Il Campione, di Leonardo D’Agostini

Il Campione è la storia di Christian Ferro, figlio delle periferie, orgoglio de Roma. Ferro, il cognome sulle spalle è quello della madre, è uno di quei talenti che, nella nostra morente serie A, nascono ogni dieci anni. In una tifoseria ormai orfana del suo pupone, trovarsi tra le mani un giovane fenomeno romano e romanista non può che essere motivo d’orgoglio. Ecco la dimostrazione concreta che gli Dei del Calcio, nonostante tutto, hanno un occhio di riguardo nei confronti di questa disgraziata squadra giallorossa. Purtroppo, come tutte le belle storie, anche quella di Christian è segnata da tante piccole ombre che ne bloccano la grandezza. Il dolore per una mamma morta troppo presto e un padre viscido che lo sfrutta si riversano in una vita di sregolatezze e esagerazioni. Tutto questo caos, dentro e fuori di lui, rischia di deragliare una giovane promettente carriera verso l’incompiutezza. Quante piccole stelle abbiamo visto spegnersi dietro un successo vampiro? L’incontro forzato con Valerio, professore idealista ma pieno di sofferenza, metteranno Christian a contatto con un affetto sincero e la ricerca di un insperato diploma, sarà l’occasione per riequilibrare la propria vita.

Leonardo D’Agostini per il suo esordio sceglie la via più complicata. Il regista, infatti, affronta di petto un tema come il rapporto tra Calcio e Cinema che, soprattutto in Italia, è sempre stato burrascoso. Nonostante l’imperante nostalgia per “il bel calcio di una volta”, il terrore per portare il nostro sport nazionale nella fiction è ancora letale. Forse il pubblico generalista si consola con l’impegno di divulgatori come Federico Buffa e degli epici articoli di L’Ultimo Uomo ma sorprende che l’industria cine-televisiva non si sia fiondata sopra questo potenziale.  Le teorie sull’impraticabilità del Calcio nella fiction sono tante e conosciute. Ci sono stati tentativi per sovvertire questa situazione ma gli effetti non sono riconosciuti. D’Agostini, guidato dal furbo intuito della coppia Rovere – Sibilla (entrambi produttori) sceglie una via collaterale. Il risultato non è forse esente da qualche ingenuità ma è senza dubbio convincente.

Il Campione guarda al rodato modello Will Hunting e racconta una storia d’amicizia pura, l’incontro tra due sofferenze che, dopo le prime schermaglie, si sciolgono. L’alchimia tra Accorsi e il sempre più efficace Carpenzano, poi, scardina i cliché concretizzando un rapporto che si crea davanti ai nostri occhi. Soprattutto il giovane attore ha la capacità di destreggiarsi tra l’euforia del ragazzo esaltato e il dolore dell’uomo fuori posto. La sua recitazione, basata su piccoli gesti, frasi smorzate, sguardi bassi, sembra ricalcare la tradizione minimal dei mostri sacri come Giallini e Mastandrea, in una stanchezza dura che racconta più di mille parole. Il suo Christian, pur credibile in un contesto verosimile, anche grazie all’enorme aiuto dato dall’AS Roma, è qualcosa di più di un calciatore.

 

Regia: Leonardo D’Agostini

Interpreti: Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Massimo Popolizio, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Anita Caprioli, Camilla Semino Favro

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 105′

Origine: Italia, 2019