In libreria: da Richard Fleischer alla Black Comedy

Un volume dedicato al cinema di Richard Fleischer a cura di Alberto Morsiani ed edito da Falsopiano e un libro di Angelo Moscariello sul filone horror-comedy per la collana Profondo Rosso

------------------------------------------------------------------------
IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Dal cinema eclettico e trasversale di Richard Fleischer al successo di un genere come la black comedy. Prossimamente in libreria, due volumi scritti “su misura” per i cinefili.

 

Black Comedy

Horror e Humor nel cinema. La storia, le forme e le opere di un sottogenere di successo dal 1920 al 2013.

--------------------------------------------------------------------
#ArenediRoma2021 – Tutte le arene di cinema della capitale


--------------------------------------------------------------------

di Angelo Moscariello

Edizioni Profondo Rosso
pp. 183

Il volume, suddiviso in quattro capitoli, propone un viaggio attraverso la genesi, lo sviluppo e la progressiva definizione estetica e tecnica del filone horror comedy. La narrazione procede attraverso un’accurata selezione di titoli – noti e meno noti – che rientrano a pieno titolo nel genere della commedia nera: i prodromi e la prima evoluzione di un genere sovversivo; l’analisi delle tipologie criminali “delitto per delitto” sulla base dello spirito e della chiave espressiva adottata dai registi; gli aspetti più strettamente legati alla comicità e alla misteriosa attrazione magnetica che si instaura tra due emozioni così apparentemente sganciate come paura e svago; infine, una breve rassegna di titoli black comedy tra pulp e trash.

Angelo Moscariello, critico e saggista, docente di Storia del Cinema presso l’Accademia dell’Immagine dell’Aquila ed autore di numerosi saggi sul cinema e monografie su registi, ci guida attraverso le diverse fasi di un genere, affascinante quanto sofisticato, che ha permeato non solo la cinematografia, ma anche la letteratura, il teatro e la televisione del Novecento. Basti pensare che la locuzione “umorismo nero” fu coniata dal teorico del Surrealismo, André Breton, nel 1935 per indicare un sotto-genere della commedia e della satira nel quale lo spirito ridanciano nasce da un atteggiamento cinico e scettico, spesso in riferimento ad argomenti tragici come la morte.

Dopo alcune buone ma sporadiche prove all’epoca del muto e nella grande stagione del cinema classico, il genere ha avuto un grande rilancio negli anni Ottanta attraverso una brillante fusione di generi allora molto apprezzati quali il demenziale e l’horror, guadagnandosi il favore di una larghissima fetta di pubblico giovanile grazie a titoli quali Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis (1981), Fuori Orario di Martin Scorsese (1985) e Getta la mamma dal treno di Danny De Vito (1987). A partire dalla metà degli anni Novanta, la commedia nera si è imposta presso un pubblico più vasto e non più generazionale: da La signora ammazzatutti di John Waters (1994) a Killer in viaggio di Ben Wheatley (2013), la black comedy ha proliferato proponendo ogni anno uscite interessanti e godibili.

rfleischerimagePiovre, vichinghi e ladroni

Le 20.000 fantasie hollywoodiane di Richard Fleischer

a cura di Alberto Morsiani

Edizioni Falsopiano
pp. 171

In occasione del centenario della nascita del regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense Richard Fleischer (New York, 1916 – Los Angeles, 2006) e a dieci anni dalla sua morte, il volume si propone di tracciare un profilo completo del “più grande regista sconosciuto del mondo” e di porre l’accento sulla perizia tecnica e le competenze di un autore che ha affrontato ogni genere cinematografico nell’arco di mezzo secolo.

Acclamato dal pubblico e stroncato dalla critica come regista commerciale, Fleischer rappresenta una sorta di epitome del regista sottostimato, trascurato da studiosi e storici del cinema. Figlio di Max Fleischer, pioniere del cinema di animazione, esordisce nella direzione di alcuni cortometraggi animati della serie Betty Boop, Popeye e Superman. Passato alla RKO nel 1942, dapprima come redattore e montatore di cinegiornali di guerra e poi come regista, dirige brevi filmati, short pubblicitari, documentari e monta compilation di vecchie bobine del cinema muto (Flicker Flashbacks, 1942-1946). Nel 1946 dirige il suo primo lungometraggio, il melodramma Child of Divorce. L’anno successivo ottiene un premio Oscar come produttore del documentario Design for Death, da lui diretto con Theron Warth, sull’espansione dell’Impero giapponese e sulle cause che portarono alla Guerra del Pacifico (1941-1945). Noto per la duttilità ed il virtuosismo tecnico (l’uso disinvolto del cinemascope, la fantasia nei movimenti di macchina, il pregevole utilizzo del colore), Fleischer predilige inizialmente il genere noir, dirigendo film come Bersaglio Umano (1949), Sterminate la gang! (1950) e, soprattutto, Le jene di Chicago (1952), un claustrofobico thriller in gran parte ambientato su un treno e caratterizzato da affascinanti soluzioni formali. Nel 1954 Walt Disney, vecchio antagonista di suo padre, gli affida la regia di 20.000 leghe sotto i mari, fedele ma inventiva rilettura del capolavoro di Jules Verne.Tra le sue pellicole successive, molti film drammatici o d’avventura quali Sabato tragico (1955) e I Vichinghi (1958). Al servizio di produttori esigenti e con alti budget a disposizione, Fleischer realizza poi kolossal ricchi di scene di massa e di effetti speciali quali Barabba (1962), progetti fantascientifici come Viaggio allucinante (1966), commedie musicali come Il favoloso dottor Dolittle (1967) e film di guerra come I Diavoli del Pacifico (1956) e Tora! Tora! Tora (1970), spettacolare ricostruzione dell’attacco nipponico a Pearl Harbor. È però nel genere drammatico-psicologico che il regista evidenzia le sue costanti tematiche: la predilezione per storie desunte dalla cronaca, retaggio del suo passato di documentarista, la fascinazione per il tema del doppio, il suo sguardo pessimistico. In particolare: L’altalena di velluto rosso (1955), sensuale e raffinato dramma della gelosia; Frenesia del delitto (1959), interpretato da Orson Welles, in cui viene descritta l’ambiguità morale di due ragazzi spinti a un gratuito gesto criminale dalla lettura di Nietzsche; Lo strangolatore di Boston (1968), dove l’uso dello split screen, delle ellissi e della de-saturazione del colore risultano funzionali alla narrazione e alla definizione psicologica del personaggio dello strangolatore Albert De Salvo, una delle prove migliori di Tony Curtis; L’assassino di Rillington Place n. 10 (1971), in cui un claustrofobico impianto scenico intrappola lo spettatore nella misera esistenza del “mostro di Londra” John Reginald Christie, interpretato da Richard Attenborough, costringendolo ad una presa di coscienza del labile confine fra il bene e il male. Si ricordano, infine, il biopic sulla figura di Che Guevara, Che! (1969), interpretato da Omar Sharif e Jack Palance; il melodramma interrazziale ambientato nel profondo Sud degli Stati Uniti, Mandingo (1975); gli atipici western Bandido (1956) e La banda di Harry Spikes (1974) e il successo commerciale di alcune pellicole che vedono protagonista Arnold Schwarzenegger (Conan il distruttore, 1984 e Yado – Red Sonja, 1985).

Il volume è curato da Andrea Morsiani, saggista e critico cinematografico, direttore dell’Associazione Circuito Cinema di Modena. Realizzato in collaborazione con il Circolo del Cinema “Adelio Ferrero” in occasione delle Giornate del Premio di Critica Cinematografica (Alessandria, 20-22 ottobre 2016), il libro si compone di dodici brevi saggi – scritti da vari giornalisti ed esperti di cinema – dedicati all’analisi approfondita di numerosi film del regista, così come alla sua cifra stilistica ed alle tematiche e ai generi affrontati da Fleischer dietro la macchina da presa. Arricchito da due interviste (una a cura di Bertrand Tavernier ed una a cura di Michel Ciment e Lorenzo Codelli), comprende cenni biografici, la filmografia completa ed una bibliografia selezionata con oltre 40 titoli.

--------------------------------------------------------------------
UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

--------------------------------------------------------------------