Lasciarsi un giorno a Roma, di Edoardo Leo

Il quinto lungometraggio del regista alterna illusione e dolore, è così vissuto che a tratti fa star male. Dentro forse c’è troppo. Ma la sua mancanza di controllo è anche la sua generosità. Su Sky.

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C’è un cinema che parla di noi stessi, delle nostre vite, dei nostri difetti e della nostra vita di coppia. Lo fa con le sue storie, i suoi personaggi ma dentro c’è la passione e la sofferenza della nostra quotidianità. Non c’è bisogno di essere ‘supereroi’ come nel nuovo film di Paolo Genovese e di far passare i protagonisti come delle figure straordinarie perché fronteggiano le difficoltà della vita di tutti i giorni. Anzi, si può essere terribilmente normali. Ed è proprio questa normalità in Lasciarsi un giorno a Roma che poi porta all’abitudine e poi a una complice estraneità prima della rottura.

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Comincia da dove i film di solito finiscono, dalla fine di una storia. Zoe e Tommaso stanno insieme da dieci anni. Lei  è una manager di una società che costruisce videogiochi, lui uno scrittore che non riesce a imporre il suo finale al suo libro e, di nascosto dalla compagna, arrotonda lo stipendio occupandosi della posta del cuore di un magazine femminile con lo pseudonimo di Gabriel García Márquez. Un giorno, tra le tante lettere che riceve per la rubrica, arriva proprio quella di Zoe che gli confessa di voler lasciare Tommaso. Parallelamente alla loro vicenda, c’è quella di Umberto, amico del protagonista, vicepreside disilluso che non riesce più a comunicare con la moglie che è presa da tantissimi impegni istituzionali come sindaco di Roma e trascura lui e la figlia.

Suddiviso in sei capitoli (Abbraccio, Fine, Piano, Sogno, Accetta, Lasciare), Lasciarsi un giorno a Roma conferma ancora la sensibilità e la capacità di raccontare storie in sottrazione del cinema di Edoardo Leo. Il quinto lungometraggio del regista e attore romano è una specie di Storia di un matrimonio che però non è claustrofobico ma ha bisogno d’aria, sospeso tra i vicoli di una Roma magica illuminata dalla fotografia di Fabio Zamarion. Si allontana da un cinema di scrittura e anzi sembra molto vissuto. La storia tra Tommaso e Zoe è vera e credibile, incarnata da due attori che vivono sulla pelle le paure e le delusioni. Leo soprattutto cede lo spazio all’ottima Marta Nieto, attrice spagnola già alla ribalta dopo che è stata premiata come miglior attrice della sezione Orizzonti al Festival di Venezia del 2019 per Madre di Rodrigo Sorogoyen. I messaggi tra Zoe e Marquez hanno quasi la cadenza di un  thriller. Nella paura di Tommaso, più di essere lasciato piuttosto che di non essere più amato e nella distanza della protagonista con tutte le altre persone, Leo costruisce un abile e appassionato film di intermittenze sentimentali che mette ancora a nudo la vita della coppia, anche se stavolta lontana da occhi indscreti come in Che vuoi che sia e che mostra il disorientamento davanti a un evento che rompe la tranquilla monotonia come l’arrivo improvviso di una ragazza nella vita di un single che gli dice di essere sua figlia in Buongiorno papà.

Lasciarsi un giorno a Roma si perde un po’ invece nella crisi parallela, quella tra il sindaco di Roma e il vicepreside rispettivamente interpretati da Claudia Gerini e Stefano Fresi. Anche Lì Leo conferma la sua capacità nel mettere a nudo i problemi della coppia, ma scivola nella scena nella dichiarazione d’amore del marito durante una conferenza stampa della moglie e in più rischia di allentare tutta la potente tensione della storia tra Tommaso e Zoe.

Leo ritrova il cinema di Pietrangeli e lo contamina con Tavarelli (Un amore) e Baumbach, percorre la strada magica dell’illusione sulle note di Sempre e per sempre di De Gregori e diventa spietato nella scena in discoteca. Forse dentro c’è troppo, quasi due film. Ma si sente forte il cuore che batte lì su Ponte Sisto, in quell’abbraccio che non è più freddo, occasionale o l’occasione per dirsi “Vaffanculo” ma si porta dietro un pezzo di vita vissuta insieme.

 

Regia: Edoardo Leo
Interpreti: Edoardo Leo, Marta Nieto, Claudia Gerini, Stefano Fresi, Esther Ortega, Anna Dalton, Enrica Guidi, Lorenzo Aloi, Gabriele Di Martino, Marco Bonini, Jonis Bascir, Gigio Morra
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 112′
Origine: Italia, Spagna 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.7
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Il voto dei lettori
3.03 (64 voti)
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