In I migliori giorni, film ad episodi scritto e diretto da Edoardo Leo e Massimiliano Bruno, più volte i protagonisti irridono le cibarie del discount. Il pandoro, la cesta natalizia e la cioccolateria di marche che gran parte delle persone per pigrizia e poca conoscenza del mercato alimentare estero, associano a scarsa qualità sono oggetti di battute che dovrebbero sia sollevare ilarità per la taccagneria di chi s’azzarda a portarli alla cena familiare della vigilia sia connotare la situazione socio-economica dello spiantato acquirente.

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A metà strada tra il cinepattone ripulito da sesso ed emissioni intestinali (che noia!) e il grottesco spregiudicato de I mostri e del recentemente rivalutato L’ultimo Capodanno, I migliori giorni prova a dare l’ennesima fotografia della cattiveria a cui tutte le classi sociali del Paese sono arrivate. Lo ammettono chiaramente e didascalicamente i partecipanti del banchetto del primo episodio La vigilia, come se nella realtà qualunque famiglia dopo essersi gettati improperi e malignità avesse davvero la coscienza di auto-analizzarsi con così tanta schiettezza ed il solito pizzico(tto) di accondiscendenza.

In un film appiattito sull’estetica e sul linguaggio televisivo, a mancare non è però la verosimiglianza della critica sociale quanto un’assennata ricerca di uno sguardo d’insieme sull’attualità. Se l’idea di raccontare la ritualità di feste come il Natale, il Capodanno, San Valentino e l’Otto Marzo per sollevare il velo degli stanchi codici interpersonali che li accompagnano era sulla carta molto interessante, tentare di allacciarla forzosamente alla contemporaneità si rivela invece un fallimento ed uno sfilacciamento sotto quasi tutti i punti di vista. La scrittura dei quattro cortometraggi innanzitutto ha il ritmo di uno sketch da tv vetero-impegnata da prima serata, alla Propaganda Live per intenderci, e difatti sia il primo episodio – Edoardo Leo ha letto il monologo alla base della sceneggiatura proprio in una puntata del programma di La7 – che il secondo sembrano attendere solo gli applausi del pubblico in studio, ben contento di vedere cementificato anche in una confezione audiovisuale di lusso il proprio cinismo di rappresentanza.

Il cenone e lo scontro tra fratelli, uno ligio alla disciplina sanitaria in materia Covid-19 dello Stato e di gran parte dell’assennata popolazione e l’altro becero No-Vax, e la susseguente partecipazione alla festa di fine anno in una mensa dei poveri da parte del solito imprenditore intrallazzone sembrano rimasugli di magazzino degli estinti cinepanettoni. La mancata accettazione di Leo e Bruno della goliardia senza regole di Boldi e De Sica li fa però arrestare sempre un passo prima del politicamente scorretto, così da fare dei loro campioni di ribalderia facili attacchi di moralismi. Senza invece quelle urticanti similitudini che giustamente sono una spina nel fianco durante la visione, qui la crisi d’astinenza della figlia cocainomane di Tortora e le complottistiche argomentazioni di Bruno contro i vaccini sono talmente eccessive da sfiatare qualunque tentativo di gag. Il punto più basso di questa panoramica sui vizi italiani è purtroppo l’episodio San Valentin“, di Edoardo Leo che perde per strada la tenerezza complice di Lasciarsi un giorno a Roma a (s)favore di un loffio quadrilatero romantico che vorrebbe omaggiare certo cinema borghese francese ma inciampa a più riprese nel poliamore di genere (il repentino flirt tra Scarano e Lodovini) e nel macchiettismo (un Argentero visibilmente impacciato nei panni del fanfarone fedifrago). A rimettere in carreggiata lo sbandato automezzo filmico I migliori giorni è l’ultimo episodio, che vede protagonista Claudia Gerini nei panni di una presentatrice tv in crisi che non vuole leggere un comunicato di rettifica impostole dai membri maschi della redazione dopo un imbarazzante servizio che denigrava proprio il ruolo della donna d’oggi. Qui la penna di Bruno sceneggiatore, scevra finalmente dal fardello della comicità di grana grossa, è libera di turbinare e scartavetrare con malizia la tossicità financo del maschio più (sedicente) femminista e non fare d’altro canto facili sconti alle signore che competono con gli uomini per avere le “palle” più grosse. Ma anche qui il buonismo finale di melassa verbale – l’intervento della giovane stagista che chiarisce anche allo spettatore più sprovveduto il giusto punto di vista sulle cose, con tanto di citazione di Monica Vitti a suffragio -, chiude con una stridente dose di ottimismo un film che inconsapevolmente forse finisce davvero col credere che questi che stiamo vivendo siano, nonostante tutto, “i migliori giorni”.

 

Regia: Massimiliano Bruno, Edoardo Leo
Interpreti: Edoardo Leo, Massimiliano Bruno, Anna Foglietta, Max Tortora, Paolo Calabresi, Luca Argentero, Valentina Lodovini, Greta Scarano, Claudia Gerini, Stefano Fresi, Marco Bonini, Maria Chiara Centorami, Ludovica Martino
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 125′
Origine: Italia, 2022

 

 

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.8
Sending
Il voto dei lettori
2.65 (65 voti)
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