Che vuoi che sia, di Edoardo Leo

I grattacieli e le traiettorie metropolitane di Milano che sembrano restringersi. Come a creare una situazione di progressivo soffocamento attorno a una coppia. Lui è Claudio, che sta cercando di sbarcare il lunario con la creazione di una piattaforma web. Ma il crowdfunding non da i risultati sperati. Lei è Anna ed è un’insegnante precaria. Stanno cercando di migliorare la loro situazione economica prima di decidere di avere un figlio. Una notte, dopo una festa, si ubriacano. Lui registra e poi posta un video dove lancia una sfida estrema, quella di fare un’offerta per visualizzare un filmino hard che li vede protagonisti. La provocazione ha successo e la cifra raggiunta supera i 200.000 euro. Cosa fare ora?

che-vuoi-che-sia-edoardo-leo-rocco-papaleoHa il ritmo e i dialoghi serrati di una riuscita commedia statunitense. Potrebbe avere le allucinazioni di Jake Kasdan di Sex Tape – Finiti in rete ma in realtà sono presenti squarci del cinema di Judd Apatow. Il rapporto della coppia con i rispettivi genitori richiama quell’intensità di Questi sono i 40 e mostra come il cinema di Edoardo Leo sappia destreggiarsi con sempre maggiore disinvoltura tra il dramma e la commedia. Il suo cinema aveva incuriosito con 18 anni dopo, si era positivamente confermato sia pure con un’altro registro con Buongiorno papà ma soprattutto ha mostrato una decisa evoluzione con Noi e la Giulia e Che vuoi che sia. Questi ultimi due titoli sono molto vicini nel modo in cui raccontano la crisi economica ma anche il tentativo di riscatto, disegnando allo stesso tempo il sogno, l’illusione, di quegli anni ruggenti presi dalla ‘commedia all’italiana’ in cui il personaggio di Massimo Wertmüller, nei panni del padre di Claudio, appare quasi una reincarnazione di quelle ‘canaglie’ alla Vittorio Gassman che vivevano al di sopra delle loro possibilità. Se in Noi e la Giulia c’erano degli echi di Pietrangeli (soprattutto Adua e le compagne), in Che vuoi che sia potrebbe riprendere forma una sorta di Lattuada 2.0, proprio nel modo non tanto di mostrare la sessualità, ma le conseguenze che ha. Prima e dopo.

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che-vuoi-che-sia-anna-fogliettaAnche il cinema di Edoardo Leo costruisce i suoi ‘dolci inganni’. Lo fa attraverso uno sguardo molto più intenso di quello, che nella sua umiltà, da a vedere a prima vista. Accompagnato anche dalla presenza di Anna Foglietta (già diretta da Edoardo Leo in Noi e la Giulia e insieme protagonisti in Perfetti sconosciuti), una delle migliori attrici italiane oggi capaci di alternare commedia e dramma, ironia e paura, desiderio e frustrazione. Quasi sulla linea di una tradizione tra Franca Valeri e Monica Vitti.

C’è il vecchio e il nuovo. Le foto classiche dei matrimoni dello zio Rocco Papaleo e l’immagine moltiplicata dei selfie, delle immagini web. Dall’iniziale sparizione (la coppia che scrocca l’assaggio di un pranzo nuziale) dove Claudio e Anna agiscono quasi come una coppia di fantasmi truffatori, agli occhi addosso di tutti su loro due. Sul web, per strada, in discoteca, sulla metropolitana. Con un voyeurismo ossessivo sulle loro figure, che apre anche a squarci di un horror onirico (la scena del sogno in ralenti della protagonista, inseguita a scuola dai suoi studenti) a tracce di un fantasy umanista. Nelle visioni dall’alto, in una Milano trasformata come se fosse il set di qualunque metropoli europea. Che da un respiro più ampio a un film comunque ben radicato nella tradizione della nostra commedia, basato su una scrittura solida ma con battute vertiginosamente impazzite: “Lo sai cosa mi piace di Roma? L’aereo per Milano” è tra quelle che meritano di lasciare il segno.

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Regia: Edoardo Leo

Interpreti: Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Marina Massironi, Massimo Wertmüller, Bebo Storti

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Durata: 105′

Origine: Italia 2016