LIBRI DI CINEMA – Le novità di Giugno

Studio Ghibli, Michelangelo Antonioni, Alfonso Cuarón, Questioni di campo, Mad Max Trilogy, Evil Dead

Studio Ghibli. L’animazione utopica e meravigliosa di Miyazaki e Takahata
Andrea Fontana & Enrico Azzano

Il mio vicino Totoro, La città incantata, La storia della principessa splendente: sono alcuni dei film targati Studio Ghibli, la cui potenza immaginifica e il cui successo commerciale hanno avuto un ruolo decisivo per lo sdoganamento definitivo dell’animazione giapponese nel panorama internazionale. Sinonimo di eccellenza tecnica, lo Studio Ghibli è artefice di un’idea di cinema incantata e meravigliosa, grazie alle sue narrazioni struggenti, che uniscono arte e botteghino, ideale e concretezza, scrittura e immagine.
Il volume ripercorre l’intera evoluzione dello Studio. Dalle celebrate pellicole dei due fondatori – Hayao Miyazaki e Isao Takahata – agli esordi dei possibili eredi, delinea al contempo una storia politica e sociale del Giappone dal 1985 a oggi, compila una filmografia ragionata e contiene i contributi critici di alcuni dei più importanti fumettisti, artisti e studiosi di cinema italiani.
[Bietti Edizioni – pp. 288 € 20,00]

 

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SCRIVERE PER LA TV: il workshop sulla sceneggiatura per la serialità


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Antonioni

Michelangelo Antonioni
Alberto Boschi e Francesco Di Chiara (a cura di)
Una raccolta di contributi di alcuni fra i più importanti studiosi internazionali dell’opera di Antonioni (1912-2007), a pochi anni di distanza dal centenario della sua nascita. Con l’intenzione di offrire nuove chiavi di lettura su una delle figure più importanti della storia del cinema europeo: dal rapporto con la stampa popolare a quello con la cultura psichiatrica prebasagliana; dal legame con il cinema dell’estremo oriente al trattamento dello spazio architettonico e cinematografico; dalla dimensione geopolitica della sua opera a quella inerente la performance dei suoi interpreti.
[Editrice il Castoro – pp. 320 € 18,00]

 

cuaron-manifestoAlfonso Cuarón – Cinema in Assenza di Gravità
Simone Santi Amantini

Il libro vuole essere un omaggio ad Alfonso Cuarón e al suo Cinema, scritto con competenza e dedizione da un critico appassionato per altri appassionati. L’autore infatti scrive, prendendo in prestito le parole del poeta Leopardi “Mi ha fatto naufragare nello spazio cinematografico e sublime di Gravity”.
“Alfonso Cuarón – Cinema in assenza di gravità” affronta tutto il percorso artistico e creativo del regista, passando per (Solo con tu pareja, A little princess, Great Expectations, Y tu mama tambien, Harry Potter and the Prisoner of Azkaban, Children of men, Gravity), tutti film che hanno come protagonista l’essere umano, l’uomo, (sia amante, principessa, eroe o essere fragile) con le sue ansie e paure, alla continua ricerca dell’universo interiore, in un futuro ancora da vivere, con speranza, anche in uno spazio/cinema in assenza di gravità.
Libro innovativo e multimediale grazie alla presenza sia in copertina che al suo interno di QR Code per vedere le scene dei film descritti ed analizzati.

[Edizioni Whiterose – pp. 143 € 16,50]

 

Questioni_di_campoQuestioni di campo – La relazione osservatore/osservato nella forma documentaria
Simone Moraldi

Nel corso degli ultimi quindici-vent’anni, complici le mutazioni dello scenario tecnologico del “nuovo millennio”, il genere documentario sta vivendo un’epoca di rinascita, sono fioriti autori, case di produzione, scuole di pensiero. Il nuovo scenario culturale che si delinea impone, dunque, una riflessione finalizzata a comprendere il futuro del cinema documentario e delle forme della nonfiction.
Attraverso una rete interdisciplinare e articolata di riferimenti teorici, il libro esplora e indaga l’universo del cinema di nonfiction e, in particolare, il documentario di creazione contemporaneo, focalizzando la propria attenzione sull’analisi di ciò che accade nel momento in cui, dinanzi al dispositivo di ripresa, avviene l’incontro tra un osservatore e un osservato, un soggetto che filma e un soggetto filmato. Attraverso un accurato lavoro di analisi di una filmografia internazionale, il libro risale alle basi teoriche della nonfiction, alle sue caratteristiche estetiche specifiche, operandone una messa in discussione e proponendo nuovi spunti di riflessione per comprendere la “nuova era” in cui si proietta oggi il cinema documentario.
[Bulzoni Editore – pp. 260 € 19,00]

 

Mad MaxMad Max Trilogy
Alessandro Neri
La fantascienza post-apocalittica è un genere in cui l’ambientazione è collocata in un mondo o civiltà già devastato da una catastrofe; le azioni sono spesso collocate in uno spazio temporale successivo alla distruzione e si focalizzano sui viaggi o sulla psicologia dei sopravvissuti. Un contesto di questo tipo porta l’umanità, o ciò che ne è rimasto, a non avere un passato da ricordare e tutto quello che è il ricordo diviene così mito o leggenda. Il mondo intorno a noi cambia, si evolve, e noi continuiamo a tenere gli occhi chiusi andando per la nostra strada, senza capire che così facendo siamo destinati all’estinzione. La razza umana vivrà in un pianeta desolato in cui non saremo noi a comandare, un pianeta in cui ripartire da zero, sperando di avere la fortuna di incontrare lungo il nostro cammino un viaggiatore errante, un eroe solitario che si faccia carico di questo enorme fardello e riconduca l’umanità verso un futuro nuovo, non per forza migliore, purchè sia diverso da quello che stiamo scrivendo giorno dopo giorno.
Un uomo come Max, l’eroe creato da George Miller, che sia pazzo (Mad) al punto giusto.
[EUS Edizioni – pp. 102 € 12,90]

 

My name is Ash. Guida alla saga di Evil DeadEvil dead
Daniele Francardi

Cinque ragazzi, una baita di montagna, un libro rilegato in pelle umana e scritto con il sangue, una botola, un registratore ed un antico libro risalente all’epoca dei Sumeri chiamato “Il Libro della Morte” (Necronomicon ex mortes) scritto con sangue umano e rilegato in pelle umana… È la nascita di un cult!
[EUS Edizioni – pp. 124 € 14,90]

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UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

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    LIBRI DI CINEMA – Le novità di Giugno

    telerivoluzioneTelerivoluzione – Da Twin Peaks a Breaking Bad, come le serie americane hanno cambiato per sempre la tv e le forme della narrazione, Guida al cinema di fantascienza, "Muoiono solo gli stronzi" – La straordinaria vita di Mario Monicelli, Manuale del montaggio, Pazzi per il cinema

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    IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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    Telerivoluzione – Da Twin Peaks a Breaking Bad, come le serie americane hanno cambiato per sempre la tv e le forme della narrazione

    Alan Sepinwall

     

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    SCRIVERE PER LA TV: il workshop sulla sceneggiatura per la serialità


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    C’era una volta la tv: vintage e polverosa, deperiva nell’oblio assieme al suo tubo catodico. Poi arrivarono Twin Peaks, X-Files, ER. E dopo di loro I Soprano, The Wire, Buffy, 24. Le serie americane dilagarono portando sul piccolo schermo sesso, violenza, antieroi senza rimorsi, attori semisconosciuti, trame articolate: un linguaggio composito e irresistibile che ha cambiato per sempre la televisione e il nostro modo di guardarla. Abbiamo assistito – e partecipato – al più imponente ribaltamento culturale del primo scorcio di millennio, e questo libro ci spiega come, quando, perché. Ma soprattutto chi. Alan Sepinwall ci accompagna infatti dietro le quinte delle produzioni seriali più indimenticabili, ad ascoltare la storia di questa avventura direttamente dalle parole dei suoi protagonisti: dal Tom Fontana di Oz allo Shawn Ryan di The Shield, dall’ormai mitica coppia Abrams/Lindelof di Lost al Matthew Weiner di Mad Men, fino al veterano Vince Gilligan, che con Breaking Bad ci ha consegnato una delle ultime grandi narrazioni televisive del Ventunesimo secolo. Il libro “definitivo”, divertente e ricco di aneddoti, sulla spettacolare trasformazione delle serie che hanno stabilito il nuovo “canone letterario” della fiction mondiale rivoluzionando il nostro modo di scrivere, raccontare e perfino concepire storie.

    [BUR – pp. 480 € 14,50]



    Guida al cinema di fantascienza

    Gian Filippo Pizzo (a cura di)

     

    Una guida al cinema di fantascienza che traccia un percorso storico e cronologico, dalle pellicole mute e in bianco e nero dei pionieri della Settima Arte, ingenue ma affascinanti, a quelle tridimensionali dei giorni nostri. Dai fondali di cartapesta di Viaggio nella Luna di Georges Méliès (1902) alla computer grafica di Avatar di James Cameron (2009), dal mitico Metropolis di Fritz Lang (1927) al nuovo Robocop di José Padilha (2014). Si passa poi ad analizzare, attraverso singole schede dedicate, capolavori cinematografici come 2001: odissea nello spazio, Fahrenheit 451, L’invasione degli ultracorpi o Minority Report e successi mondiali quali King Kong, passando per le saghe mitiche di Star Trek e Guerre stellari e per serie “minori” quali Interceptor/Mad Max, Terminator, Ritorno al futuro o Alien. Senza dimenticare i film di culto come Blade Runner, Gattaca, Matrix e le numerosissime pellicole da riscoprire (Il mostro della Laguna Nera, Il vampiro del Pianeta Rosso, K-Pax e tante altre). Una piacevole guida che non si limita alla discussione cronologica dei film, ma ne evidenzia i progressi tecnologici (il sonoro, il colore, l’evoluzione degli effetti speciali, il 3D), considerando i rapporti con la storia del cinema in generale e riflettendo sui grandi avvenimenti di cronaca che, influenzando l’immaginario collettivo, si rispecchiano nella cinematografia (le guerre mondiali, gli avvistamenti di UFO, il passaggio della cometa di Halley, la guerra fredda, i cataclismi naturali, l’11 settembre, …). Il volume è arricchito da una serie di box dedicati a temi particolari o sottogeneri, oltre che alle personalità che hanno contribuito alla filmografia: dai registi agli attori più famosi, dalle case produttrici ai creatori di effetti speciali, dagli sceneggiatori agli autori dei soggetti letterari.

    [Odoya Editore – pp. 448 € 20,00]



    "Muoiono solo gli stronzi" – La straordinaria vita di Mario Monicelli

    Roberto Bosio

     

    Il racconto della vita del padre della commedia all’italiana. Novantacinque anni che comprendono una carrellata lungo settant’anni di cinema italiano, due guerre mondiali, un boom economico. Una storia che finisce per intrecciarsi con quella del nostro paese, di cui Monicelli è stato un testimone partecipe, mettendo in scena i vizi degli italiani con il suo sguardo spietato. Regista geniale e uomo difficile che non si è mai lasciato conoscere, fedele alla sua idea che i sentimenti è meglio non manifestarli. È un’operazione complicata scrivere una biografia di Mario Monicelli. Era “il re dell’understatement, che io chiamo pudore, e nessun regista-autore al mondo ne ha mai avuto tanto nel proprio lavoro. Monicelli si farebbe impiccare piuttosto che parlare di ‘ispirazione’, di ‘anima’, di ‘creatività’. Non direbbe ‘noi artisti’ neppure sotto tortura, né farebbe mai un capriccio per ottenere “il dovuto” da un produzione, ma lo farà per ottenere l’inutile, e tutto a suo danno”. Non ci si può quindi stupire se quando parlava di sé, spesso il racconto prendesse pieghe strane: diceva di essere nato a Viareggio, ma in realtà era nato a Roma. Perché? Secondo la sua ultima compagna Chiara Rapaccini: “Fondamentalmente perché così aveva deciso lui e così doveva essere. Mario era un gran bugiardo. A volte si divertiva a cambiare persino la sua data di nascita".

    [Bradipolibri – pp. 144 € 15,00]



    Manuale del montaggio. Tecnica dell'editing nella comunicazione cinematografica e audiovisiva (Seconda edizione)

    Diego Cassani

     

    «I pionieri del cinema inventarono un nuovo linguaggio basato sulle immagini piuttosto che sulle parole, quella che si potrebbe definire una “grammatica visuale”: primi piani, diaframmi, dissolvenze, velatini, panoramiche, carrellate». Così Martin Scorsese definisce, in un suo ammirato libro-intervista, con parole che sembrano evocare la Creazione, quella particolarissima e decisiva pratica artigianale che opera nella dimensione temporale delle immagini in movimento per creare e aumentare l’illusione della realtà. L’arte del montaggio è sostanzialmente il linguaggio per raccontare con le immagini il movimento: in breve, come sosteneva già Ejsenštejn, è il cinema.

    [UTET – pp. 480 € 27,00]



    Pazzi per il cinema

    Amedeo Caruso

    I Lettori-Spettatori scopriranno all’istante pagine cinefile balsamiche per la cura delle sofferenze dell’anima. Sotto forma di chiacchierate amichevoli sul cinema, saranno somministrate, senza effetti collaterali, compresse effervescenti incoraggianti. Le diverse conversazioni simpatiche e leggère, a proposito di diversi film, si potranno adoperare anche come pillole digestive contro i bocconi amari dell’esistenza. Addirittura una sola pellicola potrebbe diventare la pastiglia orosolubile necessaria a stimolare l’appetito per la vita. L’opera di uno o più registi riuscirà ad essere assorbita come una capsula preventiva contro l’umore nero. Una insolita terapia di parole su pellicole, più o meno famose, a volte sconosciute, che si trasformano in gocce miracolose, capaci di far identificare e capire il doppio che è in noi. Iniezioni filmiche che hanno lo scopo di conciliarci con il mondo e di comprendere sempre più i nostri lati oscuri e le ragioni degli altri. Ce n’è per tutti i gusti e per le diverse necessità. Dal benefico e ottimistico coniglio Harvey, al labirinto di specchi che riflettono conflitti etici e bellici, riflessi sui fotogrammi di Million dollar baby di Clint Eastwood e del Dottor Stranamore di Kubrick. Dai raffinati Racconti del cuscino di Peter Greenaway ai baci al transfert di Ingrid Bergman. Dalla fantascienza di Blade Runner all’amor fou de L’Aquila a due teste di Cocteau. Eccetera, eccetera.

    [Alpes Italia – € 18,00]

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    UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

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      LIBRI DI CINEMA – Le novità di Giugno

      In cielo, in terra. Terrence Malick e Steven Spielberg, L’occhio del regista. 25 lezioni dei maestri del cinema contemporaneo, Videocronenberg, Andrej Tarkovskij: La forma dell'anima. Il cinema e la ricerca dell'assoluto, Il cinema di Don Siegel, Pasolini e il cinema "inconsumabile". Una prospettiva critica della modernità, La distanza amorosa. Il cinema interroga la psicoanalisi.

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      IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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      In cielo, in terra. Terrence Malick e Steven Spielberg

      Alberto Spatafora

      In cielo, in terra delinea un audace studio comparativo di alcune opere di Terrence Malick e di Steven Spielberg, maestri della cinematografia statunitense degli ultimi quarant’anni. Nel 1974, con La rabbia giovane e con The Sugarland Express, entrambi i registi affidano i loro esordi cinematografici al genere road-movie con protagonista una coppia di amanti fuorilegge in fuga ‘sulla strada’. Nel 1998, con La sottile linea rossa e con Salvate il soldato Ryan, Malick e Spielberg assumono la dimensione del genere war-movie quale terreno per un inconsapevole, secondo duello d’autore.

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      SCRIVERE PER LA TV: il workshop sulla sceneggiatura per la serialità


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      [Bietti Editore – pp. 190 € 24,00]

       

      L’occhio del regista. 25 lezioni dei maestri del cinema contemporaneo

      Laurent Tirard

      Quello del regista è uno dei mestieri più complessi e affascinanti del mondo dell’arte, pericolosamente sospeso tra la cura del dettaglio e la visione d’insieme, tra la libertà della creazione individuale e le limitazioni del lavoro collettivo. Un mestiere in cui non esistono regole scritte, e per comprendere il quale non si può dunque prescindere dall’esperienza dei grandi maestri. In questo volume Laurent Tirard, critico cinematografico e regista lui stesso, ha raccolto le confessioni, le rivelazioni, i consigli pratici di venticinque tra i più grandi registi contemporanei, offrendo al lettore altrettante «lezioni di cinema». L’approccio alla sceneggiatura, il rapporto con gli attori, il posizionamento della macchina da presa, il montaggio: ogni regista racconta le sue predilezioni e i motivi delle proprie scelte artistiche, svelando con insospettabile candore tutti i segreti che si nascondono dietro la creazione di un grande film.

      Riproposto in una nuova edizione ampliata, L’occhio del regista è una guida indispensabile per chi vuole addentrarsi, da neofita o da semplice curioso, nel mondo della regia cinematografica. Questi i registi incontrati da Tiraud: Woody Allen, Pedro Almodóvar, Bernardo Bertolucci, Tim Burton, Joel ed Ethan Coen, David Cronenberg, Milos Forman, Jean-Luc Godard, Alejandro Iñárritu, Jim Jarmusch, Wong Kar-wai, Mathieu Kassovitz, Takeshi Kitano, Emir Kusturica, David Lynch, Michael Mann, Arthur Penn, Roman Polanski, Sydney Pollack, Martin Scorsese, Steven Soderbergh, Oliver Stone, Lars von Trier, Wim Wenders, John Woo.

      [Minimum fax – pp. 293 € 16,00]

       

      Videocronenberg

      Claudio Bartolini

      La cellula di Cronenberg, che sia Toronto, o una famiglia, o una coppia di gemelli siamesi, una mosca o un apparecchio televisivo, è sempre stata una cosmopoli infetta e virale in cui né scienza né tecnologia, né tantomeno umanità, possono sperare di fermare il contagio. Figuriamoci prevenirlo. Si può solo constatarlo, registrarlo, al limite studiarlo prima di venirne, tutti nessuno escluso, inevitabilmente stravolti. Mutati. Il virus di Cronenberg agisce in piena postmodernità, alla luce del sole e ormai immune alla farmacopea classica; è cioè il suo stesso cinema, pastiche di alto e di basso, coito fra tradizione e sperimentazione, che ne diventa, volontariamente e suo malgrado a un tempo, il veicolo primo e il rimedio ultimo. Anamnesi ed esito, inseparabili insieme.

      [Bietti Editore – pp. 220 € 19,00]

       

      La forma dell'anima. Il cinema e la ricerca dell'assoluto

      Andrej Tarkovskij

      Andrej Tarkovskij, autore di grandi capolavori quali Solaris, Andrej Rublev, Stalker, è l'ultimo, estremo, rappresentante della grande tradizione cinematografica russa ancora oggi capace di influenzare il cinema europeo d'autore. Morto da dissidente a Parigi, Tarkovskij si è sempre opposto al materialismo sovietico in primo luogo con la propria opera, sempre alla ricerca di uno spiraglio, spesso spirituale e a volte mistico, di contatto con l'assoluto. In questa raccolta di testi il grande regista racconta la propria ricerca esistenziale attraverso la macchina da presa. Un libro illuminante contro le semplificazioni del cinema contemporaneo, che ci insegna a cercare un significato profondo oltre la superficie della civiltà delle immagini.

      [BUR Biblioteca Universale Rizzoli – pp. 200 € 9,90]

       

      Il cinema di Don Siegel

      Fabio Zanello (a cura di)

      In mezzo secolo di carriera questo regista mitizzato da maestri della cinecamera come l’allievo Clint Eastwood, suo interprete prediletto, ha lasciato degli interrogativi, dando vita a una filmografia colma di titoli “storici”, che vengono qui analizzati nei saggi di Francesco Asaro, Aurora Auteri, Alessandro Baratti, Beniamino Biondi, Massimo Causo, Sebastiano Cecere, Federico De Zigno, Fulvio Fulvi, Mario Gerosa, Gabrielle Lucantonio, Matteo Lolletti, Mario Molinari, Domenico Monetti, Michelangelo Pasini, Michele Raga, Silvana Zancolò, Fabio Zanello e Massimo Zanichelli.

      Siegel ha modificato il corpo testuale dei polizieschi e Friedkin e Mann sono suoi figli per i debiti accumulati nei confronti del maestro , per le strategie di rappresentazione da loro perseguite, dopo aver visionato gli archetipi del regista di Dirty Harry. Per il regista rinnovare gli elementi testuali del poliziesco, della fantascienza e del western, voleva dire leggere non un saggio ma piuttosto la società, con un’attenzione ai fermenti sociali, ai movimenti e alle dinamiche fra le classi, alle novità del linguaggio quindi mostrando una certa preferenza per la polifonia, anche per introdurre un approccio cronachistico al genere. L’identità dei film di Siegel è quello di aver dato vita ad un’infinità di paratesti nel cinema americano del dopoguerra, capace di contestualizzare al meglio la realtà americana del tempo con tutti i suoi splendori e le sue contraddizioni.

      [Il Foglio Letterario Editore – pp. 330 € 16,00]

       

      Pasolini e il cinema "inconsumabile". Una prospettiva critica della modernità

      Alessandra Spadino

      Il cinema di Pasolini si fa momento emblematico di confluenza fra pensiero cinematografico e filosofico in un focus sui film a cavallo del ’68. Contro un consumismo che ammicca all’uomo medio con prodotti ‘facili’, un artista underground oppone l’‘inconsumabilità’ dell’evento filmico: una battaglia feroce a quel potere neocapitalistico che deforma l’umanità, piegando le istanze ontologiche più profonde a una rassicurante omologazione. Ne emerge una prospettiva critica, forte e vitale che illumina e raffina lo sguardo sull’oggi.

      [Mimesis Edizioni – pp. 146 € 14,00]

       

      La distanza amorosa. Il cinema interroga la psicoanalisi

      Rosamaria Salvatore

      François Truffaut, Marco Ferreri, Carl Theodor Dreyer, Michael Haneke, Samuel Beckett: sono i nomi degli artisti di cui parla questo libro proponendo una lettura inedita dei loro film. Un volume supplementare di cinema e psicoanalisi, dunque? Un’ennesima edizione di psicoanalisi applicata al cinema? No; la psicoanalisi si applica solo al sintomo. Al sintomo di un soggetto che soffre nel corpo e nella mente. La psicoanalisi non si applica al cinema, come non si applica né all’opera d’arte né all’artista. Sebbene ogni artista non possa esimersi dall’interrogare quanto accade nella propria vita e nel mondo in cui vive; non certo per proporre dei modelli da seguire o una pedagogia da inculcare. L’artista, invece, mette in luce la trama di un discorso che ci coinvolge. Un discorso in cui ognuno di noi è preso come un essere vivente e sessuato, preda della passione o della follia, un discorso che si snoda come il discorso dell’Altro, ossia dell’inconscio. In tutto ciò l’artista, per dirla con Lacan, precede lo psicoanalista e addirittura gli apre la strada: ecco la lettura proposta dall’autrice di questo libro. In quest’ottica è da leggere l’opera di François Truffaut, che rivela l’intreccio tra la problematica del padre e del nome con l’attrazione della follia e del corpo femminile. O quella di Marco Ferreri, che sa mettere l’accento sul mistero incarnato nel corpo della donna. Per non parlare di Dreyer, sempre fedele all’etica del desiderio, o di Haneke nella sua affannosa ricerca della verità. Per terminare, Film di Samuel Beckett, diretto da Alan Schneider e interpretato da un geniale Buster Keaton, è un eccellente esempio della schisi tra l’occhio e lo sguardo (Antonio Di Ciaccia).

      [Quodlibet Editore – pp. 160 € 18,00]

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      UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

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        LIBRI DI CINEMA – Le novità di Giugno

        La regia di frontiera di John Carpenter, Vivement Truffaut!, Nanni Moretti – Lo smarrimento del presente, Ingmar Bergman, Francesca Comencini. La poesia del reale, Scrivere la commedia romantica, Psicoanalisi per il cinema, Quel che il cinema deve a Pirandello.

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        IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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        La regia di frontiera di John Carpenter
        di Pier Luigi Manieri
        Un’interessante monografia su John Carpenter, finalizzata ad esplorarne la dimensione di cineasta per comprendere se e in quale misura trovi collocazione definitiva tra quelle firme che per stile, ampiezza di respiro e influenza sul cinema successivo, hanno fatto la storia del cinema americano. 
        Nel volume Pier Luigi Manieri mette in discussione alcune "certezze" ormai acquisite circa l'autore di Halloween, ed allo stesso tempo ne ripercorre la carriera proponendo una chiave di lettura tanto inedita quanto affascinante e convincente. La regia di frontiera di John Carpenter, quasi attraverso una scomposizione delle pellicole carpenteriane, le esamina da molteplici angolazioni, nel tentativo di restituirci il punto di vista del regista sul cinema e sul suo cinema.
        Carpenter è un autore “di confine”, un fenomeno forse unico nel panorama cinematografico internazionale. Un cineasta apparentemente sospeso tra mestiere e autorialità, legato indissolubilmente al fantastico e all’horror, che gioca da sempre con i generi fino a nascondere, tra le "pieghe" del suo cinema, la sua vera essenza, che molto ha a che fare con la frontiera, appunto.
         [Elara Edizioni – pp. 256 € 14,50]
         
        Vivement Truffaut! Cinema, libri, donne, amici, bambini
        di Lorenzo Pellizzari (a cura di)
        Il volume riunisce le schede di Ugo Casiraghi su François Truffaut e i suoi film, che hanno accompagnato, negli anni ’90, le videocassette dell'opera omnia del regista, distribuite settimanalmente insieme al quotidiano "l'Unità", allora diretto da Walter Veltroni. L’iniziativa, inedita in Italia, ebbe un successo straordinario, grazie anche alla ricchezza dei testi curati da Casiraghi, piccoli saggi critici – ma scritti con uno stile giornalistico – dedicati a tutte le opere di Truffaut. Nel volume sono riunite anche le recensioni dei film di Truffaut scritte da Casiraghi nei suoi trent’anni di collaborazione con "l’Unità", che mostrano come sia mutata, nel tempo, la percezione soprattutto dell'insieme dell'opera del regista, all'indomani della sua morte. Non sono più o non soltanto i film a dettare l’impresa  – non a caso "nel sottotitolo voluto dall’autore (“cinema, libri, donne, amici e bambini”) la componente filmica è volutamente solo una delle tante", nota il curatore -, bensì il percorso artistico e soprattutto umano del loro autore che la morte ha elevato a una dimensione superiore, lontana da ogni querelle. In questo che si configura come un vero e proprio libro base, rivolto a un pubblico non solo di cinefili, non solo di acculturati, non solo del suo giornale di riferimento, è indomita la voglia di raccontare e anche di raccontarsi, persino con una sorta di simpatica contraddizione: nel momento stesso in cui si offre finalmente al lettore la possibilità di vedere a proprio piacimento non si rinuncia alla necessità di descrivere più che puntualmente quel che vedrà o ha visto. E il segreto di questa felice intrapresa è forse racchiuso nel titolo: vivement, finalmente (come vorrebbe il titolo italiano del suo ultimo film) o, meglio, come vogliono i dizionari, fortemente, profondamente, vivacemente Truffaut!»
        [Edizioni Lindau – pp. 288 € 24,00]
         
        Nanni Moretti – Lo smarrimento del presente
        di Roberto De Gaetano
        Nanni Moretti è l’autore che più di ogni altri ha saputo leggere il presente, percepirne gli smarrimenti, rappresentarne le fratture.
        Da Io sono un autarchico ad Habemus Papam, nel cinema di Moretti è in gioco una radicale crisi della presenza del soggetto al mondo, che assume e prende le forme della nevrosi e dello spaesamento, e che trova copertura nella costruzione di maschere comiche, esagerate,  idiosincratiche, sempre comunque capaci di cogliere profonde verità. È in un intreccio di dramma e grottesco, di dolore gioia, che si condensano i caratteri di un cinema che ha saputo raccontare come nessun altro lo stato di crisi di un soggetto, di una nazione, di un’epoca.
        Il saggio di Roberto De Gaetano entra nel corpo vivo del cinema di Moretti, misurandone tutta l’incandescenza nel suo rapporto con l’attualità italiana, e con un presente inquieto, irrisolto, molte 
        volte doloroso, spesso comico.
        [Pellegrini Editore – pp. 248 € 18,00]
         
        Ingmar Bergman
        di Sergio Trasatti
        Nuova edizione con fotogrammi per il maestro del cinema svedese.
        Tra i massimi autori del cinema mondiale, dedito a una continua interrogazione sulla condizione umana, regista-filosofo ma anche grande narratore e poeta per immagini, è stato il punto di riferimento per generazioni di spettatori e cineasti.
        Tra i suoi film: Il settimo sigillo (1956), Il posto delle fragole (1957), Il silenzio (1962), Persona (1965), Sussurri e grida (1970), Scene da un matrimonio (1972), Fanny e Alexander (1982).
        Con 167 fotogrammi b/n.
         
        [Il Castoro Editore – pp. 192 € 16,00]
         
        Francesca Comencini. La poesia del reale
        di Ilaria Gatti
        l cinema di Francesca Comencini risente di una doppia formazione: la prima ha le sue origini nel neorealismo italiano, dal quale ha tratto uno spiccato senso etico nelle scelte dei temi, nel modo di girare e nell’interesse per la realtà documentaria; la seconda deriva dalla cultura francese. La sua decisione di trasferirsi a vent’ anni in Francia ha contribuito infatti ad un allargamento dei suoi orizzonti e delle sue esperienze professionali che si estendono alla letteratura e al teatro.
        Caratteristica peculiare del cinema della Comencini, ampiamente analizzata nel testo, è la capacità di immergersi nella realtà, di trasfigurarla, di coglierne la verità e la poesia. Il libro analizza i suoi film evidenziandone la rilevanza politica e documentaria (Carlo Giuliani, ragazzo; Mi piace lavorare. Mobbing; Dopo la guerra; A casa nostra; In fabbrica; Le donne di San Gregorio); l’ispirazione letteraria o culturale (Elsa Morante; Shakespeare a Palermo; Le parole di mio padre) e la forte tensione interiore (Pianoforte; La Lumière du lac; Annabelle partagée; Lo spazio bianco).
        [Le Mani Editore – pp. 224 € 15,00]
         
        Scrivere la commedia romantica
        di Billy Mernit
        La commedia romantica è sicuramente il genere cinematografico più amato dalle spettatrici, anche se, proprio per questo, raramente ottiene successi planetari pari a quelli dei blockbuster, capaci di coinvolgere ogni tipo di pubblico. Ma film come Harry ti presento Sally, Pretty Woman o Quattro matrimoni e un funerale, così come a suo tempo Susanna! o Sabrina, restano tra i titoli più memorabili della storia del cinema. Oggi poi, in Italia, è proprio a questo genere che si deve la ripresa del mercato. Dunque, che siate sceneggiatori alle prime armi o vi siate persi nella fase di riscrittura, questa illuminante guida ai principi di base per costruire una sceneggiatura comedy di successo vi accompagnerà passo dopo passo alla scoperta dei segreti che si nascondono dietro alcune delle scene più divertenti mai scritte. Imparerete a creare personaggi e dialoghi brillanti, capirete come mai alcune scene d’amore sono elettrizzanti e altre dei clamorosi fiaschi e molto altro ancora.
        Scrivere la commedia romantica offre un’ampia casistica di esempi tratti dalle commedie più amate, come Harry ti presento Sally, Io & Annie e Tootsie, oltre a esercizi di provata efficacia per evitare gli errori più comuni e trovare l’ispirazione.
        [Dino Audino Editore – pp. 144 € 16,00]
         
        Psicoanalisi per il cinema
        di William Indick
        La forza di un grande film, come di una buona serie televisiva, non è quasi mai negli effetti speciali, nel ritmo serrato dell’azione, negli scenari. Questi sono elementi in più, optional che possono potenziare il racconto. Ciò che rende un film memorabile è lo spessore umano dei personaggi e della vicenda in cui sono coinvolti. Questo significa che una storia può essere ambientata dovunque nel mondo e interpretata da attori di ogni razza, se a rendere comprensibile la loro vicenda sono sentimenti universali e archetipi più o meno conflittuali che affondano in ogni cultura. Questo libro indaga su come, da Freud a Jung, da Campbell a Erikson, le teorie psicologiche e psicoanalitiche siano state usate nel Cinema e come possano servire a costruire storie che facciano sentire il pubblico “raccontato” nel profondo. Non un saggio, ma un testo pratico corredato da esercizi utili a maneggiare quelle teorie nella scrittura di tipologie umane drammaturgicamente efficaci.
        [Dino Audino Editore – pp. 166 € 19,00]
         
         
        Quel che il cinema deve a Pirandello
        Enzo Lauretta (a cura di)
        Pirandello è sempre stato molto attento alle novità tecnico-espressive che interessavano il teatro, e così pure si è rivolto con interesse ad una nuova arte nascente, il cinema, di cui ha sicuramente intuito le potenzialità. Egli ne ha parlato anche nel famoso saggio "Se il film parlante abolirà il teatro" e in seguito ha voluto sperimentare l'attività cinematografica partecipando attivamente ad alcune riduzioni di sue opere per il grande schermo. Se vi sono, dunque, dei debiti del cinema verso Pirandello, il convegno del quale in questo volume sono riportati gli atti, li esamina con un ampio spettro di relazioni che spaziano a tutto tondo nel cinema contemporaneo a Pirandello e in quello che, dopo di lui, ha subito in qualche modo l'influenza della sua poetica. Saggi di: Stefano Milioto, Pier Marco De Santi, Giuliana Sanguinetti Katz, Maria Rosaria Vitti Alexander, Dominique Budor, Laura Sangalli, Leonardo Quaresima, Lone Klem, Egle Palazzolo, Marialaura Simeone, Anna Lesnevskaja, Bart Van den Bossche, Cezary Bronowski, Domenica Elisa Cicala, Fausto De Michele, Silvia Vinci.
        [Metauro Edizioni  – pp. 246 € 20,00]
         
         
         
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        UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

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